I Promotori
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20 Settembre 2010
RAPPORTO SUI DIRITTI GLOBALI
Promosso da: Cgil | Arci | ActionAid | Antigone | Coordinamento Nazionale delle Comunità di Accoglienza - Cnca | Fondazione Lelio e Lisli Basso | Forum Ambientalista | Gruppo Abele | Legambiente
Curato da: Associazione SocietàINformazione Onlus
Edito da: Ediesse editore
Dal 2011 il Rapporto si è accresciuto con l’insediamento di uno specifico Comitato scientifico che vede tra i suoi componenti:
- Aldo Bonomi (sociologo, direttore del Centro di ricerche AASTER; è direttore della rivista “Communitas” ed editorialista de Il Sole-24 Ore);
- Massimo Cacciari (filosofo, saggista, è docente nell’Università Vita-Salute San Raffaele);
- Massimo Campedelli (sociologo, capo laboratorio di Epidemiologia di Cittadinanza del Consorzio Mario Negri Sud e vicepresidente del Comitato scientifico del Centro di ricerche Welfare, innovazione, sviluppo e servizi della Scuola Sant’Anna di Pisa);
- Guglielmo Epifani (presidente dell’Associazione Bruno Trentin, già segretario generale della CGIL);
- Luigi Manconi (sociologo, professore associato all’Università IULM, è presidente dell’Associazione A buon diritto);
- Maria Luisa Mirabile (direttore della “La Rivista delle Politiche Sociali” è responsabile dell’area di studi e ricerche su “Welfare e diritti di cittadinanza” presso l’Ires e docente di “Sistemi comparati di welfare” presso la Facoltà di Sociologia della Sapienza Università di Roma);
- Mauro Palma (logico matematico e dottore in giurisprudenza, è stato Presidente del Comitato Europeo per la prevenzione della tortura, organo del Consiglio d’Europa);
- Marco Revelli (storico e sociologo, è titolare delle cattedre di Scienza della politica, Sistemi Politici e Amministrativi Comparati e Teorie dell'Amministrazione e Politiche Pubbliche presso la Facoltà di Scienze politiche dell'Università degli Studi del Piemonte Orientale);
- Guido Viale (economista e saggista, esperto di tematiche ambientali);
- Danilo Zolo (giurista e filosofo del diritto, già professore di Filosofia del diritto e di Filosofia del diritto internazionale nella Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Firenze, è stato Visiting Fellow nelle università di Cambridge, Pittsburgh, Harvard e Princeton).
Il volume esce annualmente a partire dal 2003. Consta di oltre 1.300 pagine e, unico a livello internazionale per ampiezza dei contenuti, propone un’analisi approfondita tanto dei processi economici e finanziari, quanto di quelli politici e sociali in svolgimento sul teatro mondiale, avendo particolare attenzione alla loro interdipendenza e alle problematiche che ne derivano rispetto al mondo del lavoro, nonché sul piano dei diritti umani, sociali e politici, fino all’impatto con i temi del quadro geopolitico mondiale, delle questioni ambientali e dell’ulteriore crescita delle disuguaglianze su scala nazionale e internazionale.
La struttura del Rapporto 2012, il decimo della serie, è confermata in 10 grandi capitoli:
- Economia e lavoro;
- Sicurezza e salute sul lavoro;
- Welfare, Terzo settore e salute;
- Carcere e giustizia;
- I nuovi diritti umani;
- Internazionale;
- I diritti del Millennio;
- Ambiente e beni comuni;
- I numeri;
- Le Interviste.
In essi viene documentato lo stato attuale della situazione e vengono illustrate le prospettive del 2012. L’analisi e la ricerca sono corredate da cronologie dei fatti, da approfondite schede tematiche, da aggiornati quadri statistici, da un accurato glossario, da una qualificata bibliografia e sitografia, dalle sintesi dei capitoli e dall’indice dei nomi e delle organizzazioni citate.
Giunto al suo decimo anno di vita, il Rapporto, contenente le analisi più approfondite, le cifre più aggiornate, il quadro più ampio, si è confermato come uno strumento fondamentale di informazione e formazione per quanti operano nella scuola, nei media e nell’informazione, nella politica, nelle amministrazioni pubbliche, nel mondo del lavoro, nelle professioni sociali, nelle associazioni.
Nel 2011 al Rapporto hanno contribuito con analisi e approfondimenti numerosi interlocutori italiani e internazionali: Gerry ADAMS, Santiago ALBA RICO, Danilo BARBI, Paolo BENI, Marco BERTOTTO, Tito BOERI, Riccardo BONACINA, Aldo BONOMI, Massimo CAMPEDELLI, Susanna Camusso, Paolo CARROZZA, don Luigi CIOTTI, Vittorio COGLIATI DEZZA, Beatrice COSTA, Sergio D’ANGELO, Nerina DIRINDIN, Inaki EGANA, Luigi FERRAJOLI, Carlo FIORIO, Fulvio FAMMONI, Luciano GALLINO, Patrizio GONNELLA, Maurizio GUBBIOTTI, Ertugrul KURKCU, Elisabetta LAGANÀ, Giovanni LA MANNA, Vera LAMONICA, Luigi MANCONI, Maria Luisa MIRABILE, Nicola NICOLOSI, Enrico PANINI, Angela PASCUCCI, Ciro PESACANE, Carlo PETRINI, Morena PICCININI, Shukri SAID, Raffaele K. SALINARI, Andrea SANTINI, Alessandro SANTORO, Vincenzo SCUDIERE, Fabrizio SOLARI, Serena SORRENTINO, Monica SPATTI, Gianni TOGNONI, Salvatore VECA, Guido VIALE, don Armando ZAPPOLINI, Livia ZOLI.
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LE ASSOCIAZIONI PROMOTRICI:
ASSOCIAZIONE SOCIETÀINFORMAZIONE
L’Associazione SocietàINformazione si è costituita a Milano nel 2001. È una ONLUS (Organizzazione Non Lucrativa di Utilità Sociale), e in quanto tale non ha scopo di lucro ma persegue esclusivamente finalità di solidarietà sociale.
Tra i suoi scopi statutari vede quelli del sostegno e dell’intervento sui vari settori dell’esclusione sociale, con attenzione particolare ai temi delle droghe e delle tossicodipendenze e a quelli del carcere e della giustizia.
L’Associazione svolge prevalentemente attività di ricerca, studio, comunicazione e promozione culturale e informativa delle tematiche riguardanti la tutela dei diritti umani, sociali e civili, la cultura della convivenza e della salvaguardia ambientale ed ecologista. In tal modo e complessivamente, essa intende estendere la pratica della cultura della solidarietà e dei diritti, della qualità della vita e delle relazioni sociali, dell’attenzione e sostegno verso i cittadini più deboli o esclusi, una maggiore consapevolezza politica e culturale circa gli effetti e gli scenari posti dalla globalizzazione.
Anche a tali fini, l’Associazione ha promosso e gestisce un Centro Studi, diretto da Sergio Segio, che ha ideato il Rapporto sui diritti globali e che dal 2003 lo realizza attraverso la propria redazione.
L’associazione ha promosso e gestisce i siti www.dirittiglobali.org e www.globalrights.info, che propongono informazione sulle stesse tematiche al centro del Rapporto.
Sede: piazza San Fedele 4, 20121 Milano; e-mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ; sito web: www.dirittiglobali.org
CONFEDERAZIONE GENERALE ITALIANA DEL LAVORO – CGIL
- La CGIL è la più antica organizzazione sindacale italiana ed è anche quella maggiormente rappresentativa, con i suoi oltre cinque milioni e settecentomila iscritti, tra lavoratori, pensionati e giovani che entrano nel mondo del lavoro. Quando è nata, nel 1906 (ma le prime Camere del lavoro risalgono al 1891), aveva duecentomila aderenti. Da allora ha mantenuto la sua doppia struttura: verticale con le federazioni di categoria, orizzontale attraverso le Camere del lavoro. Oggi le federazioni di categoria nazionali sono 12 dopo la fusione di due categorie, quella dei chimici e quella dei tessili, mentre le Camere del lavoro di scala provinciale sono 122 e coprono tutto il Paese dopo un processo di accorpamento seguito al percorso congressuale.
- Nel 2009 i lavoratori iscritti alla CGIL sono stati 5.746.167 con un aumento sul 2008 dello 0,2%. A questi vanno aggiunti gli iscritti alle tre importanti organizzazioni di diretta emanazione della CGIL (Federconsumatori, Auser e SUNIA).
- Il segretario generale della CGIL è Susanna Camusso, eletta il 3 novembre 2010, dopo il XVI congresso della confederazione, tenutosi dal 5 all’8 maggio 2010. Gli incarichi di segreteria, divisi per grandi aree di intervento, attualmente sono affidati a Danilo Barbi, Fulvio Fammoni, Vera Lamonica, Nicola Nicolosi, Enrico Panini, Vincenzo Scudiere, Fabrizio Solari e Serena Sorrentino.
- Dal dopoguerra a oggi i segretari generali che hanno guidato la CGIL sono stati: Giuseppe Di Vittorio (1944-57), Agostino Novella (1957-70), Luciano Lama (1970-86), Antonio Pizzinato (1986-88), Bruno Trentin (1988-94), Sergio Cofferati (1994-2002), Guglielmo Epifani (2002-2010).
- La CGIL, la cui storia è profondamente intrecciata alla storia del Paese, stipula, attraverso le sue organizzazioni di categoria, i contratti di lavoro e svolge un’azione di tutela finalizzata a difendere, affermare, conquistare diritti individuali e collettivi che vanno dai sistemi di welfare (pensioni, sanità) ai diritti sul posto di lavoro (Statuto dei lavoratori).
- La CGIL è affiliata alla Confederazione Europea dei Sindacati (CES), alle cui corrispondenti strutture sono affiliate le federazioni o sindacati di categoria, e alla Confederazione Internazionale dei Sindacati (ITUC CSI IGB).
- Il Sistema dei servizi della CGIL è in grado di offrire un valore aggiunto agli iscritti e no, partendo dai molteplici bisogni delle persone. Sono oltre dieci milioni i cittadini a cui ogni anno vengono fornite un’assistenza adeguata e risposte per ogni eventuale problema, come, ad esempio, i diversi adempimenti fiscali, l’ottenimento delle prestazioni sociali, le scelte relative al pensionamento, i contratti di lavoro che non vengono rispettati, il controllo della busta paga o dei versamenti contributivi, gli assegni familiari, il risarcimento dei danni da lavoro, i permessi per la maternità e la paternità, l’orientamento della ricerca di un lavoro o di formazione professionale adeguata alle esigenze del mercato e così via. Ma l’assistenza e il supporto dei servizi CGIL riguardano anche il contratto di affitto che scade, la qualità dei consumi alimentari, le tariffe, la richiesta di un equo finanziamento bancario. La CGIL fornisce tali risposte attraverso un sistema di servizi tra loro coordinati, altamente professionali e presenti su tutto il territorio nazionale, in grado di dare informazione, aiuto, assistenza, tutela.
Sede nazionale: corso d’Italia 25, 00198 Roma; tel. 0684761; fax 068845683; sito web: www.cgil.it
ACTIONAID
ActionAid è un’organizzazione internazionale indipendente impegnata nella lotta alle cause della povertà e dell’esclusione sociale ed è una coalizione unica sulla scena internazionale, con sede a Johannesburg, in Sud Africa. ActionAid ha affiliati sia in Paesi poveri sia in Paesi ricchi. Tale assetto organizzativo è stato concepito per migliorare l’impatto del suo lavoro, nella convinzione di poter essere credibili, efficaci e influenti solo costruendo un network che davvero rappresenti il Sud del mondo.
Grazie ad anni di esperienza sul campo, ActionAid ha compreso che le cause della povertà sono sempre più globali e che le soluzioni passano attraverso la creazione di un movimento che superi i confini nazionali e combatta l’emarginazione di individui e comunità, attraverso un approccio basato sui loro diritti.
La strategia internazionale ha un titolo emblematico: Diritti per porre fine alla povertà. Per farlo, ActionAid ha scelto di concentrare la sua azione su sei temi prioritari: diritto al cibo, diritto a una vita dignitosa per chi è colpito dall’HIV/AIDS, diritto all’istruzione, diritto alla sicurezza umana nei conflitti e nelle emergenze, diritto a una governance giusta e democratica e diritti delle donne − quest’ultimo, tema trasversale a tutti gli altri. Essere un’organizzazione radicata nel territorio consente di avere più credibilità verso i poveri, le comunità e i governi nazionali; allo stesso tempo, essere internazionali permette di venire percepiti da altre organizzazioni e istituzioni come attori fondamentali sul palcoscenico globale.
ActionAid è presente in Italia dal 1989.
Nel 1996 ha ottenuto dallo Stato il riconoscimento come Ente Morale; è ONLUS dal giugno del 1998, mentre dal 2003 è ONG riconosciuta dal ministero degli Esteri.
La sede principale è a Milano, dove uno staff permanente coordina il lavoro, le campagne di sensibilizzazione e i progetti multisettoriali di sviluppo. Una seconda sede è presente a Roma. Le attività di ActionAid sono sostenute da privati cittadini che ne garantiscono la totale indipendenza d’azione.
In Italia è la più grande organizzazione di cooperazione allo sviluppo e lavora principalmente attraverso il sostegno a distanza di comunità e progetti specifici. ActionAid coinvolge nel proprio lavoro anche le imprese e le istituzioni evidenziandone le responsabilità nei confronti delle comunità più emarginate del Sud del mondo.
Nel 2009 ActionAid ha superato in Italia i 45 milioni di euro di raccolta fondi, quasi esclusivamente rappresentati da donazioni private, con oltre 140.000 sostenitori che consentono di contribuire a finanziare 192 progetti in 34 Paesi.
Sede nazionale: via Broggi 19/A, 20129 Milano; tel. 02742001; fax 0229537373; e-mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ; sito web: www.actionaid.it
ANTIGONE
Antigone, associazione per i diritti e le garanzie nel sistema penale, è nata alla fine degli anni Ottanta nel solco dell’omonima rivista promossa, tra gli altri, da Massimo Cacciari, Luigi Manconi, Mauro Palma, Stefano Rodotà e Rossana Rossanda. È un’associazione politico-culturale a cui aderiscono prevalentemente studiosi, magistrati, operatori penitenziari, parlamentari, insegnanti, cittadine e cittadini che a diverso titolo si interessano di giustizia penale.
In particolare Antigone promuove come attività ordinaria:
- elaborazioni, studi, ricerche e dibattiti sul modello di legalità penale e processuale del nostro Paese;
- la raccolta di informazioni sulla realtà carceraria, sia come lettura costante del rapporto tra norma e attuazione, sia come base informativa per la sensibilizzazione sociale al problema del carcere;
- la predisposizione di proposte di legge e la definizione di eventuali linee emendative di proposte in corso di approvazione;
- campagne di informazione e di sensibilizzazione su temi o aspetti particolari inerenti alla giustizia penale e ai diritti umani, e comunque attinenti all’innalzamento del modello di civiltà giuridica del nostro Paese;
- pubblicazione di libri sui temi dei diritti e delle garanzie nel sistema penale.
Dal 1998 è attivo l’Osservatorio nazionale sull’esecuzione penale e le condizioni di detenzione che coinvolge circa 40 operatori volontari sulla base delle quali constatazioni dirette viene pubblicato, ormai annualmente, il Rapporto sulle condizioni di detenzione, del quale sta per essere pubblicata l’ottava edizione. Quest’anno Antigone ha presentato il primo rapporto sulle condizioni di detenzione negli istituti di pena per minori. Nel settembre 2008 Antigone ha affiancato alle attività dell’Osservatorio un proprio Difensore civico per la tutela dei diritti dei detenuti per seguire e promuovere iniziative politiche a partire da casi e denunce provenienti dalle carceri. Si tratta di una figura non istituzionale che rafforza gli strumenti di tutela dei diritti umani e dei diritti delle persone private della libertà attraverso visite periodiche negli istituti di pena e prestando assistenza amministrativa e legale a vantaggio dei detenuti. Lo staff del Difensore ha offerto anche il proprio sostegno nella procedura di ricorso alla Corte europea dei diritti umani contro le condizioni di sovraffollamento. Nei primi mesi del 2010 è stato attivato uno “sportello per i diritti” presso la Casa circondariale di Rebibbia Nuovo Complesso che si avvale di un team di avvocati ed esperti della materia. Si tratta di uno “sportello” di informazione e sostegno per l’effettività dei diritti e delle opportunità riservate alle persone in stato di detenzione, finalizzato ad un maggior collegamento tra i detenuti stessi e gli ambiti istituzionali preposti al trattamento penitenziario e al successivo reinserimento nella vita sociale.
Alla elaborazione di Antigone sono riferibili la legge del 1992 sull’incompatibilità tra carcere e AIDS e i progetti di legge per il rilancio delle alternative al carcere, la depenalizzazione dei reati minori e del consumo di droghe, l’indulto per i militanti della lotta armata degli anni Settanta e Ottanta, l’istituzione del Garante dei diritti delle persone private della libertà, l’introduzione del reato di tortura nel codice penale.
Nel corso del 1996 Antigone ha promosso e patrocinato i ricorsi contro l’estradizione di Pietro Venezia negli Usa, ricorsi dai quali è scaturita la sentenza costituzionale che vieta l’estradizione verso Paesi e per reati per i quali sia prevista la pena di morte. Sin dal 1992 Antigone è impegnata nella campagna “Mai dire mai” per l’abolizione della pena dell’ergastolo.
Riferimento nazionale per il Comitato europeo per la Prevenzione della Tortura e delle pene o trattamenti inumani o degradanti (CPT), l’associazione sviluppa la propria elaborazione in un continuo confronto con la realtà degli altri Paesi.
Il presidente nazionale è Patrizio Gonnella.
Tel. 06.44363191; fax 06.233215489; e-mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ; sito web: www.associazioneantigone.it
ASSOCIAZIONE RICREATIVA CULTURALE ITALIANA – ARCI
L’ARCI è un’associazione indipendente di promozione sociale e civile. Con oltre un milione di soci e 5.400 circoli costituisce un ampio tessuto della partecipazione democratica. È impegnata nella promozione e nello sviluppo dell’associazionismo come fattore di coesione sociale, come strumento di impegno civile, promozione della pace e dei diritti di cittadinanza, lotta contro ogni forma di esclusione e discriminazione.
- La cultura, un bene comune
I circoli ARCI sono la più grande rete di esperienze culturali di base nel nostro Paese, spazi aperti per produrre e consumare cultura, laboratori della creatività giovanile, protagonisti della riqualificazione dei territori con offerte culturali di qualità.
L’ARCI promuove il diritto alla cultura, il libero accesso alle conoscenze, la circolazione delle idee e dei saperi, le diversità culturali. Lavora per una cultura che sia motore del cambiamento sociale, strumento di emancipazione delle persone, qualità di vita e benessere sociale.
La Festa della Musica, la giornata del Teatro, i circoli del cinema, la promozione del copyleft e di nuove forme di tutela del diritto d’autore, la Biennale dei Giovani Artisti del Mediterraneo, i progetti di educazione permanente, e poi mostre, corsi, festival, rassegne, decine di migliaia di eventi ogni anno: è il contributo dell’associazione alla crescita culturale del Paese.
- Un mondo diverso
L’ARCI è impegnata a sostenere le tante forme in cui nel mondo si pratica la resistenza civile contro la guerra e le ingiustizie; a rafforzare i movimenti sociali che ovunque si battono per la pace, la giustizia globale, la democrazia; a costruire reti e alleanze globali per il cambiamento; a creare coscienza e consapevolezza della dimensione planetaria dei problemi nella società italiana.
Una diffusa rete di relazioni internazionali, la partecipazione al processo del Forum Sociale Mondiale, i progetti di solidarietà e di cooperazione, le mobilitazioni contro la guerra, le pratiche del consumo consapevole e della finanza etica, la difesa dei beni comuni, i campi di lavoro e conoscenza all’estero, sono il modo in cui migliaia di soci e di circoli lavorano ogni giorno concretamente per l’obiettivo di un altro mondo possibile.
- Estendere e rinnovare il welfare
L’associazionismo è una risorsa per l’inclusione sociale perché è l’antidoto all’isolamento e alla solitudine delle persone, al vuoto sociale; costruisce relazioni positive e legami di comunità.
Attraverso la rete dei suoi circoli territoriali, l’ARCI sviluppa attività e progetti innovativi nell’ambito delle politiche educative, dei servizi per l’infanzia e l’adolescenza, della salute mentale, delle tossicodipendenze, del carcere, del sostegno e dell’inserimento di soggetti svantaggiati, delle opportunità sociali per gli anziani.
Con le sue campagne l’ARCI si batte contro la precarietà del lavoro e la privatizzazione dei servizi essenziali, si impegna per l’affermazione del carattere universalistico e comunitario del welfare. Sperimenta pratiche sociali virtuose per lo sviluppo del Mezzogiorno, la promozione dell’economia sostenibile, del consumo critico e dei beni comuni.
- Migranti: cittadinanza, diritti, inclusione
L’ARCI è da molti anni in prima fila nella lotta al razzismo e nell’impegno per i diritti dei migranti. Dalle grandi città ai piccoli centri, i circoli associativi sono spesso la prima opportunità di accoglienza e sostegno, incontro e socializzazione per i nuovi cittadini.
L’ARCI rivolge agli immigrati numerose attività di accoglienza, tutela, consulenza e orientamento, formazione, insegnamento della lingua italiana, sostegno all’inserimento scolastico.
Organizza ogni anno il Meeting internazionale antirazzista, importante momento di confronto fra istituzioni e associazionismo sui temi dell’immigrazione. Partecipa attivamente al dibattito politico e alle mobilitazioni sociali contro la legge 94 (cosiddetto Pacchetto sicurezza), per l’abrogazione del reato di clandestinità, la chiusura dei Centri di Identificazione ed Espulsione (CIE), i respingimenti in mare; per dare al Paese una nuova legge sull’immigrazione e il diritto d’asilo, per il riconoscimento del diritto di voto. Sostiene la partecipazione e l’associazionismo dei migranti come strumenti per essere protagonisti in prima persona della promozione dei propri diritti. Promuove le Campagne nazionali “Il razzismo è una brutta storia” e “Non aver paura. Apriti agli altri, apri ai diritti”.
- Ragazze e ragazzi, cittadini
Una società che voglia guardare al suo futuro deve saper investire sulla crescita delle nuove generazioni. I giovani non sono, come vorrebbe certa pubblicità, solo un segmento di mercato a cui indirizzare strategie di marketing. Vogliono essere cittadini, e vivono pesantemente il disagio di una società che li condanna all’esclusione e alla precarietà.
Liberare le risorse delle nuove generazioni vuol dire investire sulla responsabilità, l’autonomia, l’indipendenza, la libertà, la creatività dei giovani.
Nell’ARCI in tanti hanno trovato la casa giusta per farlo, promuovendo ogni sorta di progetto culturale, sociale, creativo e ricreativo. I campi di lavoro e conoscenza, il Servizio Civile Nazionale, le produzioni culturali e il sostegno ai giovani talenti, gli scambi internazionali, l’impegno nei tanti progetti di solidarietà concreta: così l’associazionismo diventa una “palestra di cittadinanza” per tanti ragazzi e ragazze.
- L’antimafia sociale
Le mafie crescono nell’orizzonte culturale che assegna al profitto e al successo il primato sulla giustizia, proliferano nei processi di accumulazione illegale, dovunque ci sono arbitrio e sfruttamento, violenza e sopraffazione, e si insinuano nell’economia legale, inquinano le relazioni sociali.
Un fenomeno che va contrastato rilanciando una più forte cultura della legalità e della cittadinanza. Per questo all’azione di prevenzione e repressione dei poteri dello Stato è necessario affiancare il nuovo protagonismo di una società consapevole, capace di organizzarsi e produrre beni relazionali tali da arricchire il tessuto sociale e favorire la crescita qualitativa delle comunità locali.
L’ARCI è impegnata in questo sforzo, con il lavoro di animazione territoriale dei suoi circoli, la Carovana Antimafia, i campi di lavoro sulla legalità, i progetti di utilizzo sociale dei beni confiscati, la partecipazione alle campagne e ai progetti di Libera.
- L’associazione del tempo liberato
Gli uomini e le donne che molti anni fa fondarono l’ARCI lo fecero per affermare il proprio diritto di lavoratori e lavoratrici al riposo, al gioco, al divertimento, alla cultura, allo sport. Avevano ben chiaro che l’alternativa alla legge del profitto, alle ingiustizie, alla negazione delle libertà, alla guerra, la si può costruire solo in una società giusta e serena, che sappia tutelare la dignità delle persone e anche il loro diritto alla gioia.
Oggi come ieri, i circoli ARCI sono capaci di legare l’impegno civile alle opportunità di svago e di ricreazione. Promuovono mille occasioni per un uso intelligente e non mercificato del tempo libero: cultura, spettacoli, film, dibattiti, corsi; ma anche il ballo, i giochi tradizionali come la tombola, le carte, gli scacchi, le bocce, il biliardo, le attività di turismo sociale, le sagre, le cene sociali. Tante occasioni per combattere la solitudine e coltivare la socialità e la qualità della vita.
- L’associazione delle libertà e dei diritti civili
L’ARCI è un’associazione laica e libertaria, perché crede nella uguale dignità delle persone, nelle pari opportunità di genere, nel valore delle diversità culturali, nella piena libertà di pensiero e di espressione, di credo religioso, nell’autonomia e nella laicità delle istituzioni democratiche.
Nella sua storia, si è sempre battuta per affermare questi valori contro ogni conformismo. Ha dato spazio a nuove idee e coraggiose provocazioni culturali, in prima fila in tutte le grandi battaglie che hanno fatto avanzare la cultura civile del Paese.
Oggi, di fronte all’omologazione culturale che minaccia la società italiana, è impegnata per favorire il dialogo e la circolazione delle idee, per affermare il diritto dei cittadini a sapere e capire, alla conoscenza critica e all’autonomia di giudizio.
Si batte per un sistema radiotelevisivo democratico e plurale, per un’informazione libera e indipendente. Per il diritto di tutti all’istruzione pubblica, per la parità e la piena autodeterminazione delle donne. Perché siano riconosciuti uguale dignità e diritti civili a tutte e tutti indipendentemente dal proprio orientamento sessuale.
- La presidenza
Presidente nazionale è Paolo Beni, rieletto nel XV Congresso ARCI del 2010.
La presidenza nazionale è formata da Paolo Beni, Federico Amico, Greta Barbolini, Carmine Basile, Massimiliano Bianchini, Raffaella Bolini, Gianni Brienza, Stefano Brugnara, Anna Bucca, Francesco Camuffo, Francesca Chiavacci, Alessandro Cobianchi, Francesca Coleti, Giuseppe Di Francesco, Michela Faccioli, Alberto Giustini, Daniele Lorenzi, Paolo Marcolini, Walter Massa, Giuseppe Meduri, Filippo Miraglia, Flavio Mongelli, Maddalena Morgantini, Maurizio Mumolo, Mattia Palazzi, Serenella Pallecchi, Gian Giacomo Parigini, Emanuele Patti, Simone Pernechele, Giuliano Rossi, Vincenzo Striano, Gabriele Taddeo, Carlo Testini, Franco Uda.
Sede nazionale: via dei Monti di Pietralata 16, 00157 Roma; tel. 06416091; fax 0641609275; sito web: www.arci.it
COORDINAMENTO NAZIONALE DELLE COMUNITÀ DI ACCOGLIENZA – CNCA
Il Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza (CNCA) è una Federazione a cui aderiscono circa 260 organizzazioni di tutta Italia, suddivise in 15 federazioni regionali. È presente in tutti i settori del disagio e dell’emarginazione, con l’intento di promuovere diritti di cittadinanza e benessere sociale.
- La Federazione è nata formalmente nel 1982, quando diverse persone impegnate sul fronte delle tossicodipendenze, del disagio giovanile, dei senza dimora, della disabilità sentirono il bisogno di unirsi per formare un movimento culturale che, a partire dai temi della povertà e dell’esclusione, fosse in grado di contribuire a un più giusto modello di sviluppo e di avanzare proposte politiche e stili di vita capaci di rispondere ai differenti problemi sociali con cui il Paese doveva confrontarsi.
- Il CNCA non è un’organizzazione fondata su un’identità politica o religiosa esclusiva e settaria; in essa, piuttosto, si sviluppa un dialogo continuo tra ispirazioni diverse secondo un approccio laico e pluralista.
- Ogni anno la Federazione si fa carico di oltre 35 mila persone ed entra in contatto con più di 135 mila persone.
Il CNCA ha come sua principale finalità quella di elaborare le posizioni che le organizzazioni aderenti esprimono in sede di dibattito nazionale e locale, sia sugli indirizzi politici, economici e sociali delle istituzioni e degli altri soggetti della comunità, sia sugli aspetti tecnici relativi alle politiche sociali e ai diversi settori di intervento. L’orizzonte di riferimento di tale riflessione è la costruzione di “città accoglienti”, capaci di accompagnare, condividere, sostenere la vita delle persone, soprattutto di quelle che più faticano.
- A tal fine, la Federazione promuove documenti, campagne, conferenze, seminari e prese di posizione pubbliche. In particolare, il CNCA ha promosso e coordina la Campagna nazionale “I diritti alzano la voce”, che coinvolge 25 organizzazioni del Terzo settore italiano. L’iniziativa intende favorire una riforma del welfare fondata sulla tutela dei diritti di cittadinanza e l’ammodernamento dei sistemi di intervento, contrastando gli approcci preoccupati solo di ridurre la spesa pubblica e l’intervento pubblico.
- Altra iniziativa della quale il CNCA è organismo di coordinamento è nota con il nome di “Batti il cinque!”, che si propone di sollecitare il governo a emanare il Piano nazionale per l’infanzia e l’adolescenza previsto per legge, ma assente dal 2005. Il cartello è composto da una cinquantina di enti e organizzazioni sociali che lavorano con i bambini, le bambine, gli adolescenti.
- Infine, il CNCA – con i suoi organismi tecnici – elabora e attua progetti di aiuto e promozione sociale ad alto contenuto sperimentale, con l’obiettivo di individuare modelli di intervento e buone prassi da diffondere nel proprio tessuto associativo e nella più ampia comunità di coloro che sono interessati ai diversi ambiti delle politiche sociali.
Il presidente nazionale è don Armando Zappolini.
Sede nazionale: via del Forte Tiburtino 98, edificio 16, sc. C – 00159 Roma; tel. 0644230395-44230403; fax 0644117455; e-mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ; sito web: www.cnca.it.
FONDAZIONE BASSO – SEZIONE INTERNAZIONALE
La Fondazione Internazionale
La Fondazione Internazionale Lelio Basso per il Diritto e la Liberazione dei Popoli è stata fondata nel 1976 da Lelio Basso insieme a un gruppo di intellettuali impegnati in diversi settori, dalle scienze alla politica, provenienti da Paesi differenti e con culture differenti. Lo scopo era quello di creare una struttura permanente che fosse in grado di dare seguito all’esperienza iniziata nel 1966 con il Tribunale Internazionale “Russell” sul Viet Nam e poi proseguita tra il 1973 e il 1976 nel Tribunale “Russell” II sulla repressione in Brasile, Cile e America Latina.
Lelio Basso e altri studiosi di diverse nazionalità ritenevano, infatti, che non bisognava limitarsi a verificare i fatti e il rigore delle testimonianze addotte, ma che fosse necessario un lavoro continuativo di natura storico-giuridica per risalire alle cause che producono i casi di violazione dei diritti umani, e per leggere in una nuova chiave i tentativi di liberazione dei popoli.
La Fondazione si costituì formalmente con la Dichiarazione universale dei diritti dei popoli ad Algeri il 4 luglio 1976 e questa Carta ne rappresenta ancora oggi il fondamento culturale e programmatico. Da allora la Fondazione opera sulla base di programmi di natura politico-culturale (formazione, ricerche, seminari, convegni, pubblicazioni, ecc.) studiando su un piano giuridico e storico, ma anche economico, sociale e antropologico, le formulazioni giuridico-politiche che sostanziano il Diritto dei popoli: lo scopo è quello di contribuire all’elaborazione dei principi che devono regolare un nuovo ordine di rapporti volti a favorire la pace, in quanto basati non più sull’egemonia, ma sull’interdipendenza.
Nel 2006 la Fondazione Internazionale Lelio Basso si è fusa con la Fondazione Lelio e Lisli Basso – ISSOCO (Istituto per lo Studio della Società Contemporanea), un ente fondato da Basso rivolto agli studi storico-giuridici sul movimento operaio, e ne è diventata la Sezione internazionale.
Le più recenti attività della Sezione Internazionale riguardano l’approfondimento per mezzo di seminari, corsi di formazione e pubblicazioni, dei seguenti temi: il rapporto tra guerra preventiva e tortura (Linda Bimbi e Gianni Tognoni, a cura di, La tortura oggi nel mondo, Edup, 2006); l’analisi della teoria dello scontro di civiltà come strumento di legittimazione della guerra (Maurizio Torrealta, a cura di, Incontro o scontro di civiltà?, Edup, 2006); il rapporto tra politiche neoliberiste, democrazia e concentrazione dei media (Maurizio Torrealta, a cura di, Democrazia e concentrazione dei media, Edup, 2008); i diritti dei popoli nel mondo contemporaneo (Linda Bimbi e Gianni Tognoni, a cura di, Speranze e inquietudini di ieri e di oggi, Edup, 2008); la denuncia e l’individuazione delle responsabilità dei crimini commessi nella striscia di Gaza durante l’operazione “Piombo fuso” (convegno internazionale C’è un giudice per Gaza?, maggio 2009); la questione della governance alla luce della crisi economica internazionale (Scuola napoletana del Diritto dei Popoli, settembre 2010). Nel corso del 2010, in occasione del cinquantesimo anniversario delle indipendenze nel continente africano, sono stati approfonditi gli effetti della crisi economica globale in Africa (XV Corso di formazione e perfezionamento sul Diritto dei Popoli, gennaio-giugno 2010) e le dinamiche politiche, economiche e storiche nel graduale processo di affermazione del continente nel panorama internazionale (convegno internazionale Africa: una riflessione sui cinquant’anni di indipendenza, dicembre 2010). La Fondazione, inoltre, ha indetto un bando di concorso per l’assegnazione di borse lavoro rivolto a cittadini e cittadine del continente africano per l’ideazione di micro-progetti da realizzare nelle comunità di appartenenza (Bando Africa, 2008-2010).
Il Tribunale Permanente dei Popoli
Il Tribunale Permanente dei Popoli (TPP) è per statuto un organo della Fondazione Basso-Sezione internazionale: nato nel giugno 1979, esso rappresenta la diretta prosecuzione dell’esperienza dei tribunali di opinione Russell I e II.
Il TPP è un tribunale di opinione la cui opera è rivolta a identificare e rendere pubblici i casi di sistematica violazione dei diritti fondamentali, in particolar modo riguardo a tutti quei casi in cui la legislazione nazionale e internazionale risultino fallimentari nel difendere il diritto dei popoli.
Il tribunale di opinione rappresenta una innovazione sui terreni del diritto e della politica sulla cui legittimità la riflessione di Basso si è più volte interrogata per giungere alla conclusione che: «Le esigenze della pubblica coscienza possono diventare una fonte riconosciuta del diritto [...] e un tribunale che emani direttamente dalla coscienza popolare riflette un’idea destinata a camminare: il potere istituzionalizzato e il popolo, da cui il primo pretende derivare, in realtà tendono sempre più ad allontanarsi e solo una ricca iniziativa popolare può cercare di gettare un ponte tra il popolo e il potere».
Nei suoi trent’anni di storia il Tribunale Permanente dei Popoli ha accompagnato, anticipato e supportato le lotte dei popoli contro le violazioni dei loro diritti fondamentali, come la negazione del principio di auto-determinazione, le invasioni straniere, la distruzione ambientale e tutti quei casi di nuove forme di dittatura economica e di schiavitù.
L’azione del TPP si basa sui principi espressi dalla Dichiarazione universale dei diritti dei popoli ed è volta all’esame della realtà e allo studio del complesso di cause storiche, politiche ed economiche che portano alla violazione del Diritto dei Popoli, al fine di emettere delle “sentenze” che colpiscano, sotto forma giuridica, i responsabili delle violazioni di tali diritti. Il TPP è permanente ed è caratterizzato dal pluralismo ideologico dei membri della giuria, scelti in base alle loro qualità morali, scientifiche, letterarie; tra essi vi sono anche alcuni assegnatari di Premi Nobel.
Dalla sua nascita il TPP ha organizzato 36 sessioni tutte incentrate sulle violazioni del diritto all’autodeterminazione interna ed esterna dei popoli. Tra le questioni trattate negli ultimi anni, il problema delle radici della legittimità, e dell’illegittimità, del diritto internazionale è stato affrontato in diverse sessioni come: “L’impunità in America Latina” del 1991; “La Conquista e il diritto internazionale” del 1992; “Le politiche del Fondo Monetario Internazionale e la Banca Mondiale” del 1989 e del 1994; “Il diritto internazionale e le nuove guerre” del 2002. Un altro importante filone di analisi ha riguardato i crimini economici intesi come categorie strutturali delle violazioni dei diritti umani. In questa direzione sono andate le sessioni sui “disastri industriali”, come Bhopal (1992) e Chernobyl (1996), e quelle su “Le imprese transnazionali e diritti dei popoli in Colombia” del 2008 e su “L’Unione Europea e le imprese transnazionali in America Latina” del 2010.
Tutte le sentenze vengono inviate alle principali istanze internazionali e molte sono state discusse dalla Commissione per i Diritti Umani dell’ONU a Ginevra.
La Scuola di giornalismo
La Scuola di giornalismo nasce nel 2004 dopo una serie di conferenze internazionali sul rapporto tra guerra preventiva e diritto di informazione (Maurizio Torrealta, a cura di, Guerra e informazione. Un’analisi fuori da ogni schieramento, Edizioni Sperling Paperback Saggi, 2005). Lo scopo del gruppo di giornalisti guidati da Maurizio Torrealta (Rainews24) che, insieme alla Fondazione Basso-Sezione Internazionale, ha dato vita alla Scuola è quello di fornire agli studenti gli strumenti culturali per approfondire le nuove problematiche emergenti nel XXI secolo, come anche la conoscenza delle moderne tecnologie digitali necessarie per lo svolgimento della professione giornalistica.
La Scuola è fondata sul tema dei diritti, in particolar modo sulle questioni del rapporto tra Democrazia e diritti. Al centro delle materie, che vanno dalla storia contemporanea al diritto internazionale fino al diritto dei popoli, vi sono la difesa della dignità della persona e delle fasce deboli della popolazione, l’illiceità della guerra, le dinamiche di liberazione e, infine, il multiculturalismo. L’informazione in questo ambito è uno strumento della partecipazione attiva di tutti alla vita democratica e il ruolo del giornalista non deve essere quello di puro megafono della maggioranza, ma di attento conoscitore della realtà e delle condizioni delle minoranze, degli ultimi, di coloro che non hanno voce.
La scuola, giunta alla sua quinta edizione, unisce al lavoro pedagogico quello della ricerca sui media, come testimoniato dal volume Democrazia e concentrazione dei media che, grazie al contributo di studiosi internazionali come Ignacio Ramonet, Murilo Cesar Ramos, Ryszard Kapuściński, Sergio Amadeu, Aram Aharonian, Armand Mattelart, ha analizzato sotto il profilo economico, storico e sociologico la contemporanea affermazione delle politiche neoliberiste e la formazione a livello globale di grandi multinazionali della comunicazione.
La formazione sulle nuove tecnologie digitali avviene privilegiando l’approccio culturale dell’Open source, una filosofia di libero accesso al sapere e alla comunicazione che ben si coniuga con l’idea di diritti e democrazia portata avanti dalla scuola.
Sede: Via della Dogana Vecchia, 5 – 00186 Roma; tel. 066877774; sito web: http://www.internazionaleleliobasso.it
ASSOCIAZIONE FORUM AMBIENTALISTA
Il Forum Ambientalista nasce nel 2000 come luogo di incontro di persone, comitati, associazioni il cui obiettivo è la salvaguardia dell’ecosistema, contro la mercificazione dell’uomo e della natura.
L’Associazione sostiene l’alternativa di una società in cui i modi di produzione siano inseriti nei cicli naturali, rispondenti ai bisogni sociali che si devono poter esprimere attraverso forme di democrazia partecipata, per far crescere nella società una consapevolezza critica degli stili produttivi di vita e per affermarne di nuovi, ispirati ai valori dell’ecologismo.
Il Forum Ambientalista ha assunto come temi di impegno prioritario la difesa dell’acqua come bene pubblico, lo sviluppo di un modello energetico diverso, basato sulle energie rinnovabili contro il dominio del petrolio e del nucleare, la soluzione del problema rifiuti attraverso il ciclo integrato recupero-riciclo-riutilizzo e l’opposizione netta all’incenerimento come soluzione, il recupero del rapporto con la terra e una agricoltura biologica e di qualità attraverso il ciclo corto delle produzioni.
L’Associazione opera tramite iniziative per sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni; svolge progetti con le scuole e le fasce di età giovanile per formare le nuove generazioni alla conoscenza dei meccanismi di tutela dell’ambiente.
Il coordinatore nazionale è Ciro Pesacane, che presiede gli 11 componenti del direttivo dell’associazione composta dai gruppi regionali.
Sede nazionale: via S. Ambrogio 4, 00186 Roma; tel. 0645449948; sito web: www.forumambientalista.org
GRUPPO ABELE
Dal 1965, il Gruppo Abele incontra e accoglie le persone per rispondere ai loro bisogni. Bisogni e difficoltà dovuti ai motivi più diversi, ma soprattutto a situazioni di tossicodipendenza, alcolismo, povertà, disagio mentale, AIDS; così come a fragilità legate all’immigrazione, alla tratta, allo sfruttamento della prostituzione, alla riduzione in schiavitù.
Lo fa attraverso servizi di accoglienza (comunità residenziali, centri diurni, dormitori, servizi a bassa soglia e lavoro di strada) ma anche con un investimento culturale ad ampio raggio (riviste, casa editrice, proposte di formazione, di prevenzione e di supporto educativo).
Accoglienza
Attività e progetti rivolti a persone segnate dalla dipendenza da droghe, alcool e altre sostanze; a chi vive l’infezione HIV; a quanti escono dal carcere; a ragazze in fuga dal circuito della prostituzione e della tratta; a donne richiedenti asilo; a chi è senza fissa dimora, a chi è straniero e ha problemi di integrazione.
Le attività di questo settore si articolano su diversi livelli di intervento:
- Servizi di prima accoglienza per ascolto, orientamento, sostegno ed eventuale presa in carico, rivolte a chi vive un disagio e anche ai familiari.
- Pronta accoglienza diurna e/o notturna per rispondere ai più impellenti bisogni di chi vive in strada.
Comunità e pronta accoglienza diurna residenziale e semiresidenziale per periodi di due/sei mesi, rivolte a persone tossicodipendenti e a donne che subiscono violenza o vittime della tratta.
Sportello giuridico per persone migranti e vittime di tratta.
Unità di strada per persone che si prostituiscono e vittime di tratta.
- Comunità di accoglienza per coppie tossicodipendenti con figli, persone alcoldipendenti e politossicodipendenti, madri (italiane e straniere, con i loro bambini) che vivono situazioni caratterizzate da violenza, da conflitti familiari e da forme di marginalità sociale, ragazze in fuga dalla tratta delle persone.
- Case alloggio per persone con problematiche connesse all’infezione HIV e all’AIDS.
- Casa dei Conflitti, luogo di ascolto e aiuto per gestire i conflitti che attraversano la vita quotidiana. Legato a questo il “Progetto Off”, uno sportello di sostegno e accompagnamento per il supporto di chi è stato offeso da reato o violenza.
Servizio di accoglienza per genitori e figli con rapporti difficili e segnati da fragilità.
“Oltre lo specchio”: accoglienza e sostegno per persone in transito di genere.
Progetti di animazione di strada, ascolto e orientamento con adolescenti stranieri.
Cultura e informazione
- “Università della Strada”: progetta e gestisce iniziative di formazione a Torino, in altre sedi a richiesta e on-line, per operatori dei servizi pubblici, del privato sociale e del volontariato.
- “Centro Studi, Documentazione e Ricerche”: svolge attività di ricerca sociale e di documentazione, consultabile anche via internet. Gestisce una biblioteca aperta al pubblico sui temi del sociale.
- “Animazione Sociale”: mensile di formazione per operatori sociali.
- “Narcomafie”: mensile di informazione, analisi e documentazione sui temi legati alla criminalità organizzata.
- “Pagine”: periodico che racconta e mette a fuoco le attività del Gruppo Abele attraverso numeri monografici.
- “Edizioni Gruppo Abele”: casa editrice sui temi del sociale.
- “La Torre di Abele”: libreria con annesso spazio giochi e libri per bambini. Dispone anche di una sala per incontri e conferenze.
- “Piano Giovani”: spazio di incontro e di ricerca con i giovani. Propone percorsi formativi nelle scuole, sia con gli studenti sia per gli insegnanti, e svolge attività in strada con i minori migranti.
- “Genitori e Figli”: offre alle famiglie occasioni di riflessione e scambio organizzando cicli di incontri tematici per gli adulti e laboratori per i bambini.
- “Archivio Storico”: raccoglie, attraverso immagini, video e testimonianze scritte, la storia del Gruppo Abele dal 1965 a oggi.
Cooperazione internazionale
- Il Gruppo Abele è presente in Costa d’Avorio attraverso la “Communauté Abel”, che propone progetti educativi e di inserimento professionale rivolti in particolare ai giovani in difficoltà. In Senegal invece sono attivi progetti di formazione e inserimento professionale per persone detenute.
Consorzio Sociale Abele Lavoro
Il “Consorzio Sociale Abele Lavoro” è nato come centro di informazione, di orientamento e di accompagnamento per chi cerca lavoro avendo alle spalle una storia difficile, e per fare incontrare imprese e realtà artigianali con il mondo delle cooperative sociali.
Aderiscono al Consorzio le seguenti cooperative sociali:
- “Agridea”, manutenzione del verde, gestione di servizi cimiteriali e raccolta differenziata di rifiuti urbani e loro conferimento.
- “Arcobaleno”, che gestisce a Torino il servizio di raccolta differenziata della carta “Progetto Cartesio” e lavora nel settore del fotovoltaico.
- “La Cometa di San Lorenzo”, che si occupa di manutenzione di aree verdi, raccolta differenziata dei rifiuti e pulizia di aree mercatali, manutenzioni di impianti sportivi e decorazioni.
- “La Porta”, attiva nei settori della ristrutturazione edile, sgomberi e allestimenti di fiere oltre ad attività di pulizia e manutenzione, falegnameria e restauro.
- “La Rosa blu”, vendita e produzione di abbigliamento; selezione di carta, cartone, plastica, ecc.; servizi di distribuzione di pubblicazioni, documenti e altro per conto di enti pubblici.
- “Luci nella città”, che svolge attività di pulizia civile e industriale, manutenzione di aree verdi e arredo urbano, catering.
- “Oltre il muro”, che svolge lavori nel campo del trattamento dati e documenti, nel settore dell’archiviazione ottica e data entry.
- “Piero e Gianni”, che svolge attività di falegnameria e produce giochi per esterni e oggetti d’arredo urbano.
Presidente e fondatore del Gruppo Abele è Luigi Ciotti.
Sede nazionale: corso Trapani, 91b/95 − 10141 Torino; tel. 0113841011; fax 0113841031; e-mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ; sito web: www.gruppoabele.org
LEGAMBIENTE
Con oltre 1.000 gruppi locali, 20 comitati regionali, più di 115.000 tra soci e sostenitori, 30.000 classi che partecipano a programmi di educazione ambientale, più di 3.000 giovani che ogni anno partecipano a campi di volontariato, oltre 60 aree naturali gestite direttamente o in collaborazione con altre realtà locali, Legambiente è l’associazione ambientalista italiana oggi più diffusa e radicata sul territorio nazionale. Superati i trent’anni di attività, mantiene lo stesso spirito con cui venne fondata nel 1980. Oggi come allora, infatti, propone stili di vita nuovi basati sulla difesa dell’ambiente e ispira la sua azione a valori condivisi e condivisibili, quali: l’aspirazione a un mondo diverso, il pacifismo e la nonviolenza, la democrazia e la libertà, ma anche la solidarietà e la giustizia sociale. Da sempre impegnata sul fronte della tutela territoriale a tutto tondo, nel corso degli anni ha via via raccolto nuove sfide e oggi rientrano tra le sue priorità anche la difesa dell’agricoltura di qualità e biologica e il contrasto ai mutamenti climatici.
Legambiente lotta contro le ecomafie, le speculazioni e l’abusivismo edilizio, promuove la valorizzazione delle aree protette, la diffusione delle energie rinnovabili, del risparmio energetico e della raccolta differenziata e si batte per una mobilità sostenibile.
Legambiente è una delle organizzazioni ambientaliste italiane più conosciute grazie alle sue campagne di analisi e informazione sull’inquinamento. Goletta verde, Treno verde e Fiuminforma sono ormai sinonimi di monitoraggio sullo stato di salute dei mari, delle città e dei fiumi. Poi ci sono Mal’aria, la campagna delle lenzuola contro lo smog, Cambio di clima, programma di azioni per ottenere l’applicazione in Italia del Protocollo di Kyoto; Piccola grande Italia, iniziativa per la difesa e la valorizzazione dei Piccoli Comuni; Salvalarte e Carovana delle Alpi, rispettivamente per la tutela e la promozione del patrimonio storico artistico minore e del paesaggio alpino.
Legambiente è altresì impegnata nel settore della formazione scolastica, dove si prodiga per la diffusione dell’educazione ambientale.
Alle azioni “casalinghe”, inoltre, corrispondono sovente equivalenti campagne di respiro internazionale. L’impegno sul fronte dei mutamenti climatici, ad esempio, si declina in una serie di attività e reti globali. Così, per promuovere una politica di riduzione delle emissioni socialmente giusta ed equa che non avvenga a spese dei Paesi in via di sviluppo, né delle economie emergenti, Legambiente aderisce e partecipa al “movimento dei movimenti” e al network Climate Justice Now!.
Per chiedere un impegno maggiore e più responsabile del governo italiano e degli otto Paesi più ricchi del mondo nella lotta globale alla povertà, nel raggiungimento degli Obiettivi del millennio e nel garantire uno sviluppo sostenibile basato sui diritti umani, partecipa alla Coalizione Italiana contro la Povertà.
Legambiente è un’associazione indipendente e apartitica, aperta a chiunque ne condivida valori e obiettivi e grazie alle sue tante attività è riconosciuta dal ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare come associazione d’interesse ambientale; fa parte del Bureau Européen de l’Environnement, l’organismo che raccoglie tutte le principali associazioni ambientaliste europee, e della IUCN (The World Conservation Union); è riconosciuta dal ministero degli Affari Esteri come ONG di sviluppo.
Dall’VIII Congresso Nazionale (2007) l’associazione è guidata dal presidente nazionale, Vittorio Cogliati Dezza, e dal direttore generale, Rossella Muroni.
Sede nazionale: via Salaria 403, 00199 Roma; tel. 06862681; fax 0686218474; mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ; sito web: www.legambiente.it
Vita Società Editoriale
Vita Società Editoriale nasce come settimanale e come esperienza editoriale partecipata dall’associazionismo nell’ottobre del 1994 e nel tempo si è andata configurando come vera e propria media content company specializzata sui temi del non profit, della responsabilità sociale d’impresa e della sostenibilità ambientale.
Vita nasce come un’avventura editoriale dal basso, promossa dai gruppi sociali intermedi e dalle libere aggregazioni di cittadini. A queste realtà e a questa coscienza Vita ha sin dall’inizio dato voce e al loro servizio si è posta. Vita è stata pensata, e si è andata configurando, come spazio di libertà, indipendenza e pluralità, come infrastruttura di innovazione del mondo di riferimento, come fattore di mobilitazione per la coscienza pubblica del Paese e di supporto per l’emersione della società civile organizzata e del suo riconoscimento anche legislativo ed è diventata una bacheca plurale per le ragioni di tutti coloro che hanno una ragione da esprimere, e un luogo di confronto e dibattito.
Il settimanale “Vita”
Il settimanale “Vita”, spaziando con uno guardo appassionato e uno stile snello ed essenziale sui temi e gli eventi italiani e internazionali, approfondisce storie di persone che attraverso la propria professione, una propria passione o il loro impegno nel sociale si propongono come esempi di buone pratiche e richiama l’attenzione sui grandi cantieri del welfare del futuro e sulle interconnessioni positive tra profit, non profit e pubbliche amministrazioni.
Per offrire strumenti sempre maggiori a tutti coloro che vogliono vivere in maniera responsabile e sono interessati a costruire una società, un futuro più sostenibile dal punto di vista economico, sociale e ambientale, dal novembre 2010 il settimanale “Vita” si presenta ai lettori rinnovato, ridisegnato nella grafica e arricchito con due nuovi dorsi.
Nel primo, chiamato Vita Esperienze, si raccontano storie di persone che attraverso la propria professione, una propria passione o il loro impegno nel sociale si propongono come esempi di buone pratiche e incarnano quel “si può fare” che innesca una voglia di impegno diffusa. E sono declinate poi, in pagine attente alle nuove tendenze nel campo della tecnologia, della mobilità, del food, dei consumi e dell’energia, proposte e suggerimenti per stili di vita compatibili. Il secondo dorso è chiamato invece Vita Cantieri ed è dedicato ai grandi cantieri del welfare del futuro. Sempre in questa grande officina del welfare e dell’innovazione economica e sociale, trova spazio l’informazione sulla responsabilità sociale d’impresa, sulle buone pratiche della pubblica amministrazione e sull’attività di Onlus e organizzazioni sociali.
Il Codice Etico
I capisaldi dell’agire del Gruppo Vita sono contenuti nel Codice Etico, i cui principi sono vincolanti per gli amministratori, il management, i dipendenti e i collaboratori nonché tutti coloro che intrattengono rapporti contrattuali, anche occasionali o soltanto temporanei, con il Gruppo. Il Codice Etico di Vita nasce dall’espressione di un sentire comune che ha unito e unisce le persone che lavorano nel Gruppo e che trova voce ne I principi del nostro lavoro, un insieme di ragioni ideali che costituiscono il fondamento e il senso della missione di Vita: passione per la verità, passione verso la realtà, voce dei gruppi intermedi, schierati sempre dalla parte della vita, uno spazio libero, l’indipendenza innanzitutto, un’opera di tutti e per tutti, un impegno: servire il lettore, “Vita” come content company, la sua fonte: la società civile.
Il Comitato Editoriale
Il raccordo con il pubblico cui “Vita” si rivolge e con il mondo delle associazioni è garantito dalla presenza del Comitato Editoriale, partecipato da oltre 60 fra le più importanti organizzazioni italiane del Terzo settore di primo e secondo livello, in rappresentanza di oltre 52.000 associazioni territoriali. Il suo ruolo, espressamente riconosciuto nel Codice Etico, è quello di fornire alla redazione spunti di riflessione e linee di indirizzo per l’attività editoriale.
Aderiscono al Comitato Editoriale: ABIO (Associazione per il Bambino in Ospedale), ACLI (Associazione Cristiana Lavoratori Italiani), ACRA (Associazione di Cooperazione Rurale in Africa e America Latina), Actionaid International, AGESCI (Associazione Guide Scout Cattolici Italiani), Ai.Bi. (Associazione Italiana Amici dei Bambini), AIDO (Associazione Italiana per la Donazione di Organi, Tessuti e Cellule), AIL (Associazione Italiana contro le Leucemie), AIRC (Associazione Italiana Ricerca sul Cancro), AISAC (Associazione per l’Informazione e lo Studio sull’Acondroplasia), AISM (Associazione Italiana Sclerosi Multipla), Amnesty International Sezione Italiana, ANCC COOP, ANFFAS (Associazione Nazionale Famiglie di Persone con Disabilità Intellettiva e/o Relazionale), ARCHÈ, Associazione Enzo B., Istituto Cortivo, Associazione Mosaico, Auser Nazionale, AVIS (Associazione Nazionale Volontari Sangue), CAF ONLUS (Centro di Aiuto al bambino maltrattato e alla Famiglia in crisi), CBM Italia (Christian Blind Mission), CDO Opere Sociali, CESVI (Solidarietà Italiana per il Mondo), CGM (Consorzio Gino Mattarelli), CIAI (Centro Aiuti all’Infanzia), Comitato Italiano per l’UNICEF ONLUS, Comitato Telethon (Fondazione Onlus), Comitato Trenta Ore per la Vita, Confartigianato Persone – ANAP (Associazione. Naz. Anziani e Pensionati), COOPI, CSI (Centro Sportivo Italiano), CSV.NET (CSV.net – Coordinamento Nazionale Centri di Servizio per il Volontariato), Federazione Alzheimer Italia, Federsolidarietà, Festival del Fundraising, Fondazione Aiutare i Bambini, Fondazione Città Italia, Fondazione Don Carlo Gnocchi Onlus, Fondazione Dynamo Motore della filantropia, Fondazione Exodus, Fondazione l’Albero della Vita, Fondazione Laureus, Fondazione Paideia, Forum permanente del Terzo settore, FPRC (Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro), Fratres delle Misericordie d’Italia, Consociazione Nazionale Gruppo Donatori Sangue, INTERVITA Adozione a distanza, Lega del Filo d’oro, Legacoop Sociali, MCL (Movimento Cristiano Lavoratori), Misericordie d’Italia, MOIGE (Movimento Italiano Genitori), Movimento Consumatori, ONMIC ONLUS, Opera San Francesco per i Poveri, Philantropy Centro Studi, Save the Children Italia ONLUS, Sodalitas (Associazione per lo Sviluppo delle Imprenditoria Sociale), SOS Il Telefono Azzurro, Sos Villaggi dei Bambini ONLUS, UILDM (Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare), WWF Italia.
La società e il Gruppo Vita
Nel tempo Vita è cresciuta, configurandosi come Gruppo societario attivo non solo nel campo editoriale ma, tramite le proprie controllate Vita Consulting S.r.l. e Vitaweb S.r.l., rispettivamente anche nei settori della consulenza e del web.
Dal 20 ottobre 2010 Vita Società Editoriale S.p.a. è quotata su AIM Italia, sistema multilaterale di negoziazione organizzato e gestito da Borsa Italiana.
L’operazione di aumento di capitale propedeutica alla quotazione ha contribuito ad accentuare la natura di public company di Vita, caratterizzata da una presenza consistente di azionisti non profit (oltre 20 soggetti, detentori del 35% del capitale sociale).
Il Presidente e Direttore Editoriale di Vita è Riccardo Bonacina, l’Amministratore Delegato Paolo Migliavacca e il Direttore Responsabile Giuseppe Frangi.
Sede: via Marco d’Agrate 43, 20139 Milano; tel. 025522981; fax 0255230799, mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ; sito web: http://www.vita.it











La realtà carceraria, l'amministrazione della giustizia, l'amnistia, l'ordinamento giudiziario Radio Radicale 8 settembre 2009
Nove vittime per il freddo nel 2009 a Milano: proteste e proposte in Piazza della Scala. Basta con l'indifferenza Milano, 6 febbraio 2009






