La condizione di disabilità

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Disabilità e presa in carico

“I disabili mentali? Ancora rappresentati in minima parte“. Hanau (Università di Modena e Reggio Emilia) interviene ad un convegno promosso oggi dai Ds. “Tra tutti i disabili, il 90% presenta handicap mentali e plurimi“

ROMA – “I disabili mentali? Sono ancora rappresentati in minima parte: solo 1 su 100 si associa, perché i parenti avvertono molto lo stigma sociale. Bisogna passare dalla dis-carica alla presa in carico di queste persone”. Carlo Hanau, docente all`Università di Modena e Reggio Emilia, ricorda – intervenendo a un convegno promosso oggi dai Ds alla Camera dei Deputati sul tema “La condizione di disabilità:tra tutele e opportunità” – che “tra tutti i disabili, il 90% presenta handicap mentali e plurimi, mentre le disabilità sensoriali riguardano al massimo il 10%“.

Hanau ha rilevato che “le leggi 104 e 328 rappresentano delle pietre miliari, ma alcune parti non sono state ancora realizzate”. Ad esempio, “i livelli essenziali di assistenza andrebbero decisi dai cittadini, perché poi sono loro a tassarsi. E le associazioni dovrebbero essere accompagnate da comitati di genitori, soprattutto per quanto riguarda i disabili mentali”. La realtà della disabilità è molto più diffusa di quanto non si pensi: infatti, se l’1,5% della popolazione (800-900mila persone) riceve l’assegno per l’indennità di accompagnamento, “ben il 13% degli italiani ha una disabilità in forma lieve e il 5% in forma grave”. Per Hanau bisognerebbe seguire “il modello dell’équipe multidisciplinare e multidimensionale, in particolare nel mondo della scuola: l’osservazione dell’alunno dovrebbe essere mirata al piano di intervento e di assistenza”.

Proprio il lavoro di queste équipes potrebbe far emergere il numero dei disabili mentali, che non sono rilevati dai Censimenti svolti dagli operatori comunali: “Il 90% circa dei genitori nega di avere un figlio disabile, soprattutto se è giovane e se ha problemi mentali”, ha dichiarato Hanau, riferendo che il 2,5% degli alunni (dopo la III elementare) presenta un handicap, mentale nella maggioranza dei casi (le cui cause restano sconosciute alla scienza per metà dei bambini) . Altra situazione drammatica è quella degli artistici: “Dopo il 18° anno scompaiono dai registri comunali, non perché sono guariti o morti; l’équipe che si occupa di handicap adulto non li prende in carico come diagnosi”. (lab)

Redattore sociale

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