Rimpatri volontari assistiti: verso una campagna nazionale

ROMA – Un capillare lavoro di formazione e informazione diretto a enti pubblici e privati, associazioni di migranti e ambasciate e consolati dei paesi d’origine, sull’opportunità  costituita dal programma di rientro volontario assistito, per i migranti che desiderino tornare al proprio paese supportati da un progetto di reinserimento lavorativo: è il principale risultato del primo anno di lavoro del progetto Nirva (Network italiano per i Ritorni Volontari Assistiti) realizzato dall’Oim (Organizzazione Internazionale per le Migrazion), dal Cir (Consiglio Italiano per i Rifugiati) e dall’Aiccre (Associazione Italiana Consiglio dei Comuni e delle Regioni d’Europa) e co-finanziato dal Fondo europeo Rimpatri (Fr) della Commissione Europea e dal Ministero dell’Interno.

Come è stato illustrato dalla dott.ssa Carla Olivieri, responsabile del progetto Nirva-Aiccre, nella conferenza stampa di presentazione dei risultati, in un anno di lavoro, sono state mappate 22.000 realtà  pubbliche e private che possono essere coinvolte nei progetti di rientro volontario assistito; realizzate 33 sessioni informative sui programmi dirette a 712 realtà  territoriali pubbliche e private; sono stati incontrati i responsabili di sei ambasciate e consolati dei paesi d’origine dei migranti e stampati 10.000 depliant informativi tradotti in 10 lingue. I rimpatri volontari assistiti di migranti, sono stati 228. Per la prossima annualità  il numero di rientri assistiti previsti resta di circa 200.

Per finanziare azioni di sostegno al rimpatrio volontario assistito, per il biennio 2009-2011, sono stati destinati circa 2 milioni di euro l’anno. I fondi destinati alla misura del Ritorno volontario sono intesi anche per azioni complementari, quali: la mappatura di comunità  straniere in Italia e azioni di informazione, sensibilizzazone e networking per attuare una rete di riferimento sul territorio. Durante la prima annualità  sono stati assistiti un totale di 228 immigrati a fronte di un finanziamento complessivo di 1.335.780 euro: il costo di ogni ritorno è risultato quindi di 5.800 euro a persona. La dott.ssa Carla Olivieri, responsabile del progetto Nirva-Aiccre, ha spiegato che questi vengono utilizzati per pagare il biglietto aereo di ritorno, gli operatori dell’Oim che gestiscono il rientro nel paese d’origine, un budget di 400 euro da consegnare a chi rientra e fino a 3.000 euro destinati al programma di reintegrazione nel paese. (lj)

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