Air France dimagrisce e taglia 4000 posti

ROMA – La buona notizia, per Alitalia è la firma della joint-venture transatlantica con i big di Sky Team. Quella cattiva è che Air France, principale azionista della compagnia italiana col 25%, naviga a vista e, secondo i sindacati francesi, ufficializzerà  nelle prossime ore un taglio di 4.109 dipendenti, dei quali 1.800 nei prossimi mesi, per un totale di circa 7 mila unità  entro la fine del 2013. La crisi in cui è sprofondato l’intero settore aeronautico, costringe anche il colosso dei cieli francese a rimodellare i propri piani e a rivedere il peso del costo del lavoro sull’azienda.Il risultato del bilancio archiviato poche settimane fa dal gruppo transalpino, infatti, è il peggiore di sempre, con perdite record vicine al miliardo e mezzo di euro. Per rimettere mano ai conti e farli nuovamente brillare, occorre una lunga cura ricostituente che partirà  dal costo del lavoro, con esodi volontari e blocco parziale del turnover. Air France-Klm, ha infatti un parco dipendenti otto volte quello di Alitalia, con circa 100 mila addetti e 600 aerei da tenere in volo quotidianamente. Il fatturato mantiene le proporzioni e lo scorso anno ha toccato i 21 miliardi di euro, nove volte il risultato del vettore con base a Fiumicino.

Pierre-Henri Gourgeon, numero uno della linea franco-olandese, ha quindi diversi problemi da affrontare in casa propria prima di cercare una fusione con la piccola italiana. Che da parte sua, proprio ieri con l’ad Rocco Sabelli ha ribadito l’intenzione di volare “da sola”, di non voler cedere alle lusinghe francesi pur restando saldamente all’interno di una joint venture in Sky Team. Ieri Sabelli, che ha siglato l’intesa transatlantica con Gourgeon, Richard Anderson (ceo di Delta) e Peter Hartman, (presidente e ceo di Klm), ha anche anticipato i dati relativi al semestre appena archiviato: i ricavi crescono del 10%, con numeri lusinghieri per i biglietti staccati sia sul medio raggio (+14%) sia sul lungo (+30%) con buone performance su regolarità  e puntualità . Inoltre Sabelli ha scacciato i fantasmi che da tempo aleggiano sui conti ricordando che in cassa ci sono complessivamente 500 milioni di euro.
L’alleanza mette a disposizione dei clienti Alitalia che vogliono attraversare l’Atlantico un network unico tra tutte e tre le compagnie che così dividono anche costi e ricavi su quelle rotte. Per Alitalia potrebbe essere una ventata di aria fresca sul bilancio 2010 visto che l’alleanza copre il 26% circa dell’intera capacità  dell’aviazione commerciale sulle rotte transatlantiche con quasi 250 voli giornalieri, 55 mila posti al giorno, 500 destinazioni in Europa e Nord America. Roma diventa così il settimo hub di questa rete assieme ad Amsterdam, Atlanta, Detroit, Minneapolis, New York-Jfk e Parigi Charles de Gaulle.
Secondo il presidente dell’Enac Vito Riggio, la joint venture è un passaggio molto importante per Alitalia anche perché «pensare di aggredire da soli la concorrenza su rotte intercontinentali significa andare a sbattere la testa». La compagnia, però non avrà  vita facile in futuro secondo il presidente dell’ente per l’aviazione civile: «Dovrà  faticare, e molto: perché il ricavo per ciascun passeggero si è abbassato e se oggi vuoi far volare la gente devi far pagare poco».


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