La Consulta boccia «a metà » le ronde: no per disagio sociale

La Corte Costituzionale ha in parte bocciato le norme sulle ‘ronde’ previste dal pacchetto sicurezza del 2008-2009. La Consulta, con la sentenza 226 depositata oggi in cancelleria, ha dato il via libera all’impiego di cittadini non armati per segnalare eventi che possano arrecare danno alla «sicurezza urbana», mentre ha dichiarato illegittimo l’impiego delle ‘ronde’ in situazioni di «disagio sociale».

Unita.it Sergio Segio • 24/6/2010 • Paure, conflitti, sofferenze urbane • 193 Viste

Si tratta infatti di interventi di politica sociale riconducibili – secondo la Corte – alla materia dei servizi sociali ritenuta di competenza legislativa regionale residuale.

La Consulta, con la sentenza 226 depositata oggi, ha quindi stabilito che le ronde, introdotte dal Pacchetto Sicurezza del governo, non potranno intervenire in situazioni di disagio sociale. Sono state invece dichiarate non fondate le questioni di legittimità  costituzionale dell’art. 3, commi 41, 42 e 43, della medesima legge 15 luglio 2009, n. 94, promosse dalle Regioni Toscana, Emilia-Romagna e Umbria, in riferimento agli artt. 117, secondo, quarto e sesto comma, e 118 della Costituzione, nonchè al principio di leale collaborazione, con i ricorsi indicati in epigrafe.




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