Intercettazioni, il Pdl studia modifiche

ROMA – Il disegno di legge sulle intercettazioni «non è la Bibbia». Il ministro degli Esteri Franco Frattini rilancia un’espressione per ora in voga nel Pdl (l’aveva utilizzata un paio di giorni addietro il senatore Quagliariello) e sintetizza così l’esito del vertice di Palazzo Grazioli. Testo non «intoccabile», appunto, e via libera a nuove modifiche. Proprio per questa ragione oggi il gruppo parlamentare chiederà  alla Camera lo slittamento del termine per la presentazione degli emendamenti. Non dovrebbe essere, però, un rinvio significativo: probabilmente solo da lunedì a martedì prossimi. Perché i big del partito riuniti con Berlusconi (coordinatori, capigruppo, i ministri Alfano, Matteoli e Frattini) hanno ribadito l’intenzione di fare in fretta. «Dipende dal calendario, ma per me è possibile approvare il testo alla Camera prima della pausa estiva», ancora il titolare della Farnesina. E aggiunge: «È inutile lasciare appesa una cosa così per tanto tempo». Gli emendamenti sono nelle mani del Guardasigilli Angelino Alfano che «sta riflettendo». Di certo, sottolinea Frattini, «terremo conto delle perplessità  del Quirinale».
È un’apertura, quella del Pdl, ma almeno a parole non ci sono variazioni sulla road map: avanti per cercare un’intesa politica e il sì dell’aula entro le ferie d’agosto. Previsione che ai più sembra ottimistica. In ogni caso la sede del confronto, sulle modifiche, si sposta nella commissione Giustizia di Montecitorio retta dalla finiana Giulia Bongiorno. E si è aperto un nuovo, stretto, canale di dialogo fra le due fazioni del Pdl sul terreno minato delle norme sulle intercettazioni criticate anche da Famiglia cristiana: «La privacy non era una priorità , fino a quando non sono stati toccati gli appartenenti alla casta».
Ieri Gianfranco Fini, a Ravenna, ha rievocato non a caso il concetto di libertà : «Deve essere considerata il punto di riferimento di ogni buona politica. Ma la libertà  – dice il presidente della Camera – viene meno nel momento in cui non si rispettano le istituzioni, non si riconosce l’avversario, non si cerca di privilegiare l’interesse generale al pur legittimo interesse di parte». Fini continua a tessere la sua tela. E così martedì scorso ha incontrato Massimo D’Alema per discutere con lui del seminario di Asolo organizzato congiuntamente dalle rispettive fondazioni. Altro argomento di discussione l’attività  del Copasir, presieduto dall’ex premier. Ma è probabile che i due uomini politici si siano scambiati anche qualche idea sulle fibrillazioni in atto nel centrodestra. A partire magari dalle intercettazioni.
Il Partito democratico diffida dell’evoluzione della vicenda. E chiede alla maggioranza «modifiche reali» e non operazioni di «maquillage» sul disegno di legge. «Se a farsi portavoce del vertice del Pdl è addirittura il ministro degli esteri – afferma Donatella Ferranti, capogruppo Pd in commissione – vuol dire che la rottura nella maggioranza assume ormai una dimensione internazionale. Non si comprende in ogni caso con quale titolo Frattini pensa di poter dettare i tempi al Parlamento. Sull’apertura alle modifiche – prosegue la Ferranti – auspichiamo che il ministro abbia consapevolezza che le perplessità  emerse sono radicali e toccano il cuore del provvedimento».


Related Articles

Covid-19 e brevetti, i diritti di proprietà contro il diritto alla vita

Pandemia. Ne va della vita. Eppure le multinazionali farmaceutiche hanno potuto ricattare Stati e governi manovrando il rubinetto delle forniture di vaccini

Così all’estero il lavoro svuota le carceri

In Gran Bretagna c’è un carcere, quello di Peterborough nel Cambridgeshire, dove se nel 2014 scenderà almeno del 7,5% il tasso di recidiva di 3 mila detenuti — ammessi nel 2010 a un programma di reinserimento sociale attraverso lavori finanziati con 5 milioni di sterline da 17 investitori privati — costoro incasseranno un rendimento annuo del 13% per 8 anni (meglio di qualunque titolo in Borsa), pagato dal ministero della Giustizia inglese con una quota dei soldi di una lotteria nazionale.

Covid-19. RSA, su 601 controllate 104 sono irregolari

Se si prende in considerazione il lavoro svolto dal Nas dall’inizio dell’anno – quindi anche prima dell’arrivo ufficiale della pandemia – i controlli sono stati 918, con 183 irregolarità

No comments

Write a comment
No Comments Yet! You can be first to comment this post!

Write a Comment