Polonia, sfida decisiva per la presidenza

   VARSAVIA – Oggi è il giorno della verità  per la sfida di Jaroslaw Kaczynski. Il leader dell’opposizione nazionalconservatrice polacca (Pis) sfida il candidato del partito di governo liberal, Bronislaw Komorowski, al ballotaggio delle elezioni presidenziali anticipate, e il distacco tra i due nelle ultime ore si è ridotto fino a far apparire possibile una vittoria di Kaczynski. Un sondaggio vede Kaczynski in vantaggio per 49 a 47, in altri egli tallona Komorowski con pochi punti in meno, cioè tra il 44 e il 45,2 per cento contro il 47,6-51. Due visioni della Polonia e dell’Europa si confrontano, sullo sfondo dell’emozione per la tragica scomparsa del gemello di Jaroslaw, il presidente Lech, nella sciagura aerea di Smolensk il 10 aprile. Komorowski, il candidato governativo, difende le riforme, l’europeismo e l’austerità  in nome dell’adesione futura all’euro, sostenute dal premier Donald Tusk. Kaczynski frena sull’Europa, promette più spesa pubblica e la difesa dei tradizionali valori cattolici. La Chiesa mostra di preferire Kaczynski, i partner europei sperano nel suo rivale. Se eletto, Kaczynski avrebbe il potere di bloccare col veto ogni legge e riforma del premier Tusk e di condizionare la politica estera. 
Intanto ieri il Segretario di Stato Hillary Clinton, in visita a Cracovia, ha firmato col governo polacco l’accordo per l’installazione di missili difensivi antimissile Usa nel paese. Le armi, osteggiate da Mosca, sono viste dalla Nato come scudo contro la minaccia di missili nucleari iraniani.


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