Ferrero: “Droga, abrogheremo la legge Fini“

La Repubblica, GIOVEDÌ, 15 GIUGNO 2006, Pagina 15 – Cronaca)

LA SCONTRO SULLA DROGA

Dibattito alla Camera. L´opposizione: un ministro non può parlare a titolo personale. L´Oms: nessuna prova che quelle strutture funzionino

“Droga, abrogheremo la legge Fini“

Ferrero: via le sanzioni per i consumatori. “Stanze del buco, solo un´idea mia“

“Ora è fondamentale rilanciare il ruolo dei Sert“

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ROMA – «Le “stanze del buco“ sono un´idea personale, non fanno parte del programma di Governo, abrogheremo le parti più negative della legge Fini, non è detto però che anche le tabelle saranno cancellate, ribadisco comunque che nei paesi dove da anni si sperimentano le “narcosala“ o la somministrazione controllata di eroina i risultati sono stati soddisfacenti».
Ci ha provato il ministro della Solidarietà Sociale, Paolo Ferrero, a chiarire e smorzare le polemiche seguite alla sua proposta di sperimentare anche in Italia le “stanze del buco“, ma l´operazione è riuscita a metà. Se tra gli alleati di Governo sembra tornata la pace, «questione chiarita», dicono Udeur e Italia dei Valori, deputati e ministri dell´opposizione hanno invece rilanciato le loro accuse e il question time sulla droga si è trasformato in un nuovo pretesto di polemiche. Con Giovanardi che definisce Rifondazione Comunista, di cui fa parte il ministro Ferrero, un partito di «sesso, droga e rock and roll». E ieri è intervenuto anche il leader della lega Umberto Bossi. «Le stanze del buco? Una stupidaggine…».
Il responsabile della Solidarietà Sociale ha ribadito, dunque, come aveva già fatto due giorni fa, di aver parlato a titolo personale e non della posizione del governo, e che sul tema droga la “bussola“ è il programma dell´Unione. Ma poi va oltre e difende la sperimentazione in corso negli altri paesi europei, sulla quale è stato espresso, afferma, un «giudizio ingeneroso». Premettendo che «l´uso delle droghe pesanti non è un diritto, ma un dramma», ha precisato che «se una persona non riesce a uscire dal problema, sia utile accompagnarla per non abbandonarla a se stessa». In un´ottica, decisa, di non punibilità dei consumatori, e di riduzione del danno, per la quale, ha specificato il ministro, è fondamentale rilanciare il ruolo dei Sert. Non solo. Il Governo intende «modificare radicalmente la normativa attuale in tema di droghe in quanto riteniamo che non abbia avuto alcuna efficacia, anche se non è detto che per questo occorra neutralizzare le tabelle sulla droga. Quello che bisogna neutralizzare sono gli effetti negativi della legge 49».
Per quanto riguarda la strategia del Governo ha detto Ferrero «siamo guidati dai quattro principi, quelli della prevenzione, cura, riduzione del danno e lotta a narcotraffico. « «In altre fasi storiche – ha aggiunto – questo tema è stato sollevato e discusso e ha visto sperimentazioni in Italia al di là delle divisioni politiche che non dovrebbero assumere una rilevanza così alta. Consiglierei di affrontare la questione più laicamente e non come tema di scontro tra schieramenti». Il ministro a questo proposito ha ricordato che nel 2002 la proposta delle ‘narcosala´ fu lanciata a Torino: «Fu un presidente di circoscrizione di Forza Italia ad avanzarla, dopo che nel mese di agosto in pochi giorni erano morti per overdose nella stessa circoscrizione dieci giovani».
Ma proprio su questo tema, e cioè le “stanze del buco“ è da registrare la perplessità dell´Oms. «L´Organizzazione mondiale della sanità non ha una posizione ufficiale perché non dispone ancora di prove certe sulla loro efficacia», ha dichiarato Vladimir Poznyak, coordinatore all´Oms del Gruppo sulla dipendenza da sostanze. «E´ chiaro comunque che il rischio di overdose è praticamente pari allo zero in simili strutture, e che in tutta Europa è stata osservata una riduzione dei comportamenti a rischio tra chi frequenta questi luoghi».
(m.n.d.l)

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L´INTERVISTA

Lo psichiatra Luigi Cancrini, esperto di tossicodipendenze: meglio il metadone e la psicoterapia

“Le narcosale non sono la soluzione l´errore è stato tagliare i fondi ai Sert“

“Con i camper anti droga salvate centinaia di vite“

MARIA NOVELLA DE LUCA
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ROMA – «Ricordo sempre una ragazza. Veniva alla Pinetina di Ostia, dove c´era il nostro camper che distribuiva siringhe pulite. Arrivava, lasciava sua figlia in macchina, prendeva il kit e andava a bucarsi tra gli alberi. Gli operatori, che si erano accorti di quello che succedeva, piano piano hanno iniziato a chiederle di poter occuparsi della piccola mentre lei si allontanava, e giorno dopo giorno questa ragazza ha instaurato un rapporto di fiducia con i responsabili del camper, da cui è scaturito in un cammino di recupero. Quando si parla di riduzione del danno penso sempre a questa storia…»
Potrebbe citarne centinaia di casi lo psichiatra Luigi Cancrini, una lunga esperienza nella cura dei tossicodipendenti, direttore scientifico della Comunità Saman e deputato del Pdci, da sempre sostenitore di comunità aperte e percorsi non punitivi. Eppure sulle “stanze del buco“ Cancrini resta perplesso. E chiede invece al ministro Ferrero il rilancio dei Sert.
Quindi Cancrini, lei ritiene che le “stanze del buco“ non siano una priorità.
«No, le priorità sono altre. Le “narcosala“ sono un esperimento su cui bisogna riflettere, a me comunicano un senso di impotenza e sconfitta. Non servono, se si applicano bene le strategie di riduzione del danno».
Spieghiamo che cosa è la “riduzione del danno“. Altrimenti sembra uno slogan…
«Vuol dire occuparsi di una tossicodipendente anche se non ha deciso di smettere. Vuol dire dargli una mano comunque, impedire che oltre ai danni della droga si ammali di Aids, o rischi di morire per overdose. È offrire siringhe pulite, è utilizzare il metadone, sono le comunità aperte».
E poi?
«Dagli anni Ottanta al 2001, prima che i finanziamenti venissero tagliati, i successi sono stati crescenti. Tra i nuovi consumatori non ci sono casi di contagio, la mortalità è calata in modo radicale. E poi i camper, la distribuzione di siringhe, altro non sono che un ponte».
Un ponte verso il recupero?
«Esattamente. È così che gli operatori entrano in contatto con tossicodipendenti che altrimenti respingerebbero ogni contatto. È stata cieca la politica che ha tagliato i fondi ai Sert».
Ferrero ha detto di volerli rilanciare. Ma il loro ruolo in certi casi è diventato la semplice distribuzione di metadone.
«Non svalutiamo l´uso del metadone, ma accanto ci devono essere la psicoterapia e l´ascolto. Se vengono a mancare, come in alcune grandi città, dove il personale è sempre più scarso, allora è vero che il metadone è soltanto un prolungamento della dipendenza».
Cancrini, il governo ha appena soppresso il Dipartimento antidroga.
«Un errore, perché quel dipartimento coordinava il lavoro di più ministeri. La lotta alla droga infatti riguarda la Giustizia, la Sanità, gli Interni, gli Esteri… «.
Con l´avanzata delle nuove droghe non le sembra anacronistico parlare di eroina?
«No, perché l´eroina tornerà. Le produzioni di oppio in Afghanistan sono troppo fiorenti per non invadere di nuovo il mercato».

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