Battuto l’ultrà  Kaczynsky Komorowsky presidente

VARSAVIA. Bronislaw Komorowski ha stappato la grande bottiglia di champagne che, domenica sera, dopo la diffusione dei primi exit poll, per precauzione, aveva tenuto in frigo e, col sorriso sulle labbra, ha festeggiato col suo entourage e i propri sostenitori la conquista di palazzo Belvedere, residenza ufficiale del presidente della repubblica. Dopo una notte al cardiopalma che ha regalato a tutti gli osservatori un sorprendente testa a testa con Jaroslaw Kaczynski, ieri la commissione elettorale ha ufficializzato i dati dello scrutinio: 52. 6% per Komorowski e 47.4% per lo sfidante Kaczynski.
La Polonia ha un nuovo presidente, il quarto eletto democraticamente dopo il collasso del regime comunista nel 1989. Ma i risultati del ballottaggio di domenica, fotografano un paese spaccato in due. Le cifre parlano chiaro: le regioni del nord-ovest hanno votato in maggioranza per il candidato del partito di governo Platforma Obywatelska (Po, Piattaforma civica), mentre le regioni del sud-est hanno confermato di essere il bastione inespugnabile dell’ultra-conservatorismo incarnato dal partito di opposizione guidato da Jaroslaw Kaczynski, Prawo i sprawiedliwosc (Pis). La Polonia di serie A e la Polonia di serie B. La parte più ricca e produttiva del paese contro quella più povera, legata ai valori religiosi del tradizionalismo cattolico. L’affluenza alle urne è stata del 56%. Un risultato ragguardevole se si paragona alle presidenziali del 2005, quando al ballottaggio si recarono ai seggi appena il 49.6% degli aventi diritto al voto, la partecipazione più bassa registrata in Polonia in una competizione elettorale.
Ma chi è il quarto presidente della repubblica polacca? Figura di spicco del partito di governo Po, Komorowski iniziò il suo percorso politico negli anni della dissidenza a fianco di Solidarnosc. Dal 1997 al 2000 presiedette il Comitato parlamentare di difesa nazionale e dal 2000 al 2001 fu ministro della difesa nel governo di Jerzy Buzek. Nel 2007 viene eletto maresciallo del Sejm (presidente del parlamento polacco), per poi assumere la carica di presidente ad interim dopo la morte di Lech Kaczynski nella tragedia di Smolensk. Liberal-conservatore ed europeista di ferro, Komorowski sembra aver convinto la maggioranza dei polacchi, i quali hanno bocciato la retorica nazionalista di Jaroslaw Kaczynski. Un personaggio poco carismatico ma dai toni moderati e rassicuranti a cui toccherà  il difficile compito di unire un paese spaccato in due. Laico quanto basta, il neo-presidente eletto si è espresso più volte a favore di una legge sulla fecondazione assistita. Mentre sull’aborto, che in Polonia è regolamentato da una legislazione tra le più restrittive al mondo, non ha proferito parola, ingraziandosi l’occhio vigile delle gerarchie ecclesiastiche. E a proposito della chiesa, vale la pena fare un appunto. Ufficialmente l’episcopato polacco non ha preso posizione durante la campagna elettorale. Tuttavia, non è un mistero la sua predilezione per il «figliuol prodigo» Kaczynski. Ne sono prova l’appoggio incondizionato di Radio Maryja verso il candidato ultra-conservatore e gli episodi di «propaganda» denunciati da molti fedeli durante le omelie in diverse chiese sparse sul territorio nazionale.
A voler tirare le somme, il vero vincitore di queste presidenziali è Donald Tusk, l’attuale premier e leader di Po, che sulla candidatura di Komorowski si è giocato tutta la sua credibilità  politica. Adesso il suo governo può contare sulla sponda istituzionale di un presidente amico e avviare quel percorso di riforme in campo economico e sui diritti civili tante volte promesso ma sempre stoppato dal veto di Lech Kaczynski. Niente più alibi, insomma. Oltretutto Tusk potrebbe contare anche sulla collaborazione dei social-democratici che al ballottaggio hanno recitato la parte di spettatori partecipanti. «La cosa più importante, ora, è che Komorowski mantenga le promesse fatte nell’ultima settimana di campagna elettorale», ci ha detto per telefono Gregosz Napieralski, leader del partito socialdemocratico, Sld. «Ha chiesto il sostegno dei nostri elettori e dai risultati elettorali sembra che lo abbia ottenuto». Napieralski dopo il primo turno era arrivato terzo col 13.7% e aveva fatto sapere di non dare indicazione di voto ai propri supporters. «Mi sento in dovere di chiedere a lui – continua – che quando il 1° settembre si tornerà  a scuola, gli insegnanti trovino un significativo aumento in busta paga e che gli studenti abbiano lo sconto del 50% sui biglietti dei treni e dei mezzi pubblici. Che le università  siano sovvenzionate e che la sanità  pubblica ritorni ad essere una priorità  per il paese». «Noi – conclude – siamo pronti ad aiutarlo».
Nota a margine. Nel black-out generale dei media, sabato (giornata di silenzio elettorale) il segretario di stato Usa, Hillary Clinton, ha siglato a Cracovia col ministro degli esteri polacco Sikorski l’accordo sullo scudo spaziale, il nuovo piano di difesa antimissile, che ha rimpiazzato il vecchio progetto dell’amministrazione Bush.


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