EUROPA. Bene Tremonti, male Letta: «Roma non è Atene»

BRUXELLES
Si respira una prima, generica, soddisfazione a Bruxelles per i tagli del governo, il tutto in attesa di conoscere nelle virgole la manovra disegnata da Giulio Tremonti. Ieri mattina, a bocce ancora mezze ferme, il commissario all’economia Rehn ricordava come tutte le manovre in via di definizione dei diversi paesi della zona euro «sono una pietra miliare per consentire la ripresa dell’economia europea».

Alberto D'Argenzio - il manifesto Sergio Segio • 26/5/2010 • Europa • 270 Viste

I tecnici della commissione sperano di poter visionare la manovra nel dettaglio prima dell’Ecofin del 7 giugno, un appuntamento chiave per il programma di stabilità  dell’Italia, ma anche di quelli degli altri paesi, su tutti Portogallo, Spagna e Grecia. Ma va anche detto che già  da diversi giorni Tremonti era andato illustrando, a grandi linee, gli interventi in via di gestazione in Italia, interventi che mutuano quelli già  presi in diversi paesi della moneta unica. Su tutti, il congelamento dei salari pubblici. D’altronde è da settimane che Bruxelles va predicando, con il decisivo sostegno di Berlino, il verbo dell’austerità , dei tagli e delle riforme. Ancora ieri Rehn ricordava che senza una drastica riduzione del deficit e il lancio di incisive riforme strutturali l’Europa rischia di trovarsi di fronte un decennio di stagnazione. Quanto all’Italia, al di là  dei tagli previsti dalla manovra, rimangono sul tavolo per Bruxelles, le sfide della riforma del mercato del lavoro, della liberalizzazione dei servizi, dell’aumento dell’età  pensionabile e della scarsa competitività  del sistema economico.
Ai funzionari della Commissione non sono invece piaciute le parole di Gianni Letta che giustificava le dure misure prese dal governo con l’obbligo di «salvare il paese dal rischio Grecia». Roma non è Atene, ragionano da Bruxelles, e qualsiasi paragone è considerato fuorviante e rischia, per giustificare l’austerità  di fronte all’elettorato, di aizzare invece che pacificare i mercati.

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