Appello per i 250 eritrei “La Libia fermi le deportazioni”

Secondo testimonianze raccolte dal Consiglio Italiano Rifugiati, i 245 sono sottoposti a pesanti maltrattamenti e sono tenuti in estrema scarsità  di acqua e di cibo. Molti di essi sono feriti o debilitati dopo un lungo viaggio chiusi in un container, ma le autorità  libiche non si preoccupano di fornire cure mediche. Il viaggio in queste condizioni sarebbe stato decretato come «punizione» per una rivolta e un tentativo di fuga del centro di Misurata, la sera del 29 giugno. La notizia della deportazione e dei maltrattamenti è giunta in Italia attraverso sms inviati dagli stessi rifugiati.
Interrogazioni e appelli al governo perché intervenga nella vicenda sono state presentate dall’opposizione al completo e anche da qualche deputato della maggioranza. Margherita Boniver, inviato del ministro Franco Frattini per le emergenze umanitarie, nega che ci siano responsabilità  italiane nel respingimento dei 245 e chiede «il rispetto della sovranità  della Libia», augurandosi che la vicenda «finisca bene»


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