Nel mondo 50 milioni di eco-profughi

Complessivamente, sono 192 milioni le persone che attualmente non vivono nella loro terra di nascita (pari al 3% della popolazione mondiale). Sono state 276 milioni le emergenze alle quali ogni hanno ha dovuto far fronte l’Unicef tra il 2005 e il 2007 in 92 paesi, oltre la metà  causate da calamità . Sono 344 milioni le persone a rischio per i cicloni tropicali, altre 521 milioni quelle minacciate da inondazioni. Il fenomeno degli eco-profughi, che già  nel 1990 riguardava 25 milioni di persone (la metà  rispetto a oggi), sembra destinato ad aumentare vertiginosamente. Le principali cause ambientali che costringono milioni di persone ad emigrare sono la desertificazione, la diminuzione delle riserve idriche, l’innalzamento del mare e, molto più evidenti, gli uragani e gli tsunami. “Nonostante l’emergenza umanitaria ormai evidente a livello internazionale, dal punto di vista giuridico i profughi ambientali non esistono, non essendo riconosciuti come ‘rifugiati’ dalla Convenzione di Ginevra del 1951, né dal suo protocollo supplementare del 1967. La soluzione del problema dei nuovi migranti necessariamente passa dunque per il riconoscimento del loro diritto a godere del sistema di protezione internazionale accordato a profughi e richiedenti asilo”. (vedi lancio successivo)

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