Iraq, giustiziato all’alba il vice di Saddam

Taha Yassin Ramadan era stato condannato a morte dopo essere stato riconosciuto colpevole per l’uccisione di 148 sciiti nel 1982

Le organizzazioni per i diritti umani avevano chiesto di fermare il boia

L'ex vice di Saddam, Taha Yassin Ramadan (Afp)
L’ex vice di Saddam, Taha Yassin Ramadan (Afp)

BAGDAD (Iraq) – L’ex braccio destro di Saddam Hussein, Taha Yassin Ramadan, è stato impiccato poco prima dell’alba di oggi, martedì, per il massacro di 148 sciiti. Ne ha dato notizia un responsabile del governo iracheno.

QUARTA ESECUZIONE – Ramadan, che era vice-presidente di Saddam quanto il regime è stato rovesciato quattro anni fa, è il quarto uomo giustiziato per il massacro di 148 sciiti, uccisi per rappresaglia dopo un tentativo di assassinio dell’ex dittatore nella città di Dujail nel 1982. Il responsabile del governo, che ha assistito all’impiccagione rimanendo anonimo, ha afermato che sono state prese precauzioni per impedire che si riproducesse ciò che era successo quando è stato giustiziato il fratellastro di Saddam Hussein, Barzan Ibrahim: il boia dovette decapitarlo per un errore di valutazione sul suo peso. Ramadan è stato pesato prima dell’impiccagione e la lunghezza della corda è stata adattata, ha riferito il responsabile governativo.
APPELLO INASCOLTATO – Le esecuzioni degli esponenti del regime di Saddam Hussein hanno causato la rabbia degli iracheni sunniti e il turbamento delle organizzazioni internazionali di difesa dei diritti dell’uomo, che hanno fatto appello perchè fosse salvata la vita a Ramadan. L’ex vice-presidente era stato riconosciuto colpevole in dicembre di omicidio, deportazione forzata e tortura e condannato all’ergastolo. Un mese dopo, la corte d’appello ha giudicato la pena troppo indulgente e ha rinviato il caso all’Alta Corte chiedendole di condannare l’accusato a morte, ciò che la corte ha fatto.
(Corriere.it, 20 marzo 2007)

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