Strage di Bologna, assente il governo

BOLOGNA – Non ci sarà  un ministro e nemmeno un viceministro a rappresentare quest’anno, proprio nella ricorrenza del trentennale, il governo alla cerimonia in ricordo delle vittime della strage del 2 Agosto 1980. La comunicazione è arrivata da Palazzo Chigi alla Prefettura di Bologna ieri in serata: sarà  il prefetto Angelo Tranfaglia a rappresentare il governo. È la prima volta che succede in trent’anni: «Il prefetto è solito rappresentare il governo in varie cerimonie – hanno detto ieri sera dalla Prefettura – . È una prassi normale. Non ci hanno fatto conoscere le motivazioni di questa scelta. Non abbiamo alcun commento da fare». 

La decisione è comunque clamorosa, anche se evidentemente legata alla delicatissima congiuntura politica dovuta allo scontro tra berlusconiani e finiani. L’anno scorso il ministro per Bologna fu indicato all’ultimo minuto, il nome di Sandro Bondi venne comunicato alle agenzie da palazzo Chigi solo il 31 luglio, dopo la rinuncia di Alfano. A meno di un ripensamento, quest’anno invece non ci sarà  un ministro. Ma la spiegazione potrebbe essere un’altra. L’anno scorso il ministro Bondi venne pesantemente contestato, fischiato e non riuscì nemmeno a finire il suo intervento. Ecco perché quest’anno era stato deciso che il rappresentante del governo parlasse nella sala del consiglio comunale. L’anno scorso c’era stata anche questa minaccia: dopo i fischi a Bondi, il presidente dei deputati del Pdl Fabrizio Cicchitto, spalleggiato dai parlamentari emiliani che parlavano di modalità  diverse di partecipazione, annunciò: «Non è scritto da nessuna parte che il ministro venga invitato per essere insultato». Evidentemente a Roma hanno pensato potesse essere in qualche modo un declassamento che un ministro non potesse salire sul palco delle manifestazioni, e hanno reagito di coonseguenza. Ma certo la scelta è destinata a creare altre polemiche.
Quest’anno ci sarà  dunque il prefetto Tranfaglia a parlare in consiglio comunale mentre dopo il corteo, sul palco sotto l’orologio della stazione fermo alle 10,25 parleranno due trentenni, Camilla Andreini e Rossella Zuffa. 
Una vigilia agitata anche quest’anno dalle solite polemiche sulla verità  giudiziaria stabilita nelle sentenze definitive. Ieri il vicecoordinatore del Pdl Galeazzo Bignami ha riaffermato la sua convinzione sull’innocenza di Valerio Fioravanti e Francesca Mambro ed ha accusato Paolo Bolognesi, presidente dell’Associazione dei familiari, di «difendere una verità  ideologica». Replica di Bolognesi: «Bignami dovrebbe fare solo un piccolo sforzo: leggersi gli atti del processo».


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