Intimidazioni e uccisioni: opposizione in pericolo mentre il Ruanda va al voto

Il Ruanda sembra essersi ripreso dal genocidio del 1994, che ha provocato la morte di circa un milione di persone, ma l’improvviso aumento delle violenze alla vigilia delle elezioni presidenziali è il segno che il paese non è ancora fuori pericolo

Redattore Sociale Sergio Segio • 29/7/2010 • Internazionale • 217 Viste

In esclusiva da News from Africa
NAIROBI – Il Ruanda sembrerebbe essersi ripreso dal genocidio del 1994 che ha provocato la morte di circa un milione di persone ma l’improvviso aumento delle violenze alla vigilia delle elezioni presidenziali è un chiaro segno del fatto che il paese non è ancora fuori pericolo.
Esperti politici paragonano il periodo di propaganda elettorale in Ruanda a quello dell’Apartheid in Sudafrica, in particolare considerando le persecuzioni subite dall’opposizione da parte degli organi di sicurezza del Fronte Patriottico del Ruanda (Rpf) al governo. L’Rpf – un’organizzazione creata dai rifugiati ruandesi nel 2006 con una ridottissima base politica che ha preso il potere con la forza armata nel 1994 – dopo 16 anni ancora non ha superato la propria debolezza strutturale. E mentre la data delle elezioni si avvicina, le memorie del genocidio del 1994 si profilano minacciosamente, se le recenti uccisioni e persecuzioni subite da attivisti dell’opposizione e sospetti dissidenti stanno a significare qualcosa.
Il 14 luglio Andre Kagwa Rwisereka, il Primo vicepresidente del partito di opposizione dei Verdi democratico del Ruanda è stato trovato morto con la testa staccata dal corpo nelle paludi del fiume Makula vicino Butare, Ruanda. Lo stesso giorno in Tanzania, Wani Mwaikusa, legale per i diritti umani, Avvocato Difensore della Corte Penale Internazionale per il Ruanda (Ictr) e Professore di Legge all’Univeristà  di Dar Es Salaam è stato ucciso a colpi di pistola fuori dalla sua abitazione. Non è sfuggito agli osservatori che l’assassinio del Professor Mwaikusa è seguito all’arresto illegale di altri avvocati rappresentanti di presunti opponenti del governo ruandese, e che il governo del Ruanda continua a rifiutare di riconoscere l’immunità  garantita dall’Onu agli avvocati difensori della Ictr.
Le uccisioni di Rwisereka e del Professor Mwaikusa sono avvenute poco dopo l’omicidio di Jean Leonard Rugambage, un’importante giornalista dell’opposizione ruandese fuori dalla sua casa a Kigali.

Ma non è tutto. Gli omicidi sono avvenuti dopo che un ex generale ruandese è sopravvissuto ad un apparente tentativo di omicidio in Sudafrica, dove sta cercando asilo. Ancora, centinaia di potenziali sostenitori dell’opposizione ruandese sono stati arrestati o sono scomparsi misteriosamente, e non se ne sa più nulla. In particolare, il candidato presidenziale ruandese Victoire Ingabire è stato arrestato per accuse di “negazione del genocidio” per aver suggerito che sia i Tutsi che gli Hutu erano vittime della guerra civile del 1990-94 e del genocidio, così come i suoi legali, un olandese, uno statunitense e un ruandese.
Sembrerebbe che la persecuzione dei leader dell’opposizione sia la tattica non ortodossa a cui ricorre il partito dirigente Rpf per mettere a tacere i suoi oppositori. Madame Victoire Umuhoza, una delle favorite delle prossime elezioni del 2010 è stata picchiata insieme al suo assistente da una folla inferocita fuori da un edificio governativo dove si trovava per motivi di campagna elettorale. Sia lei che il suo assistente sono stati attaccati e quando le autorità  sono state avvertite, hanno interrogato il suo assistente invece di prestare aiuto alle vittime.

Jean Bosco Gasasira, editore del giornale bandito Umuvugizi si è dovuto nascondere dopo che il suo co-editore Rugambage è stato ucciso a sangue freddo. Ora è rintanato a Kampala, dove passa la maggior parte del tempo a spostarsi di casa in casa per motivi di sicurezza, per timore di incorrere nello stesso destino del suo ex collega.
La polizia ruandese ha anche recentemente arrestato Saidati Mukakibibi, una giornalista indipendente che lavora per il giornale indipendente Umuraby, per aver paragonato il presidente Kagame con il leader nazista Adolf Hitler; la polizia ha poi negato che la detenzione della giornalista fosse collegata alle prossime elezioni, insistendo che era stata arrestata per diffamazione.
Fra gli attacchi, le uccisioni e le intimidazioni, abbondano i timori che le elezioni ruandesi possano non essere libere ed imparziali. Difensori dei diritti umani nel mondo accusano il Presidente Paul Kagame di crimini di guerra, crimini contro l’umanità , governo autocratico e oppressione politica. Amnesty International ha condannato in particolare un preoccupante attacco ad un gruppo di opposizione ruandese mentre il paese si prepara alle elezioni presidenziali del prossimo agosto.

In una lettera al Presidente Kagame del Febbraio 2010, Amnesty International lo ha esortato ad sfruttare le elezioni come un’opportunità  per mostrare l’impegno del governo per la libertà  di espressione, associazione e assemblea pacifica.
“Le elezioni passate sono state rovinate dall’intimidazione, tuttavia il voto di quest’anno dà  al Ruanda l’opportunità  di promuovere i diritti invece che la repressione,” ha affermato la vicedirettrice del Programma Africa di Amnesty International Tawanda Hondora. La lettera è seguita agli attacchi di due membri delle Forze democratiche unite (Forces Démocratiques Unifiées, FDU-Inkingi) e alla persecuzione del Presidente del Partito dei verdi democratico del Ruanda (Parti Démocratique Vert du Rwanda, Dgpr).
“Amnesty International è preoccupata che questi recenti incidenti siano parte di un più ampio piano di intimidazione e persecuzione per scoraggiare e screditare i gruppi di opposizione,” ha detto Hondora.
Frank Habineza, presidente del Partito dei verdi, ha anche denunciato di essere stato minacciato il 4 Febbraio in un hotel a Kigali, la capitale, da un uomo che egli sospetta essere un agente di sicurezza.
(Vedi lancio successivo)

 

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