Carcere: il commento di Antigone sulla legge ex Cirielli

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Patrizio Gonnella, presidente di Antigone: “20mila persone in più in un anno entreranno in carcere con l`approvazione di questa nuova norma, che tocca soprattutto i marginali: immigrati, tossicodipendenti, autori di piccolli crimini“

ROMA – Immigrati, tossicodipendenti, autori di piccolli crimini: sono loro che subiranno gli effetti maggiori della ex Cirielli, approvata ieri al Senato. Persone che vivono di espedienti per tutta una vita, che entrano ed escono dal carcere, la maggior parte reiterando il crimine. Antigone stima che 20mila persone in più in un anno entreranno in carcere con l`approvazione di questa nuova norma. “E’ assurdo che chi realizza una legge sulla recidiva non valuti prima la ricaduta sul sistema carcerario e che tocchi ad una associazione farlo. – sottolinea il presidente Patrizio Gonnella – La nostra stima parte dai dati noti, dalla fotografia della situazione italiana ad oggi: 60mila detenuti in carcere, 80mila nuovi ingressi l’anno, una media di 3 o 4 reati per detenuto per un totale di 235mila reati complessivi, 7-8mila misure alternative concesse ed una percentuale di recidiva pari all`80% (ndr. rilevazione campionaria di Antigone). Inoltre la pena per queste persone può allungarsi fino ad un terzo (ndr. prima era un sesto) si prevede un aumento dei tempi di prescrizione e i plurirecidivi saranno di fatto esclusi dai benefici di legge”.

In altre parole nelle carceri italiane ci sono più o meno sempre le stesse persone e quasi sempre per gli stessi reati. “E’ evidente che questa legge colpisce i marginali, quelli che sono già dentro, che entrano ed escono e che da domani entreranno solo. Per i cosiddetti `colletti bianchi`, mafiosi, o assassini, a meno che siano serial-killer la recidiva non esiste, perché a fronte di delitti molto gravi, la pena è lunga. – commenta Gonnella – Ora l`amministrazione penitenziaria dovrà dirci come intende affrontare la situazione“.

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