Italia: “contro tagli e bavagli”, oggi a Roma la manifestazione della FNSI

Una grande mobilitazione per dire no al disegno di legge Alfano che ostacola il lavoro di magistrati e giornalisti e rende i cittadini meno sicuri e meno informati; e per dire no ai tagli alla cultura italiana previsti dalla manovra economica. Sono i temi centrali dell’a manifestazione “Informazione e libertà : no al silenzio di stato” convocata oggi pomeriggio in piazza Navona a Roma dalla Federazione Nazionale della Stampa Italiana (FNSI) a cui hanno aderito numerose associazioni e reti della società  civile nazionale. “Un’iniziativa nel segno della Costituzione, per dar voce ai soggetti e ai temi che verrebbero oscurati se passasse un provvedimento che colpisce al tempo stesso il lavoro dei giornalisti e il diritto dei cittadini di conoscere le vicende del Paese.

Unimondo.org Sergio Segio • 1/7/2010 • Informazione & Comunicazione • 178 Viste

“Una manifestazione – prosegue l’appello – per far sentire che non può essere sottratto al Paese il racconto di vicende giudiziarie di rilievo pubblico, pur nel rispetto del diritto delle persone alla riservatezza; per respingere gli interventi punitivi ai danni della produzione culturale e salvaguardare il diritto dei cittadini alla conoscenza; per contrastare il pericolo di chiusura di testate giornalistiche colpite dall’indiscriminata riduzione dei fondi pubblici; per tenere accese le luci dei media sul mondo del lavoro e sui drammatici effetti della crisi”.

Nell’aderire all’appello, la Tavola della Pace sottolinea come la proposta di legge sulle intercettazioni “minaccia alcuni dei nostri fondamentali diritti di libertà  e di cittadinanza come il nostro diritto alla sicurezza e il nostro diritto di conoscere e di essere correttamente informati”. “Non è solo un attacco senza precedenti ai giornalisti e alla libertà  di stampa – afferma Flavio Lotti, coordinatore nazionale della Tavola della pace. E’ un attacco alla nostra sicurezza personale perché limita fortemente gli strumenti con cui la polizia e la magistratura contrastano ogni forma di illegalità  e di criminalità . Ed è un durissimo attacco al sacrosanto diritto di tutti i cittadini di conoscere cosa accade, giorno per giorno, nella realtà  che ci circonda. Questa legge non è una minaccia per “qualcuno”: è una minaccia per tutti, senza distinzioni. Per questo è necessaria una reazione di tutti in difesa della sicurezza e della giustizia, della democrazia e della legalità , del diritto e dei diritti”.

La Tavola della Pace evidenzia inoltre come manifestazione “è per noi anche un nuovo modo per protestare contro i tagli indiscriminati che il Governo intende imporre alla cultura e alla ricerca, alla scuola e all’università , alle persone con disabilità , agli enti locali e alle regioni”. “E’ scandaloso – prosegue Lotti – che mentre s’impongono questi tagli si continui a spendere decine di miliardi di euro per costruire nuove terribili armi, come i cacciabombardieri F35, che non potremo e non dovremo mai usare”.

L’ARCI in un comunicato di adesione alla manifestazione ribadisce che con l’approvazione del disegno di legge governativo sulle intercettazioni (la cosidetta “legge bavaglio“) “verrebbero colpiti principi fondamentali dellanostra Costituzione, per imporre il silenzio e l’impotenza ad agire nei confronti di un potere che si sta rivelando sempre più corrotto e privo di qualsiasi etica pubblica”. “In realtà  – sottolinea l’Arci – sotto attacco c’è l’intero impianto costituzionale: l’articolo 21, come quelli che riguardano i diritti nel mondo del lavoro, l’articolo 3 sull’uguaglianza di tutti i cittadini, come il diritto all’istruzione, la tutela dei beni artistici come il diritto alla cultura. In gioco c’è dunque la qualità  del nostro sistema istituzionale e democratico e di questo per fortuna c’è una consapevolezza sempre maggiore”.

Nelle scorse settimane si sono alzate numerose proteste contro il disegno di legge sulle intercettazioni dalle associazioni dei lavoratori, alle associazioni ambientaliste, a quelle per la lotta contro le mafie. “Di fronte all’emergenza legalità  che affligge gravemente il nostro Paese – spiegava il presidente delle ACLI, Andrea Olivero – e che viene portata a conoscenza dell’opinione pubblica proprio grazie alle indagini dei magistrati e alle cronache dei giornalisti, ci saremmo aspettati dalla politica altre risposte: nuove regole contro la corruzione, un potenziamento delle capacità  investigative, un’interpretazione più rigorosa del senso dello Stato e della moralità  pubblica”.

Anche un ampio gruppo di riviste del mondo cattolico e delle altre chiese cristiane italiane ha manifestato la propria protesta riguardo al disegno di legge governativo sulle intercettazioni. “Oltre ai limiti posti alla magistratura e ai mass-media dal disegno di legge in discussione, l’aggressione alla libertà  di informazione minaccia l’essenza stessa della democrazia. E l’essenza stessa del cristianesimo, per cui solo la verità  fa veramente liberi” – sottolineano le riviste di ispirazione cristiana.

Approvato all’unanimità  dal Consiglio dei Ministri il 13 giugno 2008, il 30 giugno di quell’anno il testo del disegno di legge Alfano sulle intercettazioni venne presentato alla Camera, che lo approvò il 23 febbraio 2009 con 318 voti a favore, 224 contrari e 1 astenuto. Il 16 giugno scorso il provvedimento è arrivato in Senato dove è stato approvato con voto di fiducia. Attualmente è all’esame della Commissione Giustizia, in attesa di essere discusso dall’Aula di Palazzo Madama. [GB]

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