Un giudice vuole indagare su Woerth Sarkozy sta per perdere il terzo ministro

PARIGI – Le resa dei conti si avvicina per Eric Woerth, segretario amministrativo del partito sarkozista e ministro del Lavoro, ex titolare del Bilancio e a questo titolo impelagato nell’affare Bettencourt. Secondo Le Monde, il procuratore capo di Nanterre è deciso ad aprire un’inchiesta penale su Woerth e sua moglie, impiegata fino al 25 giugno nel «family office» di Liliane Bettencourt, cioè nella struttura che gestiva il patrimonio della miliardaria erede della fortuna L’Oréal. Se il magistrato non cambierà  opinione, la sorte di uno dei ministri più apprezzati da Sarkozy sarà  segnata.

La crisi politica che scuote il governo francese, dopo le dimissioni di due sottosegretari, rischia di travolgere molti personaggi: dalla popolare sottosegretaria allo Sport Rama Yade (nei guai per aver criticato l’albergo «lussuoso» della Nazionale in Sudafrica quando il suo costava ancora più caro) a ministri e sottosegretari accusati di aver dato gli appartamenti di funzione a figli o fratelli.
Ma il caso più esplosivo è certamente quello di Woerth, pedina essenziale perché guida la delicatissima riforma pensionistica. A sgambettare la sua carriera politica potrebbe essere Philippe Courroye, un magistrato che in passato ha indagato su molti politici, compreso Jacques Chirac, e oggi dirige la procura di Nanterre. È considerato vicino a Sarkozy e probabilmente non vuol lasciarsi sfuggire l’occasione di dimostrare la propria indipendenza. In Francia, l’azione penale non è obbligatoria e le procure dipendono dal governo. Ma il ministro della Giustizia, Michèle Alliot-Marie, ha assicurato che in questo caso non ci saranno istruzioni. E Courroye ha messo nero su bianco, in una lettera al procuratore generale di Versailles, la sua intenzione di andare avanti.
Il magistrato si basa sulle registrazioni illecite fatte da un maggiordomo a casa della Bettencourt. Conversazioni in cui Woerth è citato in diverse occasioni. Un passaggio, soprattutto, lo imbarazza. Si sente Philippe de Maistre, il factotum finanziario della donna, commentare così l’assunzione di Florence Woerth: «Mi sono sbagliato quando l’ho presa. Confesso che quando l’ho fatto suo marito era ministro delle Finanze (in realtà  era al Bilancio, ndr.), mi ha chiesto di farlo. L’ho fatto per fargli piacere». E in quelle registrazioni si parla anche dell’evasione fiscale (due conti in Svizzera e un’isola alle Seychelles).
Secondo il magistrato, si può ipotizzare un legame fra l’assunzione di Florence Woerth, le dissimulazioni fiscali e le funzioni del marito al Bilancio. Le ipotesi di reato da verificare sarebbero il riciclaggio di evasione fiscale e l’appropriazione indebita, che potrebbero colpire anche i versamenti (in teoria legali) della Bettencourt a Woerth e ad altri esponenti della destra, citati nelle stesse registrazioni (la cui diffusione sulla stampa, sia detto per inciso, è stata definita di pubblico interesse da un tribunale). Sarebbe una vera e propria bomba politico-giudiziaria in un paese sempre più diffidente verso i suoi governanti: secondo un’inchiesta pubblicata ieri, il 64 per cento dei francesi pensa «che i dirigenti politici sono piuttosto corrotti».


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