Palermo, l’estate riporta l’incubo rifiuti

PALERMO – L’arrivo dell’estate fa rivivere a Palermo l’incubo dell’emergenza rifiuti. Ogni notte in tutta la provincia quintali di immondizia vengono dati alle fiamme da cittadini esasperati. Anche nella borgata di Mondello, che due giorni fa ha inaugurato la stagione balneare, ci sono cassonetti pieni, lastre di eternit abbandonate, bagnati costretti a scansare rifiuti sulla sabbia. E una nuova emergenza è alle porte: la discarica di Bellolampo ha le ore contate. Se entro dieci giorni la prefettura non consegnerà  all’Amia, l’azienda comunale che si occupa dei rifiuti, la nuova vasca, la quinta, per il conferimento dell’immondizia, i camion carichi di spazzatura non potranno più scaricare. L’Amia intanto paga le mille assunzioni clientelari volute dal Pdl e le missioni a Dubai per vendere agli arabi le improbabili competenze acquisite sulla raccolta differenziata. Risultato? L’azienda ha accumulato un debito di 180 milioni. Nonostante dal governo Berlusconi siano piovuti su Palermo 230 milioni, la società  rischia il fallimento. Oggi è in amministrazione straordinaria e cerca faticosamente di far ripartire i servizi.

Nel giugno del 2009 scoppiò la prima emergenza rifiuti con il capo della Protezione civile Guido Bertolaso costretto a volare a Palermo e a inviare l’esercito per ripulire la città . Ma se un anno fa la spazzatura si era accumulata per la protesta dei netturbini, preoccupati per il posto di lavoro, adesso l’incubo è la discarica. Bellolampo, che da cinquant’anni seppellisce 1.500 tonnellate di rifiuti al giorno, non ce la fa più. La quarta vasca, utilizzata negli ultimi mesi, sarà  satura entro dieci giorni. E la quinta non è ancora pronta. Sulla capienza della nuova vasca è lite tra le istituzioni, con l’Amia certa che potrà  durare al massimo fino a settembre, e la prefettura che sostiene possa bastare per sei mesi. Trascorsi i quali sarà  comunque emergenza, proprio come in Campania.
Il sindaco di Palermo Diego Cammarata nei giorni scorsi è andato a Roma per chiedere aiuto al ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo: il piano per la realizzazione dei termovalorizzatori varato dalla scorsa giunta Cuffaro è fermo, mentre nel nuovo voluto da Lombardo gli inceneritori non sono previsti. Ma in Sicilia presto potrebbe essere dichiarato lo stato di emergenza con Lombardo che vestirebbe i panni del commissario straordinario. In ballo c’è la possibilità  di realizzare un piccolo inceneritore a Bellolampo. Cammarata, intanto, ha chiesto alla Prestigiacomo di autorizzare nuovi lavori in discarica per evitare il collasso. Ieri il ministro ha però rimproverato il primo cittadino che lunedì, mentre la città  è in difficoltà , è volato in Sudafrica per assistere alla partita degli azzurri: «Ha fatto una sciocchezza», ha detto. Cammarata lunedì avrebbe dovuto incontrare anche i magistrati: è sotto inchiesta per l’allarme percolato a Bellolampo. Il liquido tossico prodotto dai rifiuti e dall’acqua piovana minaccia le falde acquifere e potrebbe avere invaso l’intera discarica. Proprio dalla indagini, che hanno portato al sequestro di un’azienda, è nato il sospetto che il percolato invece di essere smaltito in alcuni casi sia stato gettato in mare.
Intanto la città  boccheggia: l’Amia mette su strada solo 40 compattatori su 80 perché gli altri sono guasti, mentre gli spazzini lavorano senza mezzi: mancano persino le scope. Ogni notte, poi, ci sono decine di roghi. Sono stati almeno 300 nell’ultimo mese. Nei giorni scorsi le fiamme hanno lambito anche luoghi sensibili, come l’aeroporto Falcone e Borsellino e la prefettura. Ma l’emergenza è anche nell’hinterland: dopo la chiusura della discarica di Partinico, i comuni costieri si sono trovati sommersi della spazzatura.


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