Caso Abu Omar: arrestato dirigente Sismi Mancini e generale Pignero

Nell`ambito dell`inchiesta sul sequestro a Milano di Abu Omar arrestati il dirigente del controspionaggio e il generale Pignero Rapimento dell`imam, in manette Mancini, numero 2 del Sismi Richiesta di arresto anche per 4 cittadini Usa, uno è Jeff Castelli ex capo Cia in Italia Le accuse vanno dal concorso in sequestro di persona aggravato all`abuso [&hellip

redazione • 5/7/2006 • Politica & Istituzioni • 516 Viste

Nell`ambito dell`inchiesta sul sequestro a Milano di Abu Omar arrestati il dirigente del controspionaggio e il generale Pignero Rapimento dell`imam, in manette Mancini, numero 2 del Sismi Richiesta di arresto anche per 4 cittadini Usa, uno è Jeff Castelli ex capo Cia in Italia Le accuse vanno dal concorso in sequestro di persona aggravato all`abuso di potere ROMA – In manette il direttore delle operazioni del Sismi, Marco Mancini, (praticamente il numero due del nostro controspionaggio diretto da Nicolò Pollari) e il generale Gustavo Pignero. Gli arresti sono avvenuti questa mattina su richiesta della procura milanese nell`ambito dell`inchiesta sul rapimento – da parte di agenti Cia con l`appoggio del Sismi – dell`imam Abu Omar il 17 febbraio 2003. Marco Mancini è stato arrestato nella sua abitazione di Lugo di Romagna (Ravenna). Pignero – che all`epoca era il superiore di Mancini, allora responsabile dei centri Sismi del Nord Italia – si trova attualmente agli arresti domiciliari per problemi di salute. Le accuse vanno dal concorso in sequestro di persona aggravato all`abuso di potere. Sei ordinanze di custodia. In totale sono sei le ordinanze di custodia cautelare, nei confronti di quattro cittadini Usa, tre dei quali appartenenti alla Cia e un quarto già in servizio con incarichi di responsabilità ad Aviano, e nei confronti dei due funzionari del Sismi. Gli atti sono stati emessi dal gip di Milano Enrico Manzi. Il ruolo di Jeff Castelli. Tra le richieste di arresto riguardanti i cittadini americani c`è quella per Jeff Castelli, ai tempi del rapimento capo della Cia in Italia, attualmente tornato negli Usa dove ricopre un incarico dirigenziale presso la base militare di Langley. Sono in corso anche delle perquisizioni. Una nella sede della redazione milanese del quotidiano “Libero“. Nella vicenda sono sotto accusa anche altri ventidue agenti americani – attualmente latitanti – per i quali la procura milanese avrebbe voluto l`estradizione, ma l`allora Guardasigilli Roberto Castelli si oppose. Il Sismi è sospettato di aver dato pieno appoggio all`operazione, collegata anche ai voli segreti della Cia per portare da un paese all`altro i suoi “prigionieri“ nell`ambito di diversi blitz contro il terrorismo islamico. Polemiche politiche e il monito di Bertinotti. La notizia degli arresti ha scatenato immediate reazioni nel mondo politico. In particolare, nelle fila del centrodestra, c`è chi – come l`ex ministro Carlo Giovanardi – ha definito “la magistratura irresponsabile“. Sulla falsa riga di quanto già sostenuto, di prima mattina, dal senatore Francesco Cossiga che aveva accusato la magistratura milanese di fare il gioco di Osama bin Laden. Sugli arresti Cossiga ha anche presentato un`interpellanza parlamentare. Visti i toni il presidente della Camera, Fausto Bertinotti, ha ritenuto utile lanciare un monito sostendendo che “c`è bisogno di rispettare il lavoro della magistratura“. La vicenda. Hassan Mostafa Osama Nasr, egiziano, era stato sequestrato in pieno giorno in via Conte a Milano il 17 febbraio di tre anni fa. Ex imam della moschea di via Quaranta e del centro di cultura islamica di viale Jenner, da oltre un anno era sotto indagine perchè sospettato di aver legami con organizzazioni islamiche estremiste. Gli veniva contestato il reato di associazione a delinquere finalizzata al terrorismo internazionale. Il sequestro avvenne ad opera di 22 agenti della Cia, coadiuvati – si è scoperto in seguito – da agenti italiani del Sismi. L`imam, scaraventato su un furgone, venne portato nella base aerea di Aviano e qui torturato. Poi lo trasbordarono in Egitto dove è finito nelle carceri di Mubarak. Da allora non se ne hanno più notizie. (La Repubblica,it, 5 luglio 2006)

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