Vicenza, manifestazione tra canti e striscioni

La Questura: «70-80 mila persone». Gli organizzatori: «100-150 mila» Al corteo contro la base Usa molte scritte e slogan, qualcuno anche di sostegno alle Br arrestate Tutti i filmati da Vicenza Il racconto della giornata e le interviste VICENZA – Vicenza ha fatto ciò che doveva: una manifestazione senza alcun incidente, come aveva auspicato anche [&hellip

redazione • 17/2/2007 • Movimenti • 235 Viste

La Questura: «70-80 mila persone». Gli organizzatori: «100-150 mila»

Al corteo contro la base Usa molte scritte e slogan, qualcuno anche di sostegno alle Br arrestate

Tutti i filmati da Vicenza
Il racconto della giornata
e le interviste
VICENZA – Vicenza ha fatto ciò che doveva: una manifestazione senza alcun incidente, come aveva auspicato anche il presidente della Camera Fausto Bertinotti. Circa tre ore di corteo, concluso poi da un happening sul palco, prima con Dario Fo e poi diversi gruppi musicali che sono andati avanti a suonare fino a sera. La manifestazione contro la base americana era partita alle 14 circa, con mezz’ora di anticipo rispetto al previsto. Un corteo di canti, striscioni, pentole, campane e fischietti. I manifestanti si sono incamminati lungo Viale Milano e viale Mazzini, il previsto percorso di sei chilometri e mezzo. Una partenza quasi spontanea dovuta all’accumularsi di partecipanti sul piazzale della stazione dov’era previsto il raduno. Ad aprire il serpentone, lo striscione del comitato permanente del «Dal Molin» con donne e bambini seguito da rappresentanti sindacali e dai gruppi collettivi. Al primo incrocio si sono uniti al corteo, tra gli applausi dei partecipanti, i rappresentanti dei comitati «No Tav». Molte persone hanno continuato ad aggregarsi lungo il tragitto, soprattutto i passeggeri di alcuni treni speciali giunti a Vicenza con pesanti ritardi. Intorno alle 16 i primi manifestanti sono arrivati in Campo Marzio, dove è stato allestito un grande palco per gli interventi di alcuni esponenti dei comitati cittadini.

NUMERI – Consueta guerra di cifre sull’adesione alla manifestazione: secondo gli organizzatori ci sarebbero 100-150 mila persone. Diversa la valutazione della Questura, che ha contato tra i 70 e gli 80mila i presenti al corteo.

STRISCIONI – Molti gli slogan e le scritte. Da «Governo Prodi: guerra per tutti università per pochi» a «Via le basi dall’Afghanistan», da «È tempo di passare alla lotta contro padronato, governo Prodi, basi e guerra» ad «Accettiamo una sola violenza, ora e sempre resistenza». Tra i vari striscioni ce ne sono anche alcuni di sostegno alle 15 persone arrestate nei giorni scorsi con l’accusa di terrorismo: «Libertà per i compagni», «Siamo comunisti non terroristi, il vero terrorismo è costruire basi di guerra», «Terroristi siete voi, libertà per i rivoluzionari». Per il segretario di Rifondazione Comunista, Franco Giordano, si tratta di «un episodio ignobile da condannare e isolare». Il segretario del Pdci, Oliviero Diliberto, sottolinea il carattere pacifico della manifestazione: «Non volerà un sasso. E se dovesse volare, bisognerà respingere e isolare chi lo tira».

I PRIMI ARRIVI – Il sabato vicentino era cominciato alle 8, con l’arrivo in città del primo treno straordinario proveniente da Roma. A bordo oltre mille persone, soprattutto giovani ma anche quarantenni e cinquantenni. Ad attendere i manifestanti c’erano le forze dell’ordine, schierate con molta discrezione, come richiesto dal questore di Vicenza, Dario Rotondi. Qualche problema invece alla stazione di Milano, dove i manifestanti in partenza erano stati trasbordati su un secondo treno organizzato all’ultimo momento, visto che il primo era troppo pieno, e sono così partiti con un certo ritardo.

I CORTEI – Intorno alle 11 dal presidio permanente di Caldogno si è avviato il corteo dei Comitato ‘No al Dal Molin’. Un centinaio di persone si sono messe in marcia, in un clima assolutamente tranquillo, precedute dai furgoni con gli striscioni e le bandiere. In testa al corteo il lungo striscione con la scritta «Il futuro è nelle nostre mani. Giunta Hullweck governo Prodi resisteremo un minuto in più», portato da un gruppo di donne. Il corteo, che si è avviato regolarmente seguito dalle auto di Polizia e Carabinieri e controllato dal cielo da un elicottero della Polizia, ha proseguito lungo le vie cittadine per congiungersi in stazione con le migliaia di manifestanti che sono arrivati per la manifestazione del pomeriggio. Da qui, alle 14, si è mosso il corteo principale che si è concluso circa tre ore dopo.

(Corriere.it, 17 febbraio 2007)

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