Mantova, ordinanza per colpire i pendolari dell’accattonaggio

L’ordinanza prevede: divieto di “accattonaggio molesto”, divieto di “bivacchi e giacigli” nei luoghi pubblici e di dormire per strada, maggiori controlli sulla prostituzione. Ma Chiesa e volontariato sono contrari

Redattore sociale Sergio Segio • 22/6/2010 • Paure, conflitti, sofferenze urbane • 288 Viste

MILANO – “A Mantova non c’è trippa per gatti”, usa modi spicci il nuovo sindaco Nicola Sodano (Pdl) per presentare il pacchetto sicurezza approvato ieri.  L’ordinanza prevede: divieto di “accattonaggio molesto”, con multe da 25 a 500 euro e sequestro del denaro frutto delle elemosina, divieto di “bivacchi e giacigli” nei luoghi pubblici e di dormire per strada, maggiori controlli sulla prostituzione. Inoltre, è stato istituito un nucleo mobile di polizia comunale formato da sei uomini (più tre per il servizio notturno), per vigilare su commercio abusivo, luoghi pubblici, prostituzione e per coadiuvare le forze di polizia nelle opere di sgombero delle abitazioni occupate illegalmente.

L’ordinanza mira a colpire i pendolari dell’accattonaggio.”Ci sono squadre di mendicanti professionisti che si stanno spostando a Mantova dalle provincie di Brescia e Verona – afferma il Sindaco -. Lo fanno perché a Mantova non era ancora presente un piano sicurezza. Per veri poveri, invece saranno rafforzati i servizi di aiuto”. Ma come si fa a distinguere l’accattonaggio tollerato da quello “molesto”, come si riconoscono i “professionisti del mendicaggio” dai “veri poveri”? “Grazie alla collaborazione tra le forze di polizia sarà  possibile individuare i gruppi professionisti – afferma il sindaco -. Si tratta di misure necessarie per il decoro della città “.

Chiesa e volontariato sono contrari all’ordinanza. Tra questi anche Davide Boldrini, direttore del Centro di ascolto dell’associazione Agafe Onlus e membro Caritas Diocesana di Mantova: “Quello della povertà  per noi rimane un problema sociale che va affrontato con soluzioni sociali. Il sindaco parla di un racket organizzato, ma in realtà  non è così. Questa ordinanza va a colpire solo i bisognosi e per noi è pericolosa, perché porta avanti una politica del fastidio, che vuole allontanare quelle presenze che possono turbare la gente, ma così facendo si entra in una logica pericolosa che rischia di abbassare continuamente il livello di tolleranza dell’opinione pubblica”. (Andrea Legni)

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