Milano, si cointesta un contratto per far ottenere l’affitto a una famiglia rom

Un residente della zona ha firmato insieme a un rom un contratto di affitto, l’unico modo per far avere una casa alla famiglia sgomberata dall’ex palazzina Enel nel novembre 2009. E si moltiplicano le iniziative di solidarietà 

Redattore sociale Sergio Segio • 1/7/2010 • Buone pratiche e Buone notizie • 260 Viste

MILANO – “Pensavo di essere di mentalità  aperta, ma mi sono reso conto che avevo molti pregiudizi”: L.M. ora ha messo la sua firma sul contratto di affitto insieme a quella di una famiglia rom con quattro figli. “L’unico modo per trovare loro una casa era quello di cointestarmi il contratto -racconta-. Quasi nessuno è disposto a dare il proprio appartamento a un rom se non c’è chi fornisce una garanzia”. L.M. abita in zona Rubattino, nord di Milano, e ha conosciuto questa famiglia dopo che è stata sgomberata, insieme ad altri circa 300 rom, dall’ex palazzina Enel, nel novembre 2009. La maestra elementare di uno dei bambini abita proprio nel condominio di L.M. e lo ha convinto a ospitarlo per qualche notte. “Ho scoperto che i genitori di questo ragazzino erano persone brave, emigrate dalla Romania per cercare una vita migliore -continua L.M.-. Ne è nato un bel rapporto, ho fiducia in loro”.

Circa 200 rom, tutti reduci dallo sgombero di novembre, man mano sono tornati in zona e si sono sistemati nei capannoni dismessi dell’Innse. Per questa sera, alle 18, la Lega Nord ha organizzato un presidio di protesta, contro il Comune di Milano reo di non fare abbastanza sgomberi. Ma intorno ai rom di Rubattino si è creata una rete di solidarietà  i cui nodi sono formati da singoli cittadini, come L.M., le parrocchie, le insegnanti delle scuole elementari e medie della zona e le associazioni. “In questi mesi ben 14 famiglie rom, circa 80 persone, hanno trovato una casa grazie alla solidarietà  del quartiere -spiega Stefano Pasta, volontario della Comunità  di S. Egidio, una delle associazioni che più si sono spese per i rom di Rubattino-. Gli sgomberi senza alternative non servono ed è stato il volontariato a trovare una casa a queste persone e non le istituzioni”.

L.M. non si sente un eroe né un santo. “Dietro la mia firma c’è un gruppo di persone che sta aiutando questa famiglia”, racconta. L’affitto dell’appartamento è di circa 600 euro al mese. “Il capofamiglia ha una borsa lavoro e riesce a pagare una parte del canone -aggiunge-,  del resto se ne fa carico questo gruppetto. Entro la fine dell’anno dovrebbero essere autonomi e non aver più bisogno del nostro contributo economico”.

La rete di solidarietà  intorno ai rom di via Rubattino ha portato alla creazione di 15 borse lavoro. “Alcune di queste si stanno trasformando in contratti veri e propri -aggiunge Stefano Pasta-. Inoltre in questi mesi i bambini hanno frequentato la scuola e adesso stanno frequentando gli oratori feriali. Settimana prossima alcuni parteciperanno a un campo estivo in provincia di Bergamo con altri bambini italiani e stranieri”. La Comunità  di S. Egidio ha inoltre organizzato un corso di italiano per adulti, che si terrà  nelle prossime settimane nella sede Acli di Lambrate. “Ci andranno anche alcuni rom”, sottolinea. (dp)

 

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