Sigarette sempre più “in rosa”. E le donne si ammalano quanto gli uomini

ROMA – L’abitudine alle “bionde” tende al rosa. E’ sempre più ridotto, infatti, il divario tra uomini e donne. Lo rivela il Rapporto sul fumo in Italia 2010 realizzato dall’Osservatorio fumo alcol e droghe dell’Istituto superiore di sanità  e presentato oggi durante il XII Convegno nazionale tabagismo e servizio sanitario nazionale organizzato in occasione della Giornata mondiale senza tabacco. La percentuale dei fumatori infatti è in calo, mentre le donne sono più restie ad abbandonare le sigarette. Per questo motivo l’Organizzazione mondiale della sanità  (Oms) ha puntato sulle fumatrici per celebrare il World no-tobacco day, che si tiene oggi, intitolandolo “Gender and tobacco with an emphasis on marketing to women – Le strategie di marketing del tabacco rivolte alle donne”.

Le donne costituiscono circa il 20% di oltre un miliardo di fumatori nel mondo. E questa cifra è destinata ad aumentare. In Italia le fumatrici sono 5,2 milioni (19,7%), contro i 5,9 milioni degli uomini (23,9%). Le donne che hanno detto addio alle “bionde” sono 2,6 milioni (il 9,8%), mentre gli ex fumatori sono 3,9 milioni (il 15,7%). In totale si fuma di più nella fascia d’età  tra i 45 e i 64 anni, ma l’età  media della prima sigaretta è 17 anni. Secondo l’indagine “Passi”, realizzata con un pool di Asl, nel 2009 la percentuale media dei fumatori è stata del 28,7%. Ci sono però alcune differenze tra regione e regione, con una diminuzione dei fumatori al Nord e un aumento al Sud. Il Veneto è la regione più virtuosa con il 24,8% di fumatori, mentre la percentuale più alta spetta all’Abruzzo con il 31,5%.

“E’ la prima volta che le donne e gli uomini fumano quasi allo stesso modo. Purtroppo non è un bel risultato, ma ci indica la direzione da seguire nell’insistere a promuovere stili di vita sani e modelli di prevenzione – ha commentato il presidente dell’Istituto superiore di sanità  Enrico Garaci –. Particolarmente preoccupante è la crescente incidenza del consumo di tabacco fra le ragazze”. Il nuovo rapporto dell’Oms “Donne e salute” prova che “la pubblicità  delle sigarette è sempre più indirizzata alle giovani. I dati provenienti da 151 paesi mostrano che circa il 7% delle adolescenti fuma rispetto al 12% dei coetanei. In alcuni paesi il numero delle fumatrici è quasi pari a quello dei ragazzi”.

“Le donne fumatrici si ammalano e muoiono di tumore al polmone e di altre malattie legate al fumo come gli uomini – ha detto Carlo La Vecchia, Istituto di ricerche farmacologiche “Mario Negri” di Milano –. In termini di rischio assoluto vi è un’identità  tra i due sessi. Per evitare in Italia un’epidemia di malattie legate al fumo analoga a quella osservata negli Stati Uniti e in molti Paesi del Nord Europa, è prioritario che le donne italiane che oggi hanno tra i 40 e i 60 anni smettano di fumare. E’ infatti tra queste generazioni, nate tra il 1950 e il 1970, che il fumo si è diffuso, ed è nelle stesse generazioni che ora cominciano a diffondersi le malattie e le morti associate al tabacco”.

E proprio alle donne è dedicata l’iniziativa della Fondazione Umberto Veronesi “No smoking be happy”, un programma educativo centrato sui benefici del non fumare. La campagna prevede anche una mostra multisensoriale: si tratta di un’installazione a forma di sigaretta attraverso cui è possibile effettuare un percorso virtuale dentro il corpo umano per osservare, sentire, annusare e toccare quello che il fumo provoca all’interno del corpo. La mostra itinerante è partita da Milano toccando varie città , e nei prossimi mesi sarà  inaugurata a Firenze e Torino. (mt)

 

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