Zamagni: Contro la povertà  l’istruzione non basta più

FIRENZE – “L’istruzione non basta più. E’ necessario che il terzo settore intercetti i bisogni pubblici” ed assuma un ruolo di “connessione tra istruzione e mercato del lavoro”. Se questo non accadrà  “difficilmente avremo successi e supereremo le diseguaglianze sociali”. Stefano Zamagni, professore di economa politica all’università  di Bologna, spiega l’importanza rivestita dalle associazioni no profit per ottimizzare l’istruzione superiore e universitaria. “Oggi non è più sufficiente mandare tutti a scuola – ha detto Zamagni durante la conferenza biennale del comitato economico e sociale europeo in corso a Firenze – In Italia i disoccupati sono laureati”. Ecco perché “è più che mai importante favorire l’istruzione non formale e trovare delle forme di complementarietà  per alleviare il matching (l’offerta tra la domanda e l’offerta di lavoro) attraverso le tante organizzazioni non lucrative”. Zamagni ha anche ricordato come la povertà  relativa sia molto più preoccupante di quella assoluta. “I poveri assoluti non creano situazioni di conflittualità  sociali, mentre la povertà  relativa minaccia la coesione sociale e la democrazia”. In questo contesto, ha aggiunto Zamagni, “l’istruzione gioca un ruolo fondamentale”.

“La riforma del Codice civile darà  le ali al no profit”, spiega Zamagni che approva il disegno di legge del governo per riformare il non profit. “Il Terzo settore ha le ali bloccate dalle leggi del 1942 iperburocratizzate e iperdirigiste. – prosegue – Ben venga, in questo senso, il disegno di legge del governo che intende riformare il libro primo del codice civile, quello contenente gli articoli sul no profit”. “In Italia – ha ribadito Zamagni – il terzo settore ha un potenziale sfruttato soltanto al 50%. Questa riforma governativa potrà  far spiccare il volo a tutto il mondo del no profit”.

© Copyright Redattore Sociale


Related Articles

“La riforma della polizia degli anni Ottanta ha fallito, c’è deficit di democrazia”

Intervista. Per la sociologa Donatella Della Porta gli applausi del Sap ai poliziotti che hanno ucciso Aldrovandi sono il sintomo eclatante di una profonda insufficienza democratica

PROCESSO LUNGO, UNA LEGGE CONTRO IL DIRITTO

Dopo l’ennesima fiducia sull’ennesima riforma della procedura penale confezionata nell’interesse di un imputato eccellente, molti si sbracceranno a denunciare il ricorso di un’altra legge ad personam. Però tale denunzia rischia di non cogliere nel segno e di non turbare più un’opinione pubblica, ormai tanto assuefatta alla legislazione ad personam, da non considerarla più inaccettabile.

Droghe, il fallimento è in cella

Giornata internazionale sulle droghe. Il bilancio nel «Quinto libro bianco sulla legge Fini-Giovanardi». Incostituzionale per la Consulta, è responsabile del 38,6% dei detenuti in carcere

No comments

Write a comment
No Comments Yet! You can be first to comment this post!

Write a Comment