Benvenuti movimenti migranti

«Indietro non si torna». Nella Giornata mondiale dei rifugiati, una serie di appuntamenti di protesta in Italia e Grecia. Contro le espulsioni effettuate allo sbarco senza dare la possibilità  di esaminare le domande d’asilo né di vedere un avvocato. 3.148 nel solo 2009, tra cui molti minorenni

Orsola Casagrande - il manifesto Sergio Segio • 20/6/2010 • Immigrati & Rifugiati • 552 Viste

Welcome. Ovvero benvenuto. È questo il saluto che da settimane vanno ripetendo in molte città  italiane gli organizzatori dell’iniziativa itinerante che culminerà  oggi a Venezia. Promossa inizialmente «dall’altra parte del Mediterraneo», cioè in Grecia, dalle associazioni Kinisi di Patrasso e dal Solidarity Group di Igoumenitsa per la giornata mondiale dei rifugiati, l’iniziativa si è estesa in altre città  d’Italia. Sono centinaia ormai le adesioni dal nord al sud del paese.
Welcome ai migranti che arrivano ai porti delle città  italiane e che troppo spesso vengono respinti senza nemmeno avere la possibilità  di esercitare i loro diritti, come quello di chiedere asilo, di vedere un avvocato.
Per questo al benvenuto gli organizzatori della manifestazione di oggi hanno aggiunto un eloquente «indietro non si torna».
Da maggio del 2009, con i respingimenti dei migranti verso la Libia, ha avuto inizio quella che gli organizzatori della giornata del 20 definiscono «una delle pratiche più violente e lesive della dignità  umana che le istituzioni italiane abbiano mai messo in atto». Migliaia di persone tra cui donne (anche in stato di gravidanza) e bambini, sono state ricacciate «verso le prigioni libiche, gli stupri e le deportazioni nel deserto», sottolineano gli organizzatori.
Si tratta per la maggior parte, come dimostrano le statistiche delle Nazioni Unite, di persone in fuga da guerra, persecuzione e violenza generalizzata. Profughi che avrebbero il diritto, secondo le convenzioni internazionali, le leggi comunitarie, la costituzione italiana, di raggiungere un luogo dove chiedere e ottenere asilo.
«Era inevitabile – dicono ancora gli organizzatori di Welcome – che nella dichiarata “guerra all’immigrazione clandestina” il diritto d’asilo venisse travolto, ostacolato, strumentalizzato, banalizzato, svuotato e calpestato. È stato soprattutto attraverso la spettacolarizzazione della frontiera di Lampedusa, sfruttando un’ansia da “invasione” provocata e poi “curata” con la brutalità  dei respingimenti nel Mediterraneo, che si sono legittimate le ulteriori restrizioni dei diritti dei migranti e il recente pacchetto sicurezza con l’introduzione del reato di immigrazione clandestina. Mentre le nuove leggi non hanno fatto altro che alimentare l’irregolarità  forzata dei migranti in Italia, la loro precarietà  e il loro sfruttamento sul mercato del lavoro, è stato materialmente impedito l’accesso al territorio alle persone più fragili e più difficilmente “clandestinizzabili”: i potenziali rifugiati». Nonostante i respingimenti siano stati condannati del Consiglio d’Europa e alcuni funzionari del Ministero dell’Interno siano stati rinviati a giudizio, tutto questo continua ad avvenire.
Se dunque la vera frontiera a sud dell’Italia è diventata la costa libica, un luogo irraggiungibile e sottratto a qualsiasi tipo di controllo democratico, ne esiste un’altra. Molto più vicina, dove respingimenti altrettanto illegali e violenti vengono attuati ogni giorno nel silenzio.
Dai porti di Venezia, Ancona, Bari e Brindisi, la polizia di frontiera respinge ogni anno migliaia di profughi afghani, kurdi, somali, eritrei, sudanesi, palestinesi, che cercano, nascondendosi dentro o sotto i tir in partenza dai porti di Igoumenitsa e di Patrasso, di fuggire dalla Grecia, paese dove l’asilo non esiste (0,03% delle richieste accolte) e che riserva ai migranti un trattamento paragonabile a quello libico. L’Italia ne ha respinti 3.148 nel solo 2009. Tra di loro moltissimi minorenni e bambini ora rinchiusi nelle carceri greche o rimandati in Turchia e da lì, molto spesso, nei loro paesi d’origine in mezzo alla guerra.
«Tutto questo – scrivono i promotori di Welcome – accade nelle nostre città , ogni giorno, anche in questo momento, dentro i nostri porti ormai militarizzati, sulle navi di linea che prendiamo per andare in vacanza. In Grecia, nonostante la situazione drammatica in cui versa il paese, associazioni e movimenti continuano a sostenere la battaglia dei rifugiati e ci invitano a condividerla».
A Venezia la manifestazione di oggi si articolerà  in questo modo: ritrovo alla stazione Santa Lucia da dove si partirà  alle 10.30. Corteo fino al porto, dove dal palco ci saranno musica e molti interventi tra cui quelli di alcuni migranti respinti. Sarà  presente Cecilia Strada, presidente di Emergency, insieme a tante realtà  di tutto il nord-est che verranno ad assediare pacificamente il porto di questa città  (sono organizzati autobus dalle principali città  dell’Emilia Romagna e del Friuli). Manifestazioni congiunte si svolgeranno anche nei porti di Ancona e Bari.
Il 22 giugno la campagna Welcome continua anche in Grecia con manifestazioni organizzate a Patrasso e a Igoumenitsa, principali porti dove vengono respinti i profughi dall’Italia per poi venire incarcerati e deportati verso i paesi di origine o transito.

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