DIRITTI UMANI. Giornata in memoria della schiavitù

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(il manifesto, 31 Gennaio 2006)


Il presidente francese Jacques Chirac ha deciso di istituire un giorno dedicato alla memoria della schiavitù

A. M. M.

La Francia celebrerà il 10 maggio la giornata dell`«abolizione della schiavitù ». Lo ha annunciato ieri il presidente Jacques Chirac, in un discorso solenne all`Eliseo, per rispondere alle polemiche che sono infuriate in questi mesi sul tema della memoria. Per Chirac, «la grandezza di un paese sta anche nell`assumere tutta la sua storia. Con le sue pagine gloriose, ma anche con la sua parte in ombra». Per Chirac, «bisogna dirlo, con fierezza: dalle sue origini, la Repubblica è incompatibile con la schiavitù». E tuttavia il governo francese aveva rinunciato a celebrare i 200 anni di Austerlitz (2 dicembre 1805), perché in piena rivolta delle banlieues, che aveva a sua volta alimentato la polemica sul razzismo ereditato dalla colonizzazione, non era sembrato opportuno ricordare Napoleone, che aveva reintrodotto la schiavitù, abolita dalla Rivoluzione. Anche la scelta della data è stata oggetto di tensioni: la scelta, voluta dal Comitato per la memoria della schiavitù presieduto dalla scrittrice della Guadalupa Maryse Condé, è caduta sul 10 maggio, data del voto della legge Taubira (2001) che riconosce, per la prima volta al mondo, la schavitù come crimine contro l`umanità (altri avrebbero voluto il 23 maggio, giorno della marcia, nel `98, di 40mila francesi originari delle Antille e degli altri dom-tom, oppure il 27 aprile, per ricordare la data dell`abolizione della schiavitù nel 1848 su proposta di Victor Schoelcher).

La data del 10 maggio incontra un consistente dissenso perché fa riferimento a una delle tante leggi sulla storia emanate negli ultimi anni che stabiliscono per decreto cosa è da ricordare e cosa no. Per molti storici, tra cui anche Pierre Vidal-Naquet, non tocca infatti ai politici e ai parlamentari scrivere la storia e suggerire, come ha fatto ieri di nuovo Chirac, cosa devono raccontare i manuali scolastici. Una levata di scudi generale era stata sollevata, prima di Natale, dall`articolo 4 della legge che sanciva il «ruolo positivo» della «presenza» (colonizzazione) francese nelle Antille e in Nord Africa. Una legge clientelare fatta per i rimpatriati e gli harki, che era stata persino votata dai socialisti, prima che si rendessero conto dell`errore. Chirac, per chiudere il caso, ha chiesto al Consiglio costituzionale la «soppressione» dell`articolo incriminato.

Nel discorso di ieri Chirac ha inoltre stabilito un filo rosso tra il passato e il presente, in virtù del fatto che «il razzismo è una delle ragioni per la quale la memoria della schiavitù è ancora una piaga aperta per alcuni nostri concittadini». Per la deputata della Guyana, Christine Taubira, la scelta di Chirac «corona una lotta per la verità, per il riconoscimznto, per l`eguaglianza dei diritti». Taubira giudica necessario che «la Francia si riconcili con la sua storia, che ne tragga tutti gli insegnamenti e che nella coscienza e nella memoria francesi venga inscritto ciò che è necessario per capire il posto di coloro che provengono dall`ex impero coloniale».

Allo scrittore Edouard Glissant è stata affidata la presidenza di una missione per configurare un Centro nazionale dedicato alla tratta, alla schiavitù e alla loro abolizione. Nell`aprile del 2007 aprirà alla Porte Doré un Museo sulla storia dell`immigrazione.

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