Ancora discriminazioni razziali, xenofobia e intolleranza in Europa

Diffuso oggi il Rapporto annuale della Commissione europea contro il razzismo e l’intolleranza del Consiglio d’Europa. Muiznieks: “Nell’ultimo anno si è inasprito il dibattito sull’immigrazione”. Preoccupa la crisi economica e i suoi effetti sui più deboli

Redattore sociale Sergio Segio • 8/7/2010 • Diritti umani & Discriminazioni • 208 Viste

ROMA – Aumento della disoccupazione, tagli dei servizi sociali, ma anche discriminazioni razziali, xenofobia e intolleranza. È questo, in sintesi, il grido di allarme lanciato dalla Commissione europea contro il razzismo e l’intolleranza del Consiglio d’Europa (Ecri), che questa mattina ha presentato il proprio Rapporto annuale sulla situazione europea. Il Rapporto esamina le tendenze principali sotto il profilo del razzismo, della discriminazione razziale, della xenofobia, dell’antisemitismo e dell’intolleranza. Nello stesso tempo, attraverso il rapporto, l’Ecri esprime la propria preoccupazione circa gli effetti della crisi economica sui gruppi più vulnerabili, con particolare attenzione alla crescita della disoccupazione e al taglio dei servizi sociali. Il clima negativo – si legge in una nota – che attraversa l’opinione pubblica, e viene ulteriormente esasperato da discorsi politici xenofobi, ha contribuito a generare l’idea che gli immigrati fossero i maggiori responsabili della disoccupazione e del deterioramento della situazione sul fronte sicurezza. 

Per tutte queste ragioni l’Ecri richiama gli Stati europei all’effettiva applicazione delle leggi nazionali che consentono di prevenire e combattere il razzismo, l’intolleranza e la xenofobia e a riempire eventuali vuoti normativi che continuano a sussistere in questo senso. Sebbene la Commissione europea contro il razzismo e l’intolleranza – si legge sempre nella nota – riconosca lo sforzo di molti Stati nell’adottare una legislazione appropriata, viene sottolineato anche che tale applicazione “rimane spesso una sfida”. Altri motivi di preoccupazione da parte dell’Ecri sono il persistere di diffuse pratiche di polizia a sfondo razziale, abusi nella lotta contro il terrorismo e pratiche di polizia brutali nei confronti dei gruppi vulnerabili.

Anche le conclusioni del rapporto sono tutt’altro che incoraggianti. Il popolo rom continua a sperimentare situazioni di esclusione sociale e aperta ostilità , come anche raid contro i propri accampamenti e perfino omicidi. Persiste il razzismo nei confronti dei neri che spesso si traduce in attacchi verso la comunità  e in insulti legati al colore della pelle nel corso delle manifestazioni sportive. I musulmani restano tuttora discriminati nella ricerca del lavoro, nell’immigrazione e nell’istruzione e negli ultimi tempi sono stati anche oggetto di specifiche restrizioni legislative. Al contrario, secondo il Rapporto, sarebbe necessario che gli Stati facessero di più per incoraggiare la tolleranza nei confronti delle altre religioni. Infine, anche l’antisemitismo non è stato ancora debellato in Europa: non sono infatti scomparsi gli attacchi alle sinagoghe e ai cimiteri ebrei e l’Olocausto continua ad essere oggetto di diniego.

Allarme circa il generale innalzamento della violenza razzista in Europa è stato espresso anche dal presidente dell’Ecri, Nils Muiznieks: “Nell’ultimo anno c’è stato un inasprimento del dibattito sull’immigrazione e un aumento generale dei comportamenti xenofobi e intolleranti, inclusi aspri attacchi verbali e incidenti violenti”, ha commentato. Il presidente dell’Ecri ha inoltre biasimato la mancata ratifica da parte dei 29 Stati membri del Consiglio d’Europa del Protocollo n.12 alla Convenzione europea per i diritti umani e si è appellato affinché venga ratificato il più presto possibile. (ap)

 

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