I Paesi cercano un po’ di regole anti-recessione

Al primo punto la riduzione dei deficit senza danneggiare la crescita. Nel comunicato finale si legge: «È importante sviluppare piani di consolidamento fiscale di medio termine credibili e trasparenti. Li attueremo in modo che non mettano a rischio la crescita». Ma finora non è quello che sta succedendo.
Nel comunicato è anche scritto che i paesi firmatari stanno «lavorando per evitare una ‘ripresa senza occupazione’ e una ‘crescita senza occupazione’». Perché, pur se le econome si stanno riprendendo «la ripresa resta fragile, con alti livelli di disoccupazione». E ancora: «siamo consapevoli che restano rischi alla stabilità  economica. In particolare le attuali tensioni sui mercati del debito sovrano illustrano l’elevata incertezza che continua a circondare le prospettive di alcuni Paesi». L’obiettivo del Global legal standard è quello di ritrovare il cammino della crescita, con regole e principi condivisi che rendano i mercati più forti, equi e solidi. L’Ocse, che finora si è sempre occupata di temi economici e finanziari, per la prima volta allarga così le sue competenze a diritto ed etica. I 10 principi riguardano sia la gestione delle aziende che dei mercati, come pure la governance. Il protocollo è stato stilato anche con la collaborazione del Biac (Business and industry advisory committee) e Tuac (Trade union advisory committee), i comitati internazionali che rappresentano rispettivamente imprenditori e sindacati presso l’Ocse.
La Svizzera ha deciso di non sottoscrivere il protocollo sulla mutua assistenza in materia fiscale, sostenendo che «gli standard Ocse attuali sono sufficienti e e alcuni punti della convenzione ci pongono dei problemi”. La Svizzera non accetta in particolare – è stato precisato – lo scambio automatico di informazioni, che metterebbe in pericolo in segreto bancario, visto che « la crisi del debito spingerà  gli Stati a rinforzare il proprio zelo in materia fiscale».
«Noi non abbiamo liste di nessun colore, siamo daltonici: lista nera, lista grigia, sono cose che compaiono solo sulla stampa. Noi abbiamo solo paesi che aderiscono allo standard Ocse e paesi che non aderiscono», ha commentato Angel Gurria, il segretario generale dell’Ocse. «Molti Paesi stanno sottoscrivendo accordi di scambio di informazioni – ha aggiunto Gurria – e la cosa positiva è che spesso lo fanno attraverso organizzazioni internazionali, come il Consiglio d’Europa, o in gruppi, come per esempio hanno fatto i Paesi nordici, che sottoscrivono accordi tutti insieme».
In sintesi, i dieci principi firmati ieri riguardano: concorrenza, governo societario, investimenti e condotta responsabile delle imprese, cooperazione fiscale, lotta alla corruzione, interazione tra poteri pubblici e imprese (cioè lobbying), qualità  della regolamentazione, istruzione finanziaria e tutela dei consumatori. Ma ora il tutto dovrà  essere riempito di contenuti.


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