Droga, Prodi boccia Ferrero

Lo scontro sulla proposta oggi alla Camera. Cdl all`attacco
Giovanardi: “Senza le tabelle della nostra legge, consumatori in carcere“

Droga, Prodi boccia Ferrero

“L`idea è tua, il governo non c`entra“
Stanze del buco: telefonata del premier al ministro

di MARIA NOVELLA DE LUCA

ROMA – Così, alla fine, Romano Prodi ha telefonato al ministro della Solidarietà sociale Paolo Ferrero. «Adesso basta, devi dire che questa proposta delle “stanze del buco“ è un´idea tua e non coinvolge il governo». Troppo rumore, troppe critiche, maggioranza e opposizione che dichiarano senza sosta, alleati che chiedono un question time di chiarimento ad altri alleati…

Proprio il contrario di quello stile pacato e di quel fairplay che il premier aveva raccomandato ai suoi ministri durante il conclave di San Martino in Campo. Silenzio e rispetto del programma. E invece, ha ricordato il premier al ministro Ferrero nella sua telefonata, di “stanze del buco“ e proposte simili non c´è traccia nelle 281 pagine del libro mastro dell´Unione.

Un grande gelo. Come se non bastassero le spaccature sulle cellule staminali e la bioetica, ecco che anche sulla tossicodipendenza la maggioranza cammina in ordine sparso, e a difendere il ministro di Rifondazione Comunista, sono restati soltanto Verdi, Radicali e i colleghi di partito di Ferrero.

La richiesta di chiarimento in aula arriva infatti proprio dai compagni di coalizione, con il capogruppo alla Camera dell´Udeur Mauro Fabris che annuncia un´interrogazione sulla questione delle “stanze del buco“, che Fabris definisce «qualcosa di non concepibile né accettabile».

E infatti oggi alle 15 il ministro risponderà, avendo dall´altra parte della barricata non solo gli agguerritissimi Giovanardi e Gasparri, ma anche i propri compagni di Governo. Lapidario infatti il commento di Beppe Fioroni della Margherita: «Questo tema non rientra nel nostro programma».

A rilanciare la polemica ci pensano Maurizio Gasparri di An e Carlo Giovanardi dell´Udc, che convocano una conferenza stampa per dichiarare una «lotta senza quartiere» al ministro della Solidarietà sociale, che com´è noto ha annunciato lo smantellamento della attuale legge sulla droga. Così Giovanardi, che di quella legge è stato co-ispiratore insieme a Fini, attacca Ferrero.

«Il ministro ha detto che vuole eliminare le tabelle con un atto amministrativo non meglio specificato, ma così i consumatori rischieranno di nuovo di andare in carcere, e l´attuale maggioranza non ha i numeri per smantellare la legge attuale, né per avviare la sperimentazione delle stanze del buco».

Poi fa sapere che si è ricostituito in Parlamento l´Intergruppo per la libertà dalla droga, che ha già raccolto un centinaio di adesioni ed è «aperto a tutti i parlamentari, anche del centrosinistra».

Critiche arrivano anche da Oltretevere. La Sir, Servizio Informazione Religiosa della Chiesa Italiana, parla di «una scorciatoia, che rischia di aggravare il fenomeno della tossicodipendenza, più che risolverlo».

In difesa di Ferrero restano le voci della sinistra della maggioranza, e quella assai autorevole di uno scienziato come Umberto Veronesi. «Liberalizzare le droghe pesanti fa calare il numero dei tossicodipendenti – ha detto in una intervista l´oncologo milanese – Da quanto nel 1991 la Svizzera ha cominciato la somministrazione controllata di eroina, i neo-consumatori sono l´82% in meno. Questi dati dimostrano che la politica liberale della Svizzera non ha provocato la tanto temuta “banalizzazione“ del consumo di eroina, e che la proibizione non è un deterrente, ma al contrario fa aumentare nei giovani il desiderio della trasgressione».

(La Repubblica,14 giugno 2006)

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