Pensioni: studio CGIA, In Italia una pensione su due è da fame

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(da “la Repubblica”, sabato, 31 dicembre 2005, pagina 42 – Economia)

Studio della Cgia: il 12 per cento si ferma a quota 250. Ma in molti prendono più vitalizi

In Italia una pensione su due è da fame l´assegno non supera i 500 euro al mese

di BARBARA ARDU

ROMA – Una pensione su due non supera i 500 euro al mese. Una miseria. Una cifra sotto il livello di povertà, che in Italia si aggira sui 10mila dollari l´anno. Troppo poco per mettere insieme il pranzo con la cena. A fotografare un´Italia fatta di anziani che arrancano è l´ufficio studi degli artigiani di Mestre, che ha rielaborato i dati degli assegni erogati dall´Inps, 14 milioni e mezzo. Ebbene il 48,9% delle pensioni non va oltre i 500 euro. Ma c´è anche di peggio: ci sono 1.800.000 vitalizi (pari al 12,4 del totale) che non superano i 250. Ciò non significa naturalmente, premette la Cgia, che un pensionato su due percepisca solo 500 euro. Molti italiani sono titolari di più pensioni (anzianità, vecchiaia, sociali, invalidità e reversibilità). Quanto agli assegni da 250 euro, il dato si riferisce alle pensioni parzialmente integrate al minimo. Ci sono poi otto milioni di vitalizi elargiti da altri istituti. Ma tant´è che fatta la media, la pensione Inps è di 654,86 euro al mese. E trattandosi di una media ha i suoi picchi e le sue rapide cadute: in basso c´è il 12,4% di assegni che non supera i 250 euro, mentre c´è un gruppo ristretto di pensioni Inps (poco più di 55mila) che va oltre i 3mila euro (lo 0,39% del totale). «Emerge con chiarezza – spiega Giuseppe Bortolussi segretario della Cgia di Mestre – che il vero problema del Paese è la distribuzione del reddito, che così com´è non funziona. C´è chi ha troppo e chi troppo poco. Ci vorrebbe invece una redistribuzione e questo sarà uno dei problemi che dovrà affrontare il prossimo governo». Non solo. «La nostra spesa sociale – aggiunge Bertolussi – è troppo squilibrata a favore della previdenza, che ha dato il bicchiere d´acqua a tutti, ma non ha tolto la sete a chi veramente ne ha bisogno». Numeri, accusa Sandro Battisti della Margherita, che «sconfessano le promesse taroccate del contratto di Berlusconi».

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