Shaker e Wspak: verso una rete dei giornali sul disagio nelle stazioni

A Varsavia l’incontro tra la redazione del giornale dei senza dimora della stazione Termini e il giornale di strada polacco. Radicchi: “In autunno un nuovo incontro a Roma e forse il gemellaggio. Anche Shaker potrebbe diventare giornale di strada”

Redattore sociale Sergio Segio • 28/7/2010 • Buone pratiche e Buone notizie • 181 Viste

ROMA – Un gemellaggio tra Polonia e Italia, costruito intorno a due giornali di strada che nascono all’interno delle stazioni di Roma e di Varsavia. Per il momento è solo un’idea, ma presto potrebbe prendere forma il progetto avviato poche settimane fa con l’incontro, a Varsavia,  tra la redazione di Shaker e quella di Wspak. Il primo, un giornale scritto in buona parte da senza fissa dimora che orbitano intorno alla stazione Termini e partecipano al laboratorio terapeutico di scrittura attivato dalla Cooperativa sociale Europe Consulting: il secondo, giornale di strada polacco, che ha il suo ufficio presso la stazione di Varsavia e fa parte della rete internazionale di giornali di strada Insp (International network of street papers).

“Siamo stati a Varsavia il 7 e l’8 luglio – racconta Alessandro Radicchi, presidente di Europe Consulting – nell’ambito delle iniziative delle iniziative della rete europea di gestori ferroviari per il sociale “Gare européenne et Solidaire”. L’idea è quella di creare un gemellaggio tra Shaker e Wspak, che consista in uno scambio di articoli e di esperienze. Abbiamo invitato i responsabili di Wspak a venire a trovarci a Roma, presso il binario 25, il prossimo autunno: quella potrebbe essere l’occasione per formalizzare il gemellaggio. L’idea di fondo è la creazione di un subnetwork di giornali legati al sociale nelle stazioni”.

Dall’esperienza di Wspak, il gruppo di Shaker ha portato a casa alcuni stimoli per il futuro: “Il loro giornale è un po’ diverso dal nostro. Innanzitutto, loro pubblicano due giornali: il primo, è un giornale di strada, che racconta questioni sociali e viene finanziato da alcuni sponsor. Il secondo, è invece dedicato esclusivamente agli sponsor e serve a finanziare il primo. Ci piace questa idea del prodotto più commerciale che sostiene quello più debole. Inoltre, Wspak fa parte della rete internazionale di giornali di strada, di cui fanno parte più di 100  giornali di strada provenienti da 35 paesi del mondo. In Italia, solo Terre di mezzo fa parte della rete. La condizione necessaria è che il giornale sia venduto da senza fissa dimora e che a questi vada il 50% del ricavato. Vorrei che anche Shaker arrivasse a questo. Ma dobbiamo fare i conti con un problema: non possiamo sovrapporre il nostro ruolo assistenziale con quello di datori di lavoro. Stiamo pensando a come superare questa difficoltà . Il confronto con Wspak potrebbe essere utile anche per questo”. Per maggiori informazioni su Shaker e sull’incontro di Varsavia, visita il sito del giornale: http://shaker.roma.it/index.php.

 

© Copyright Redattore Sociale

Articoli correlati

5 per mille

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

« »

Pin It on Pinterest

Share This