Il medico in ferie, stop alla pillola abortiva

BARI— Numero verde muto, prenotazioni sospese. Lo scorso aprile, dopo quattro anni di sperimentazione, la Puglia fu la prima regione ad introdurre in Italia la pillola abortiva Ru486. Fece da apripista, scatenando un vespaio di polemiche politiche a livello nazionale. Quattro mesi dopo, il servizio viene interrotto, perché l’unico medico non obiettore di coscienza che ha deciso di adottare la Ru, il ginecologo del Policlinico di Bari, Nicola Blasi, da domani sarà  in ferie.

Stop quindi all’aborto farmacologico, per almeno un mese, probabilmente fino a settembre, la pillola non verrà  somministrata. «Il numero verde 800.893999 è stato disattivato momentaneamente – spiega Blasi – non essendo noi più in grado di accettare prenotazioni». In lista sono rimaste solamente due donne, entrambe della provincia di Bari, che abortiranno con la Ru nelle prossime ore. Dopodiché, per circa 30 giorni il servizio sarà  bloccato. In questi primi quattro mesi, sono state 50 le donne che hanno optato per l’aborto farmacologico, preferendolo ai bisturi. Blasi aveva ricevuto la promessa del potenziamento dell’organico, con l’assunzione di due ostetriche e altrettante infermiere che avrebbero dovuto costituire l’equipe. Un gruppo che si sarebbe dovuto concentrare esclusivamente sugli aborti chimici e che avrebbe avuto a disposizione anche un ambulatorio dedicato. Di tutto questo nulla, o quasi, è stato realizzato. «L’unico aiuto in più – dice il medico – è l’infermiera che è stata trasferita per gestire la lista d’attesa e rispondere ai quesiti delle donne che ci contattano al numero verde » .

L’equipe, se così si può definire, è attualmente composta da Blasi, un’ostetrica che lavora quotidianamente al primo piano della clinica ginecologica e quindi è impegnata anche in altre attività  del reparto, più le specializzande. Anche dell’ambulatorio riservato non c’è traccia: era stata prevista la sua collocazione al piano terra ma non si è fatto più nulla. «Uso l’ambulatorio generale», ammette il camice bianco del centro d’eccellenza. Se a Bari il servizio si sta interrompendo, nel resto della regione non è mai partito. Non c’è stato un seguito alla riunione tra l’assessore alla Sanità , Tommaso Fiore, e i 32 ginecologi non obiettori di coscienza pugliesi. Lo scorso aprile, il numero uno della sanità  incontrò tutti i medici per mettere a punto una linea comune sull’uso della Ru486. Una sorta di protocollo d’intesa, un vademecum che ogni specialista avrebbe dovuto rispettare. Le decisioni prese sono rimaste lettera morta e, soprattutto, il Policlinico di Bari continua a essere l’unico centro a somministrare la pillola abortiva. Eppure Fiore era stato perentorio: «D’ora in avanti – annunciò – avere sempre nella disponibilità  delle farmacie degli ospedali la pillola abortiva non sarà  una opzione, ma un obbligo. A decidere non sarà  la politica, non saranno i medici, bensì sempre la donna». Fu detto che almeno un ospedale per provincia avrebbe dovuto seguire l’esempio barese, ma quattro mesi dopo anche il Policlinico si ferma.


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