D`Alema: “Guantanamo va chiusa ne parlerò con la Rice“

(La Repubblica, MARTEDÌ, 13 GIUGNO 2006

Pagina 12 – Esteri)


Il ministro degli Esteri confermerà giovedì al segretario di Stato Usa la richiesta della Ue

“Guantanamo va chiusa ne parlerò con la Rice“

D´Alema a Bruxelles: sul nostro ritiro polemiche assurde

i diritti umani Dobbiamo discutere con gli Usa la necessità di salvaguardare diritti umani e leggi internazionali
le accuse al governo Le polemiche sul ritiro “vergognoso“ sono sconcertanti. Il rientro entro l´anno era previsto anche da Berlusconi

ALBERTO D´ARGENIO
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BRUXELLES – «Sarà inevitabile affrontare l´argomento Guantanamo con Condoleezza Rice»: a pochi giorni dalla missione negli Stati Uniti, Massimo D´Alema ha annunciato da Lussemburgo di voler portare a Washington la posizione dell´Unione europea sul carcere della base cubana. «Dobbiamo discutere con gli Usa la necessità di salvaguardare diritti umani, standard umanitari e leggi internazionali anche nella lotta contro il terrorismo», ha detto il ministro degli Esteri, aggiungendo: «Siamo preoccupati per gli episodi che segnalano il venir meno di questo principio».
Le gaffe dei giorni scorsi, con i suicidi dei detenuti definiti prima «un atto di guerra» dai generali e poi «una trovata pubblicitaria» dal vicesegretario di Stato Usa, Coleen Graffy, hanno spinto il sottosegretario alla Difesa Cully Stimson a correggere il tiro, ricordando che l´America «dà sempre valore alla vita, anche quando si tratta di terroristi impegnati in una guerra contro il nostro Paese».
Che Camp Delta «debba essere chiuso» lo ha ribadito ieri mattina, arrivando a Lussemburgo, anche il commissario Ue Benita Ferrero Waldner. Sulla stessa lunghezza d´onda il Parlamento europeo, che oggi voterà una risoluzione concordata tra i diversi gruppi politici in cui si condanna ogni forma di tortura e si chiede all´amministrazione americana di chiudere il centro di detenzione. Con l´auspicio di poter inviare una propria missione a Cuba per verificare lo stato delle cose.
Dopo la riunione con i colleghi dell´Ue, D´Alema ha ripreso il tema Iraq per bacchettare l´opposizione: «Le polemiche sul “vergognoso“ ritiro dall´Iraq sono sconcertanti». E ha ricordato che in campagna elettorale lo stesso centrodestra aveva promesso il rientro da Nassiriya dei militari italiani. Contemporaneamente il ministro degli Esteri iracheno, presente nel Granducato proprio su invito di D´Alema, ha spiegato alla stampa internazionale che con la Farnesina «abbiamo raggiunto un´intesa affinché il ritiro italiano non sia improvviso o brusco, bensì graduale in modo da non lasciare dietro di sé un vuoto di sicurezza». Hoshyar Zebari ha aggiunto che «la posizione italiana continuerà ad essere di forte appoggio al governo e al popolo iracheno», confermando la posizione espressa dai vertici di Bagdad la scorsa settimana.
Dopo avere premesso che al momento sull´Iraq «non ci sono novità», il ministro degli Esteri si è detto «stupito» dall´atteggiamento della Cdl, protagonista di polemiche «virulente» contro il rientro della missione Antica Babilonia. «Sono sconcertanti – ha spiegato – perché in contrasto con le promesse fatte del governo Berlusconi in campagna elettorale, promesse che forse si preparava a non mantenere». Un riferimento alla promessa dello stesso ex premier, che prima delle elezioni aveva annunciato il ritiro entro la fine dell´anno, «salvo poi prendere degli impegni senza discuterli in Parlamento e senza renderli pubblici, visto che mantenere mille soldati non è un ritiro».
Ma l´Italia è anche stretta dalle richieste provenienti dagli Usa di un impegno con missioni civili. Un primo chiarimento D´Alema lo avrà prima del viaggio a Washington, in un incontro con l´ambasciatore Spogli. Il ministro è intervenuto anche a proposito delle polemiche italiane sulla permanenza dei soldati a difesa dei civili: infondate perché scatenate da chi non conosce la realtà. Non ci sono missioni di civili sul terreno, ha spiegato. E un loro futuro invio è tutt´altro che certo. Anzi, per il capo della diplomazia italiana Roma va verso «un grande impegno in un quadro di presenza multilaterale». È su questo genere di presenza che il governo sta lavorando, consapevole che l´Italia è già presente con l´addestramento di forze irachene condotto dalla Nato e dei funzionari dell´amministrazione nell´ambito dell´Unione europea.

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