La Guerra sporca degli USA. Svelata la direttiva di Bush

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(da “la Repubblica”, sabato, 31 dicembre 2005, pagina 14 – Esteri)

“Gst“, la licenza di uccidere della Cia

Svelata la direttiva di Bush. Nuova inchiesta sulle intercettazioni

Lo scoop del Times rivelava lo spionaggio senza autorizzazione dei giudici
Secondo il ministero della Giustizia sarebbe stato violato il segreto di stato
L´indagine voluta dal governo per scoprire chi ha passato notizie ai giornali sulla Nsa

di ARTURO ZAMPAGLIONE

NEW YORK – Dietro a una sigla ancora misteriosa – «Gst» – si nasconde la più massiccia e tentacolare operazione segreta della Cia dai tempi della guerra fredda. Obiettivo: neutralizzare i terroristi in ogni angolo del pianeta e con ogni mezzo possibile, legale o illegale. Agli 007 della Central intelligence agency, infatti, George W. Bush ha dato di tutto: miliardi di dollari e avvocati pronti a giustificare le torture, una rete di prigioni-fantasma e persino la licenza di uccidere.Una «licenza» che ormai viene usata spesso: all´inizio di dicembre, ad esempio, Hamza Rabia, uno dei dirigenti operativi di Al Qaeda, è stato ammazzato in Pakistan assieme ad altri quattro militanti da un missile lanciato da un Predatori, un aereo-robot manovrato a distanza dagli agenti americani. Con lo stesso sistema, a maggio, era stato ucciso un altro collaboratore di Osama Bin Laden, Haitham Yemeni.A rivelare l´esistenza del Gst è stato ieri il Washington Post. Nelle settimane scorse, insensibile alle suppliche della Casa Bianca di non divulgare informazioni così delicate, il quotidiano della capitale aveva descritto la rete di «black holes» (buchi neri), cioè di prigioni segrete della Cia in otto paesi dell´Asia e dell´Europa orientale. Aveva anche svelato il network di Ctic (counterrorist intelligence centers), centri operativi di «intelligence» creati in joint-venture con una ventina di paesi e dotati delle tecnologie di spionaggio più sofisticate per individuare, monitorare, infiltrare e distruggere le cellule di terroristi.Secondo la ricostruzione di ieri del Post, che dimostra di avere ottime fonti negli ambienti della intelligence, l´operazione Gst è stata varata sei giorni dopo gli attacchi dell´11 settembre con una direttiva firmata da Bush. In quella fase la Cia, che era guidata da George Tenet, appariva disorientata, confusa, con pochi mezzi a disposizione. Ma l´infusione di miliardi (il costo annuale dell´intelligence americana è ora di 44 miliardi di dollari) e la pressione politica hanno portato in poco tempo a una svolta.Il «Gst» si compone di dozzine di programmi specifici. Ce ne è uno per la cattura dei dirigenti di Al Qaeda. Un altro per la rete di «buchi neri». Un terzo per gli interrogatori utilizzando «nuove» tecniche in barba alle «vecchie» norme internazionali. Altri ancora per la gestione di una flotta di aerei privati, con cui spostare segretamente i prigionieri, per le intercettazioni telefoniche a livello planetario e per il monitoraggio delle transazioni finanziarie.In teoria le operazioni segrete della Cia non posso violare la né la costituzione né le leggi americane. Ma la Casa Bianca ha cercato di ampliare la gamma di strumenti della intelligence facendo leva su un generico diritto alla legittima difesa degli Stati Uniti dopo l´11 settembre e su una risoluzione del Congresso, approvata tre giorni dopo l´implosione delle Twin Towers, in cui si autorizzava l´uso della forza «contro le azioni, le organizzazioni e le persone che, secondo il presidente, hanno pianificato, commesso o favorito gli attacchi terroristici».Di qui, ad esempio, il permesso dato alla Cia di creare squadre paramilitari per dare la caccia a Bin Laden e ucciderne i collaboratori. Sempre di qui la strategia della «rendition», dei sequestri illegali di terroristi in paesi terzi, poi trasferiti nelle prigioni segrete o affidati a paesi alleati. Ancora di qui, le intercettazioni senza autorizzazione giudiziaria o le tecniche di interrogatorio crudeli (e vietate), come il «waterboarding» (il prigioniero pensa che lo si stia affogando), le diete liquide, le percosse, la privazione del sonno.Naturalmente i legali della Casa Bianca e di Porter Goss (direttore della Cia) si sono dovuti arrampicare sugli specchi per dare una giustificazione giuridica ai vari programmi del Gst. Hanno forzato la mano, hanno fatto affidamento alla segretezza, sono stati spesso reticenti anche con la commissione di controllo del Congresso (tanto che il senatore John Rockfeller se ne era lamentato con il vicepresidente Dick Cheney). Ma si ha la sensazione, in America, che dopo quattro anni di poteri quasi illimitati dell´intelligence, il pendolo stia puntando ora nella direzione opposta.Lo scoop del New York Times sulle intercettazioni telefoniche della Nsa (National security agency) senza l´autorizzazione della magistratura, prevista dal Foreign intelligence surveillance act del 1978, ha scosso l´opinione pubblica e svegliato il parlamento. Ieri il ministero della giustizia ha aperto una inchiesta per scoprire chi, era stato la gola profonda del quotidiano, violando così il segreto di stato (è la seconda indagine del genere, dopo quella su Valerie Plame).Ma l´azione giudiziaria non impedirà al Congresso di volerci vedere chiaro sulle intercettazioni della Nsa. All´inizio del 2006 ci sarà una udienza conoscitiva al Campidoglio e la posizione politica di Bush rischia di indebolirsi ulteriormente.

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