Navi attaccate da Israele, lo sdegno e la condanna delle ong italiane

ROMA – Sdegno e condanna. È la posizione assunta da alcune ong italiane che fin dalle prime ore del mattino hanno reagito con comunicati e dichiarazioni alle notizie che arrivavano sull’attacco israeliano alle navi della Gaza Freedom Flottilla. Per Paola Canarutto, presidente di Rete Eco – Ebrei contro l’occupazione e membra del comitato esecutivo dell’ong internazionale European Jews for a just Peace “è un orrore. Come Rete Eco abbiamo sostenuto e mandato un contributo alla Freedom Flotilla. Il direttore di Jews for peace non sappiamo se sia vivo o morto”. Rispetto alla notizia diffusa dall’esercito israeliano secondo cui la marina militare avrebbe reagito all’attacco armato degli attivisti, la Canarutto ribatte che “l’esercito ha affermato di essere stato attaccato da armi contundenti. La sola cosa che potevano avere a bordo sono coltelli da cucina”.

Anche l’organizzazione non governativa Educaid, che ha attivi diversi progetti di cooperazione allo sviluppo nella Striscia di Gaza, sta seguendo l’evolversi della situazione: “Siamo in contatto telefonico con i nostri cooperanti. Alcuni dei volontari in Cisgiordania si stanno unendo alla manifestazione israeliana nel porto di Ashdod”, spiega Riccardo Sirri dell’associazione Educaid. “Siamo rimasti scioccati da quanto accaduto e stiamo cercando di metterci in contatto con gli italiani a bordo. I comunicati delle Nazioni Unite parlano di un attacco a civili inermi: anche noi ci uniamo a questa posizione”.

Gianvito Padula, responsabile del progetto Go’el della Comunità  Papa Giovanni XXIII, attiva con progetti di sostegno a ong israelo-palestinesi, si unisce alle voci di altre associazioni: “Siamo sconvolti e preoccupati per quanto accaduto e quanto può accadere. Chiediamo anche noi un intervento internazionale per capire cosa è accaduto. La nostra solidarietà  va a tutti coloro, palestinesi, israeliani e internazionali che continuano a lavorare per il dialogo”.

Anche Peacelink ha fatto sapere attraverso il suo sito il proprio “sdegno per la violenza di un attacco che viola il diritto internazionale”.

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