Stretta europea sui fondi speculativi

Moneta unica di nuovo giù. Primo prestito per la Grecia e le Borse si rianimano
L’euro, dopo aver recuperato, è scivolato dopo la voce che la Merkel oggi vieterà  la vendita a breve allo scoperto sui bond governativi e su alcune azioni

ALBERTO D´ARGENIO - la REpubblica Sergio Segio • 19/5/2010 • Europa • 218 Viste

BRUXELLES – Borse in ripresa anche se con un euro altalenante e alla fine molto debole sotto 1,22. I mercati europei reagiscono positivamente alla mossa dei ministri finanziari della Ue che a Bruxelles hanno approvato le nuove regole per gli hedge fund, hanno dato il via libera alla prima tranche di prestito per il salvataggio della Grecia e hanno fatto passi avanti sulla nuova governance economica dell’Unione. E così Milano ha chiuso con un balzo del 2,46%, Parigi del 2,11%, Francoforte dell’1,48 e Londra dello 0,9%. Era partito bene anche l’euro, tornando sopra 1,24 dollari. Ma poi le montagne russe lo hanno portato sotto 1,22, i minimi da quattro anni, dopo la voce secondo cui oggi la Merkel vieterà  le vendite a breve allo scoperto su certe azioni e sui bond governativi. Negativa anche Wall Street.
A distendere i mercati europei, invece, è stato innanzi tutto l’arrivo ad Atene di 14,5 miliardi di euro, la prima tranche degli 80 miliardi di aiuti promessi dai partner della moneta unica. Da Bruxelles il ministro delle Finanze Giorgio Papaconstantinou ha assicurato che «i mercati cominciano a stabilizzarsi» e che la Grecia tornerà  a finanziarsi normalmente al più tardi all’inizio del 2012. Un altro motivo di ottimismo è arrivato dall’accordo dei ministri delle finanze dei 27 (Ecofin) sulla riforma dei fondi di investimento alternativi, come hedge fund e private equity, accusati di essere i cavalli di Troia degli attacchi speculativi contro l’euro.
Nonostante l’opposizione della Gran Bretagna (l’80% dei fondi in Europa fanno riferimento a Londra), i ministri hanno deciso che per operare da noi dovranno ottenere una sorta di «passaporto europeo» che imporrà  ai loro manager il rispetto di regole comunitarie sulla solidità  del capitale e la gestione del rischio. Dovranno anche dare informazioni dettagliate sui mercati e gli strumenti che trattano. Dati molto sensibili fino a oggi tenuti segretissimi grazie all’assenza di regole. In base a questa decisione ora partirà  il negoziato con l’Europarlamento per rendere operativa la riforma.
Ieri intanto da Madrid Zapatero e Sarkozy si sono detti d’accordo sulla «necessità  di rinforzare» la governance economica europea.
Proprio lunedì notte l’Eurogruppo, il tavolo dei ministri finanziari della moneta unica, aveva dato un primo informale via libera al piano della Commissione Ue di coordinare le finanziarie di tutti i governi del club dell’euro, uno dei tasselli della grande riforma proposta da Bruxelles per evitare nuovi casi Grecia. Ieri la spagnola Elena Salgado, presidente di turno dell’Ecofin, ha risposto alle critiche di chi teme una perdita di sovranità  nazionale sottolineato che Bruxelles «non ha alcuna intenzione di sostituirsi» ai parlamenti nazionali nell’approvazione delle leggi di bilancio visto che l’ultima parola spetterà  ai ministri. Per l’Italia, ha spiegato al termine dell’Ecofin Giulio Tremonti, la proposta della Commissione «è benvenuta». Parole seguite da una bacchettata alla proposta tedesca di inserire un vincolo costituzionale contro deficit e debito: «Non mi pare che in Germania abbia funzionato».

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