DIRITTI. Detenuti minorenni torturati a Guantanamo

(Corriere della Sera, 29 maggio 2006)

Detenuti minorenni torturati a Guantanamo

La denuncia dell’organizzazione per i diritti umani “Reprieve”: all’inizio almeno 69 ragazzini internati, ora sarebbero 10

WASHINGTON – Erano poco più che bambini, avevano 14, 15 o 16 anni, ma vennero egualmente internati a Guantanamo con i terroristi adulti, veri e presunti. Furono incatenati, rinchiusi per 23 ore al giorno in celle d’isolamento, ripetutamente interrogati e, affermano gli autori della denuncia, torturati. All’inizio i minori di 18 anni a Guantanamo sarebbero stati oltre 60. Adesso, tutti hanno la maggiore età, molti sono ritornati liberi, o sono finiti nelle patrie prigioni. Ma almeno 10 di loro si troverebbero ancora nel famigerato campo a Cuba, e qualcuno rischierebbe la corte marziale.
A svelare la tragedia è l’ Independent on Sunday di Londra, su informazioni e dati raccolti da «Reprieve», un gruppo di avvocati per i diritti umani. Il giornale cita due casi. Mohammed el Ghazami, racconta, aveva 14 anni quando fu arrestato a Karachi in Pakistan nell’ottobre del 2001. Venne accusato di avere partecipato a un complotto ordito nel ’98 a Londra da Abu Qatada, il capo di Al Qaeda in Europa. Ma allora il ragazzo aveva 12 anni, nota il quotidiano, abitava in Arabia Saudita con i genitori. L’altro caso riguarda Omar Khadr, nato in Canada , figlio di un leader di Al Qaeda. Fu catturato nel luglio del 2004, quando aveva 15 anni, e incriminato per l’uccisione in Afghanistan di un soldato americano nel 2002. «Omar figurava in cima all’elenco dei detenuti da processare a Guantanamo» precisa il giornale.
Non è la prima volta che all’amministrazione Bush viene imputato il maltrattamento di minori nel campo cubano: nel 2004 fu costretta a rilasciare un afghano tredicenne. Ma il governo americano ha sempre sostenuto che i pochi detenuti minorenni erano separati dagli adulti, e messi in una sezione speciale, Campo Iguana. Tuttavia, secondo il giornale britannico, la sezione non ospitò mai più di 3 ragazzi assieme. Ha dichiarato Clive Stafford Smith, uno degli avvocati di «Reprieve»: «La detenzione di minori in carceri di adulti è una violazione dei diritti umani e delle leggi americane, e infanga la società civile. Di che sono imputati quei minori?».
La denuncia dell’organizzazione potrebbe portare a uno scontro tra l’amministrazione Bush e il governo Blair: la prima aveva assicurato al secondo che non deteneva minori. Ma stando all ’Independent on Sunday , dagli elenchi del Pentagono risulta che al momento dell’incarcerazione i minori certi erano 17 e quelli probabili 7; che qualche tempo fa la Croce rossa ne contò 37; e che un cronista di Al Jazira imprigionato e poi liberato ne incontrò 36. Un portavoce del Pentagono, Jeffrey Gordon, ha dichiarato al giornale che «non si trovano ragazzi tra i detenuti», ma che «l’età non è un fattore determinante per i nemici combattenti», il termine adottato per negare ai terroristi o sospetti tali i diritti garantiti ai prigionieri di guerra. Guantanamo, ha ribattuto il ministro della giustizia inglese Lord Goldsmith, «è un simbolo di ingiustizia».

Ennio Caretto

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