Sit-in al Ticinese e una festa in via Padova

MILANO
Quando il lupo cattivo si traveste da nonna di Cappuccetto Rosso si vede lontano un miglio, e qui a Milano non ci casca quasi nessuno (e quel tollerante di Voltaire può continuare ad essere allegramente saccheggiato, ma per questioni degne di miglior causa). Un piccolo trattato sulle buone maniere in democrazia, in questa pigra primavera milanese, è stato dettato alle agenzie da Roberto Fiore, segretario di Forza Nuova, che anche questa volta sabato non sfilerà  in corteo per le vie di Milano: la questura, considerate le pressioni degli antifascisti dai 16 ai 90 anni – dai centri sociali all’Anpi – ha vietato la marcetta funebre.

Luca Fazio - il manifesto Sergio Segio • 21/5/2010 • Buone pratiche e Buone notizie • 354 Viste

«Il dibattito che da diverso tempo si sta svolgendo sul diritto di manifestare è interessante e costruttivo – dice il lupo – nonostante permangano certe frange che fanno lobby nella pretesa di autonominarsi giudici della libertà  e dei diritti altrui, sostituendosi ai diritti costituzionalmente garantiti». E tanto per cominciare, alcuni esponenti di Forza Nuova qualche giorno fa avevano cominciato a rivendicare i loro diritti prendendo a calci Saverio Ferrari (autore dell’articolo qui a fianco) incrociato per caso davanti alla Prefettura. Niente di nuovo da 80 anni a questa parte, e comunque qui a Milano è tutta una «frangia», nonostante le istituzioni ogni volta debbano farsi pregare – o pressare – per evitare che i neonazi scorazzino i loro lugubri diritti.
L’Anpi (che comunque ha sospeso le mobilitazioni previste per domani) ci tiene a precisare che «Milano non può tollerare che si continuino ad offendere le migliaia di caduti a cui dobbiamo non solo la memoria, ma anche la riconoscenza per avere costruito, col loro sacrificio, la nostra libertà ». Il comitato Milano Antifascista e Antirazzista, invece, ha deciso di non abbassare la guardia e mantenere un presidio piuttosto mobile che si formerà  intorno alle 14 in piazza XXIV Maggio (zona Ticinese). «Il nostro antifascismo – scrivono – non nasce e non si ferma nella contrapposizione a questi rigurgiti del ventennio. Respingiamo dunque l’ennesimo tentativo di ricondurre tutto ciò ad una questione di opposti estremismi e conseguenti opposti divieti». Dello stesso avviso, esserci comunque, anche Rifondazione comunista. «Riteniamo necessario essere in piazza sabato – spiega il segretario provinciale Antonello Patta – per denunciare il vergognoso tentativo in atto di sdoganare gruppi di estrema destra portato avanti con la collaborazione di settori del Popolo della Libertà  e nel silenzio complice delle istituzioni». Una mobilitazione che poi si riverserà  naturalmente in via Padova, dall’altra parte della città , dove 60 associazioni e 438 negozi dimostreranno con due giorni di festa che via Padova è meglio di Milano; sono previsti 100 eventi per dimostrare che quella è una delle via più vive e multietniche della città , e non un ghetto per sperimentare pratiche poliziesche di controllo del territorio.
E i fascisti? Il loro sabato «contro le banche» lo passeranno al chiuso, nella sede di piazza Aspromonte.

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