Tremonti scopre l’etica e la «lotta agli evasori»

BRUXELLES Incontri e scontri sulle misure comunitarie anticrisi

Alberto D'Argenzio - il manifesto Sergio Segio • 19/5/2010 • Europa • 217 Viste

BRUXELLES
Una manovra etica, che colpirà  gli invalidi falsi e gli evasori reali. Lo promette Giulio Tremonti, illustrando, a grandissime linee, il prossimo intervento che dovrebbe permettere di risparmiare allo Stato intorno ai 27 miliardi in due anni. Una cifra importante – anche se non confermata ieri in termini assoluti – che corrisponde all’impegno preso ancora a dicembre con la Ue. Da allora le stime di crescita sono diminuite per l’Italia e la crisi ha colpito al cuore la zona euro con un contagio che non lascia per nulla tranquillo il belpaese. Tremonti rassicura che lo stivale non corre rischi, anche grazie al suo basso debito privato, ma non tutti la pensano così, visto la mole di quello pubbico. Poco importa. «Non sarà  una manovra solo economica – afferma Tremonti al margine dell’Ecofin – ma anche una manovra con una cifra etica, una correzione del sistema». Che il sistema sia da correggere, è chiaro a tutti, altra cosa che dal governo Berlusconi ci si possa attendere lezioni di etica. Staremo a vedere.
Al momento gli obiettivo di questa crociata sono i falsi invalidi e gli evasori, ma anche i parlamentari, a cui per «aperitivo» viene annunciato un taglio dello stipendio del 5%. Anche così rimarranno di gran lunga i più pagati del continente. Più in generale, avverte Tremonti, diminuirà  il peso «della mano pubblica», razionalizzando le spese senza intaccare, precisa ancora il ministro, «le tasche di chi ha meno».
Andando sul concreto, Tremonti esclude aumenti delle tasse ed interventi sulle pensioni, anche se dalla Commissione si richiede un allungamento dell’età  pensionabile. Il ministro resta invece un po’ più fumoso sui salari dei dipendenti pubblici. Già  li hanno congelati Grecia, Portogallo, Spagna e pure la Francia; a Bruxelles non dispiacerebbe che lo facesse anche l’Italia, anche per recuperare il suo grave ritardo in fatto di «competitività ». In attesa di conoscere meglio le dimensioni della forbice che agirà  anche da noi, è chiaro quali saranno i primi interventi. «Per esempio – ha detto Tremonti – c’è la spesa per l’invalidità  che dal 2001 ad oggi, col Titolo quinto che ha dato alle Regioni poteri di spesa ma non di presa, è salita da 6 miliardi di euro a 16 miliardi di euro, un punto di Pil. E poi ci sono trasferimenti dagli Interni ad una platea di Comuni che ammontano a 15 miliardi ogni anno. Ci sono dunque enormi margini di intervento senza che si producano effetti distorsivi o recessivi». Altro punto caldo quello dell’evasione. Qui il ministro si gioca la carta del federalismo: «l’accertamento dei comuni, previsto dal federalismo fiscale, è un sistema valido per il controllo». Un sistema tutto ancora da verificare.
Venerdì Tremonti tornerà  a Bruxelles per l’ennesimo eurogruppo straordinario, convocato in occasione della prima riunione della task force sulla governance economica lanciata dal Presidente della Ue van Rompuy a febbraio. Sul tavolo ancora la ricetta anticrisi, un passo ulteriore in vista dell’eurogruppo del 7 giugno, consacrato ai programmi di stabilità  dei singoli paesi. In questa occasione ci sarà  anche un giudizio sulle pesanti misure correttive lanciate negli ultimi giorni da Portogallo e Spagna, misure che rischiano di abbattere una buona fetta dello stato sociale dei due paesi. Quanto al primo dei malati, la Grecia, da ieri sono giunti i primi aiuti europei. Si tratta di 14,5 miliardi di euro provenienti dal Fondo di stabilizzazione europeo (2,9 miliardi sono italiani) che seguono i 5,5 miliardi già  inviati ad Atene la settimana scorsa dal Fmi. I fondi non arrivano a caso, visto che oggi il governo deve rifinanziare 8,5 miliardi del suo debito, in gran parte in mano a banche francesi, svizzere e tedesche.
Infine la regolamentazione dei mercati finanziari, più in concreto degli hedge fund. Dopo due mesi di paralisi, dovuta alle elezioni britanniche, ieri i ministri hanno dato mandato al Consiglio di negoziare con il Parlamento Ue una direttiva su questi titoli. Londra può comunque già  contare su una prima vittoria: i fondi di paesi terzi potranno operare in tutta la Ue una volta ricevuto il nuovo «passaporto comunitario» in un solo Stato membro. Una bella agevolazione per i titoli statunitensi, che operano quasi tutti dalla City. 28 MILIARDI DI EURO L’entità  della manovra correttiva aumenta di giorno in giorno. Tremonti: «C’è una vasta area
di spesa improduttiva»

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