“Baby lavoratori sfruttati in Portogallo“

Scandalo per le scarpe di Zara. La multinazionale: grave, indagheremo

(da La Repubblica, DOMENICA, 28 MAGGIO 2006, Pagina 20 – Esteri)

Il settimanale “Expresso“ fotografa piccoli di 11 e 14 anni che cuciono calzature pagati appena 40 centesimi per ogni paio

ALESSANDRO OPPES
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MADRID – «Carlitos, 11 anni: 20 centesimi di euro per scarpa». Il titolo del reportage del settimanale portoghese Expresso scuote con la forza di un uragano il tranquillo fine settimana dei dirigenti di “Zara“, la multinazionale spagnola dell´abbigliamento che in pochi anni ha aperto migliaia di negozi in tutto il mondo. L´accusa, documentata con foto e interviste, è che in una remota località rurale del nord del Portogallo, Felgueiras – zona povera ma pur sempre nel cuore dell´Unione europea – lo sfruttamento del lavoro minorile è ancora una realtà. Le immagini mostrano due bambini, Carlitos e Miguel, di 11 e 14 anni, in una stanza che ha l´aspetto di un tugurio, con una pila di scarpe di Zara da cucire.
Da La Coruña, sede del “Grupo Inditex“ – il cui proprietario, Amancio Ortega, è l´uomo più ricco di Spagna e uno dei trenta più ricchi del mondo – a tarda sera sono ancora impegnati a stilare un comunicato per prendere le distanze da una situazione dalla quale dicono di essere stati, fino a ieri, completamente all´oscuro. Ma, interpellati da Expresso, avevano già spiegato che l´impresa responsabile di aver sfruttato il lavoro minorile era stata sub-contrattata da Zara. «E´ un caso gravissimo. Abbiamo un codice di condotta molto rigido, che proibisce il lavoro infantile nelle nostre imprese esterne». E aggiungono: «Prima di tutto cercheremo conferme ma, se è vero, Inditex sarà implacabile. Questa fabbrica smetterà di lavorare per il nostro gruppo». Solo nell´ultimo anno, la multinazionale ha troncato i rapporti, in varie parti del pianeta, con 400 aziende che avevano violato le norme del gruppo sul lavoro minorile, la libertà di associazione, salute e sicurezza, o le regole sul rispetto dell´ambiente.
Zara reagisce duramente di fronte alla possibilità che lo scandalo possa incidere sul prestigio di un marchio che in pochi anni si è imposto con autorità in tutto il mondo. Nel reportage, uno dei bambini, Carlitos, racconta che per un paio di scarpe gli pagano 40 centesimi di euro. Così, la fatica immane di cucirne 50 paia gli vale appena 20 euro.
Una miseria, se si pensa, tra l´altro, che in un negozio di Oporto, come segnala Expresso, un solo paio di quelle scarpe Zara viene messo in vendita a 40 euro. La retribuzione è vergognosa, riconoscono i dirigenti del sindacato portoghese del settore. Eppure, in una zona arretrata come quella di Felgueiras, dove è stato realizzato il reportage, intere famiglie trovano in questo tipo di attività l´unica forma di sostentamento. Nel 2002, l´Organizzazione internazionale del lavoro denunciò che in Spagna ci sono almeno 200mila lavoratori minori di 14 anni, molti dei quali lavorano proprio in imprese sub-contrattate nel settore calzaturiero.

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