Fiat, ultimatum di Marchionne ai sindacati “Accordo su Pomigliano o produzione altrove”

ROMA – L’ultimatum è chiaro. O si trova un accordo su Pomigliano o la Fiat potrebbe decidere di produrre le Panda altrove. Sergio  Marchionne lo dice senza mezzi termini ai sindacati riuniti (mancava solo la Fiom) per decidere il futuro dello stabilimento Giambattista Vico. “I tempi stanno diventando stretti. Il protrarsi della trattativa con in Sindacati ha già  provocato lo slittamento degli investimenti necessari per l’avvio della produzione – dice l’ad di Fiat – Spero che si possa giungere ad una rapida conclusione perchè presto sarà  impossibile accettare ulteriori ritardi. In assenza di un accordo che offra adeguate garanzie potrebbe diventare inevitabile riconsiderare il progetto e prendere in considerazione ipotesi alternative per la produzione della futura Panda”.

La Fiat ricorda come la sopravvivenza e il rilancio dello stabilimento dipenderanno “dal livello di competitività  che saprà  raggiungere e mantenere nel tempo in termini di costi, qualità  e rapidità  di risposta al mercato”. Per questo Marchionne chiede che i lavoratori trovino “il coraggio di operare un profondo cambiamento che superi gli schemi e i comportamenti del passato, incompatibili con le sfide future.

Perché Pomigliano continui ad esistere, è il ragionamento di Marchionne, “occorre rendere gli impianti più efficienti e più competitivi”. Ed ecco l’avvertimento ai lavpratori: “Il mancato allineamento ai migliori standard produttivi sarebbe molto penalizzante per lo stabilimento e ne renderebbe precario il futuro. La Fiat non può rischiare il lancio di una vettura fondamentale come la Panda  producendola in un impianto non competitivo”.

Sul fronte sindacale, però, i toni sembrano più distesi. ‘Si sono fatti importanti passi avanti circa la definizione delle nuove turnistiche, dei riposi compensativi, della gestione delle pause e delle verifiche organizzative”, dice Bruno Vitali, segretario nazionale della Fim Cisl.

Tra gli spiragli individuati nella riunione odierna soprattutto quello relativo al turno del sabato notte: è stata indicata un’ipotesi che prevede possa essere coperto attraverso permessi e recuperi, e che quindi sia accettato sul piano formale. Restano ancora aperte le questioni legate agli straordinari, al sistema delle relazioni sindacali, alle cosiddette clausole di esigibilità  degli accordi.

Il calendario, adesso, prevede un incontro tra Fiat e Fiom il 4 giugno. E una riunione con tutti i sindacati il 10 giugno da cui potrebbe uscire l’accordo o la rottura definitiva.


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