Caos rom a Roma minori sgomberati e campi violenti

Nuova mossa del Comune di Roma nella spinosa questione dei campi rom. Dopo varie avvisaglie, ma in realtà  senza preavviso, ieri l’VIII gruppo della polizia municipale ha provveduto a radere al suolo dieci baracche del campo rom La Muratella.

Cinzia Gubbini - il manifesto Sergio Segio • 1/7/2010 • Paure, conflitti, sofferenze urbane • 145 Viste

Non è certo la prima volta che a Roma vengono buttate all’aria baracche. Ma, in genere, questo è un modo di agire riservato agli accampamenti abusivi e improvvisati. Stavolta il trattamento è toccato a un gruppo di rom che da anni vive a Roma, di nazionalità  serba, che viveva in un gruppo di circa dieci baracche. Abusivo, formalmente, ma per le storie complicate che vanno avanti da anni nella capitale. Buttato tutto all’aria. La notte i rom l’hanno passata all’addiaccio, compresi i loro figli, diversi dei quali sono iscritti regolarmente a scuola. Proprio pochi giorni fa il sindaco Gianni Alemanno si era recato al campo. Aveva spiegato che si trattava di uno degli insediamenti da chiudere e ricollocare, in base al famoso «Piano nomadi» (il nome è tutto un programma) ma aveva anche assicurato che sarebbero state trovate delle soluzioni abitative alternative. Ieri, invece, il blitz che ha riguardato solo una decina di baracche. Altre 15 sono rimaste in piedi e sono stati portati dei bagni chimici. Alcuni volontari che lavorano nel campo però assicurano che tra i due insediamenti non c’è alcuna differenza, e che quindi la manovra del Comune appare piuttosto oscura. Per l’assessore alle politiche sociali Sveva Belviso «abbiamo avviato un dialogo con i residenti del quartiere per arrivare ad una soluzione condivisa attraverso un percorso partecipato che porterà , nel più breve tempo possibile, alla chiusura del campo e – conclude Belviso – alla ricollocazione delle persone aventi diritto in campi attrezzati». Il sindaco Gianni Alemanno ha incontrato ieri il prefetto Pecoraro, e poi ha dichiarato: «I nuovi insedimenti saranno realizzati nei primi sei mesi del 2011». Ma il nodo dei nuovi insediamenti è proprio quello più difficile da sciogliere. Già  con lo sgombero di Casilino 900 è stato dimostrato che i rom vengono ammassati in campi già  essitenti. Come quello di Salone dove, è notizia di ieri, la situazione è ormai esplosiva: quello che molti consideravano un «campo doc» è diventato teatro di violenze e scontri tanto da richiedere un rafforzamento della sorveglianza.

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