Rapporto Iansa: 640 milioni di armi nel mondo

NULL (da Vita.it) Rapporto Iansa: 640 milioni di armi nel mondo In occasione della Conferenza dell`Onu sulle Armi, Iansa ha reso pubbico il proprio rapporto. Tradotto qui dalla Rete disarmo e scaricabile online in pdf Troppe vittime. Mille persone al giorno muoiono a causa delle armi, e molti altri sono seriamente feriti. Se la morte, [&hellip

redazione • 27/6/2006 • Vecchie News • 491 Viste

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(da Vita.it)

Rapporto Iansa: 640 milioni di armi nel mondo

In occasione della Conferenza dell`Onu sulle Armi, Iansa ha reso pubbico il proprio rapporto. Tradotto qui dalla Rete disarmo e scaricabile online in pdf

Troppe vittime. Mille persone al giorno muoiono a causa delle armi, e molti altri sono seriamente feriti. Se la morte, le ferite e la disabilità causate dalle armi leggere fossero classificate come una malattia, le considereremmo un`epidemia. Le armi sono un vettore di malattie creato dall`uomo e sono indiscutibilmente dannose per la salute umana. Nessun paese ne è immune.

Quando le armi sono più a portata di mano, la gente muore più facilmente e più facilmente viene ferita, sia in guerra, che in strada che nella propria casa.
Per quanto le armi possano non essere la causa prima della violenza, esse l`aggravano sensibilmente, determinando l`aumento delle probabilità di morte.

Troppe armi. Ci sono 640 milioni di armi nel mondo, una per ogni dieci abitanti del pianeta. Altri 8 milioni di armi vengono prodotte ogni anno, insieme a 10/14 miliardi di munizioni: sufficienti ad uccidere due volte tutti gli abitanti della terra.

Il valore annuale del commercio di armi è di 4 miliardi di dollari, dei quali più di 1 miliardo è illegale. Questo dato impallidisce di fronte all`intero costo causato dalla violenza armata (che include non solo le cure mediche, ma anche i salari e la produttività perduti).

Troppe scappatoie. Esistono diversi accordi nazionali e regionali per controllare il trasferimento di armi leggere, ma manca un sistema di controllo a livello mondiale.
• Non esistono standard internazionali per i governi che stabiliscano le circostanze per l`autorizzazione all`esportazione o al trasferimento di un`arma.

• Non ci sono linee-guida internazionali che indirizzino gli stati nel regolamentare il possesso di armi tra i propri cittadini.

• Non c`è un trattato legalmente vincolante per il controllo delle attività degli intermediari di armi.

• Non v`è alcun obbligo legale di mantenere un archivio che leghi le armi alla loro localizzazione (che siano depositi militari, della polizia, o comuni abitazioni), così come non ci sono vincoli per i governi di cooperare con altri paesi al fine di rintracciare le armi utilizzate per crimini o guerre

Conferenza delle Nazioni Unite sulle Armi Leggere. Il mondo è stato lento nel riconoscere questa crisi e nel prendere provvedimenti. Solo nel 2001 si è tenuta la prima conferenza mondiale delle Nazioni Unite sul controllo del commercio delle armi leggere.

L`accordo firmato nel 2001, dopo difficili negoziazioni e molti compromessi, fu denominato “Programma di Azione delle Nazioni Unite sulle Armi di Piccolo calibro e le Armi Leggere in Tutti i suoi Aspetti” (PoA).

Si tratta di un accordo legalmente non vincolante, pertanto i governi non sono obbligati a rispettarlo. Inoltre, mentre è stata ampiamente discussa l`esigenza di limitare l`offerta, sono state omesse le questioni sulla domanda e l`abuso di armi.

Nel giugno 2006 c`e` una conferenza globale sulle armi leggere nella sede delle Nazioni Unite (UN) a New York, ove il PoA verrà sottoposto a revisione. Si tratta di un`opportunità per inquadrare nuovamente il dibattito sulle armi leggere intese proprio come crisi globale e chiedere che la comunità internazionale affronti questo problema esattamente come si affronta una crisi.
Senza concertare gli sforzi, tuttavia, questa conferenza sarà solo come riguardare ai pezzi di un mosaico, senza raggiungere nessuna nuova comprensione o decisione che vadano incontro alle priorità reali.

Su cosa i Governi dovrebbero concordare alla Conferenza Onu sulle armi leggere
• Enunciare principi globali per prevenire i trasferimenti di armi verso quei paesi in cui esistono dei rischi evidenti che esse possano essere usate per violare i diritti umani, per alimentare i conflitti od ostacolare un futuro sostenibile. (Questi principi saranno la base per i negoziati che dovrebbero iniziare alla fine di questo anno, per un Trattato sul Commercio delle Armi).
• Riconoscere l`importanza della regolamentazione delle armi da fuoco in mano ai civili attraverso un sistema efficace di registrazione e di licenza.
• Integrare i progetti di sviluppo con elementi di prevenzione dei conflitti
• Provvedere all`assistenza ai sopravvissuti alla violenza armata

Cosa succederà alla Conferenza di Revisione delle Nazioni Unite?. La grande maggioranza dei governi vuole riaffermare e sviluppare gli impegni presi nel 2001.
Riconoscendo la necessità di una urgente cooperazione internazionale, essi dovrebbero dare sostegno all`introduzione di misure che migliorino l`attuazione del Programma di Azione, come quelle qui proposte da IANSA.

Se prevarrà il punto di vista della maggioranza, la conferenza sarà un importante contributo per ridurre la violenza armata nel mondo.

Sfortunatamente, uno dei maggiori ostacoli nel programma sulle armi leggere è l`interpretazione distorta che si applica del consenso. Il consenso dovrebbe significare un accordo generale su una decisione che preveda che le obiezioni siano ascoltate e risolte là dove è possibile.

In questo caso, invece, il consenso è semplicemente un altro modo per permettere ad un paese riluttante di imporre il suo veto.

L`interpretazione del consenso è stata ereditata dal controllo delle armi dell`epoca della Guerra Fredda, che prendeva in considerazione principalmente gli arsenali strategici di alcune potenze rivali. Il consenso unanime è importante quando esistono solo pochi paesi che possiedono armamenti nucleari. Al contrario, le armi leggere sono presenti in tutti i paesi e vengono fabbricate nella metà di essi; non vi è quindi alcuna base razionale per permettere che le obiezioni di uno o due paesi blocchino il progresso su misure che renderebbero più sicuri i cittadini di altri 190 paesi.

La posta in gioco è alta — la conferenza Onu di giugno è l`ultima occasione prima del prossimo meeting globale sulle armi leggere – che si terrà
probabilmente nel 2011 – per prendere le necessarie decisioni.
Se si perde questa opportunità, passeranno altri cinque anni, e questo significa che altri 1,8 milioni di persone perderanno la vita ed altri milioni saranno ferite prima che il problema sia discusso ancora una volta a livello globale.

Cos`è IANSA (International Action Network on Small Arms)?. IANSA è una rete internazionale che comprende più di 700 organizzazioni della società civile che svolgono azione di diffusione dei diritti democratici e di lotta per i diritti umani, agenzie di sviluppo, gruppi di donne, organizzazioni religiose, medici, operatori umanitari, gruppi di sostegno alle vittime, personalità del mondo accademico e avvocati. I membri di IANSA sono impegnati nel controllo del commercio internazionale delle armi da fuoco e
nella diffusione di politiche per la protezione delle persone dalla violenza.

Il coinvolgimento di persone provenienti da ambiti tanto diversi testimonia il fatto che il pensiero e l`azione di IANSA scaturiscono non solo dalla ricerca e dall`informazione ma anche dall`esperienza diretta sul campo. Che si trovino nelle baraccopoli di Manila, nei campi di battaglia del Congo o nelle strade di Medellín, vedono in prima persona gli effetti distruttivi della proliferazione delle armi da fuoco.

Dal 2001 Iansa ha coordinato le voci della società civile alle conferenze della nazioni Unite sulle armi leggere.

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