Militari italiani uccisi, Tavola della pace: “Via dalla guerra subito”

A poche ore dall’attentano e all’indomani della Marcia per la pace Perugia-Assisi, Flavio Lotti: “Impegnarsi a costruire un’alternativa politica alla guerra senza limiti”. Appello ai media e alla Rai perché spiegare agli italiani cosa bisogna fare

Redattore sociale Sergio Segio • 18/5/2010 • Guerre, Armi & Terrorismi • 166 Viste

ROMA – “L’Italia deve uscire da questa guerra. Subito”. A poche ore dall’uccisione di due militari italiani in Afghanistan e all’indomani della Marcia per la pace Perugia-Assisi, Flavio Lotti, coordinatore nazionale della Tavola della pace, in  un articolo pubblicato sul sito www.perlapace.it. “Il dolore dei familiari dei soldati uccisi e l’angoscia di quelli feriti gravemente è anche il nostro. – scrive –  E’ un dolore forte che ci deve spingere a fare qualcosa in più per fermare e non continuare a combattere questa guerra. I nostri giovani soldati muoiono perché il governo continua a scaricare sui militari il compito di risolvere un problema che i militari non hanno nessuna possibilità  di risolvere. Per questo il mostro della guerra continua da nove anni a fare stragi di vite umane, di legalità , di diritto e di diritti”.

Secondo la Tavola della pace l’Italia “deve abbandonare la via della guerra e impegnarsi a costruire un’alternativa politica alla guerra senza limiti. Lotti chiede al Parlamento “di convocare subito una seduta straordinaria dedicata alla guerra in Afghanistan, alla revisione della politica dell’Italia e delle iniziative urgenti da assumere a livello nazionale e internazionale” e alla Rai “servizio pubblico” e ai media “di organizzare un serio dibattito sulla guerra in Afganistan per aiutare gli italiani a capire cosa è accaduto, cosa sta succedendo e come si può fare per evitare di continuare a piangere inutilmente”, dando più voce ai “costruttori di pace”, quelli che ieri hanno partecipato alla Marcia per la pace Perugia-Assisi, quelli che lavorano tutti i giorni per evitare queste inutili stragi”.

I due militari italiani, il sergente Massimiliano Ramadù, 33 anni, di Velletri e il caporalmaggiore Luigi Pascazio, 25 anni, della provincia di Bari, sono stati uccisi in un attentato  vicino a Herat, zona controllata dalle forze italiane dell’Isaf. Altri due militari sono rimasti  gravemente feriti alle gambe, anche se non sono in pericolo.

 

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