Giù le Borse, bruciati 144 miliardi Piazza Affari maglia nera: -3,45%

Nessun giro di vite Consob. La moneta unica crolla, poi si riprende
L’ennesima giornata difficile dei mercati innescata dalle parole della Merkel

SARA BENNEWITZ - la Repubblica Sergio Segio • 20/5/2010 • Lavoro, economia & finanza • 227 Viste

MILANO – Il discorso di Angela Merkel ha fatto perde alle Borse europee 144 miliardi in termini di capitalizzazione facendo crollare l’euro ai minimi degli ultimi quattro anni nei confronti del dollaro. Le vendite sui mercati del Vecchio contiene sono scattate in mattinata dopo l’annuncio della Merkel e la contestuale decisione della Bafin (la Consob di Francoforte), di vietare in Germania le vendite allo scoperto sui titoli di stato dell’Eurozona e sui cds (i derivati che assicurano l’investitore dal default di una società ) su dieci grandi istituzioni finanziarie tedesche. Una misura che ha innescato il panico sui mercati azionari, facendo crollare la Borsa di Milano del 3,4%, quella di Londra del 2,8%, Francoforte del 2,7% e Parigi del 2,9%. L’unico listino che si è salvato dalle vendite, è stato quello di Atene che ieri ha recuperato lo 0,44% di quanto perso nei giorni scorsi. Sui mercati valutari invece l’euro è sprofondato fino a 1,21 nei confronti del dollaro, per risalire in chiusura a quota 1,23. Nel pomeriggio sui mercati dei cambi si è infatti diffusa la voce che le banche centrali d’Europa starebbero mettendo a punto una manovra per arginare la debacle dalla valuta unica.
Secondo gli esperti, la misura voluta ieri dal governo tedesco di concerto con la Bafin, è antiproducente e inutile. Antiproducente perché ha generato nel mercato il sospetto (respinto categoricamente dalla Bafin) che le banche tedesche siano fortemente esposte sul debito pubblico dell’Eurozona. E inutile perché quello che da ieri non si può vendere in Germania (a tutto svantaggio degli intermediari finanziari tedeschi), si può vendere in altri mille angoli del pianeta. L’autorità  Fsa che regola il mercato inglese è inoltre intervenuta a precisare che le sedi britanniche delle banche tedesche, potranno vendere allo scoperto quello che è stato vietato in Germania. Secondo Marco Annunziata, economista di Unicredit, l’effetto peggiore che si è creato ieri sui mercati europei è il danno d’immagine e di credibilità  di cui continua a macchiarsi l’Eurozona. Se infatti decisioni come quella presa ieri dalla Germania, che hanno un unico precedente dopo il crack di Lehman Brothers, vengono prese dai singoli stati e non all’unisono, si dà  agli investitori un buon motivo per perdere fiducia nell’Eurozona. Non a caso ieri tutte le principali autorità  dei mercati si sono dissociate da quanto deciso dalla Bafin. Malumori che si sono avvertiti anche in Consob, che non solo non ha intenzione di prendere simili provvedimenti, ma che da martedì notte sta lavorando per trovare un coordinamento con gli altri organi di vigilanza dei mercati europei.
L’unico risvolto positivo che si è registrato ieri sul mercato, è stato il risultato dell’asta dei Bund tedeschi. Gli investitori preoccupati sullo stato di salute delle banche di Francoforte, hanno preferito puntare sui titoli di stato che garantiscono ritorni sicuri. Ieri la Bundesbank ha collocato sul mercato 4,57 miliardi di Bund decennali che hanno ricevuto richieste di poco superiori all’offerta iniziale (che originariamente era di 6 miliardi) nonostante il tasso fissato (il 2,75%) sia inferiore dello 0,25% rispetto all’ultima asta.

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