Medici in sciopero, il 75% aderisce

ROMA – Sale il peso della manovra, che dopo l’esame del Senato, arriva a superare i 25 miliardi, mentre ieri hanno scioperato i medici e oggi i vigili del fuoco. Sale anche il peso delle entrate che il passaggio a Palazzo Madama ha fatto lievitare dal 35,5 per cento al 37,5 per cento del totale dell’intervento. Ma soprattutto la correzione biennale dei conti pubblici rischia di non essere sufficiente a causa dell’impatto recessivo sull’economia: uno 0,5 di calo del Pil, calcolato dallo stesso governo, che può provocare una riduzione delle entrate e dunque nuove esigenze di cassa, in assenza di una ripresa dell’economia, da fronteggiare con una manovra bis. E’ questo il primo messaggio che arriva al ministro dell’Economia Giulio Tremonti dal Servizio Bilancio della camera che ha compiuto un primo esame del decretone al nastro di partenza a Montecitorio. Alle osservazioni dei tecnici fa riferimento il Pd che ieri ha lanciato nuove bordate alla manovra: «Tra pochi mesi il governo sarà  costretto ad intervenire di nuovo con una manovra bis», ha detto Stefano Fassina, responsabile economico del Pd.
Il testo della manovra, che concluderà  il passaggio in Commissione il 26 luglio con l’approdo in aula per avere la fiducia il 29, sembra «blindato»: è sembrato confermarlo lo stesso relatore Gioacchino Alfano (Pdl) che ha annunciato che non presenterà  emendamenti e ha osservato che «non ci sono tempi per modifiche».
Intanto non si arrestano le proteste. Ieri è stata la volta dello sciopero dei medici: la sanità  pubblica si è fermata per 24 ore mentre oggi si asterranno dal lavoro i vigili del fuoco. Secondo i sindacati l’adesione allo sciopero è stata del 75% mentre il dipartimento della Funzione pubblica ha parlato, come ha fatto per lo sciopero del pubblico impiego, di una cifra minore, ovvero del 5,11%. Durante la mattinata, oltre un centinaio di medici si sono radunati in un sit-in davanti a Montecitorio, alla presenza di Ignazio Marino (Pd), in camice bianco, mentre si valuta che l’agitazione abbia provocato il rinvio di 40 mila interventi. Polemiche anche sul blocco del turn over che sarebbe previsto per i sanitari: il ministro della Salute Fazio ha assicurato che non è contenuto dalla manovra, ma lo stesso Marino ha replicato che il testo non è chiaro in proposito e che serve una esplicita dichiarazione di Tremonti in tal senso. Nel corso della giornata spunta anche la Federanziani: l’associazione ha lamentato i disservizi legati allo sciopero del Servizio sanitario nazionale.
Tornando ai dubbi avanzati dal Servizio Bilancio della Camera sulla manovra, l’elenco è piuttosto nutrito. Sembrerebbero sovrastimati i gettiti di alcune misure come l’aggravio delle tasse sulle stock option, i pedaggi stradali, l’Ires sulle assicurazioni, la norma che impone la regolarizzazione delle case-fantasma (sconosciute al catasto) e il redditometro. In tutto le entrate della manovra ammontano a 10 miliardi soprattutto indirizzate alla lotta all’evasione tema sempre più in primo piano: proprio ieri si segnala la nascita della Lef, associazione per la legalità  e l’equità  fiscale (nel consiglio direttivo anche Massimo Romano).


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