Bilanci di giustizia: così cambia l’economia (e la politica) partendo dai consumi

Da domani al 29 agosto le 1200 famiglie aderenti ai 43 gruppi si danno appuntamento a Marina di Massa per l’incontro annuale. Don Fazzini: “Abbiamo tra le mani un tesoro prezioso, persone che cercano di cambiare: e sono italiani, giovani famiglie”

Sergio Segio • 25/8/2010 • Buone pratiche e Buone notizie • 235 Viste

ROMA – Monitorare il proprio consumo per cambiare l’economia dalle piccole cose, dai gesti quotidiani. Modificare secondo giustizia la struttura dei propri consumi e l’utilizzo dei propri risparmi. Questo fanno le 1200 famiglie aderenti ai 43 gruppi di Bilanci di giustizia, la campagna lanciata nel 1993 dall’associazione ‘Beati i costruttori di pace’ con lo slogan ‘Quando l’economia uccide bisogna cambiare!’ e rivolta proprio alle famiglie intese come soggetto micro-economico.  Da domani (26 agosto) al 29 agosto a Marina di Massa, Bilanci di giustizia ha indetto il proprio incontro annuale. Un percorso sul tema ‘Passaggi tra personale e politico’.

“Le famiglie dei Bilanci hanno cominciato a rivedere i consumi secondo criteri di giustizia, hanno sperimentato che così la qualità  della vita migliora, ma non si fermano al loro star bene” spiegano i promotori.  Abbiamo sperimentato cosa vuol dire cittadinanza attiva: si è sviluppato in noi un senso politico. Ma quanto manteniamo la sete di giustizia che ci ha mossi all’inizio?”.

I 4 giorni di Massa saranno incentrati su lavori di gruppo, quindi sarà  essenziale l’apporto che ognuno saprà  e vorrà  portare. Diversi i laboratori: dal software libero all’uso delle ortiche, dalla casa ecologica alla corsa, dalle tecniche di boicottaggio a quelle di tessitura. Contemporaneamente un gruppo di 25 adolescenti con due adulti alla guida andrà , zaino in spalla, in escursione sulle Alpi Apuane per riflettere sul rapporto con la natura. Con un auspicio per tutti: “Dovremo scoprire l’energia che, quando si segue una strada di giustizia, inavvertitamente si allarga attorno a noi, tocca gli spazi, le persone come una ventata che rinnova, che mostra il nuovo”.

Oltre 200 le persone iscritte all’incontro di Marina di Massa, per un cammino che “nasce dal vissuto, dal basso, non dai vertici” dice don Gianni Fazzini, tra l’altro ideatore di una ‘pastorale degli stili di vita’ e che così spiega il filo conduttore scelto per l’incontro di Bilanci di quest’anno: “Le famiglie hanno segnalato la forte propensione a uscire fuori dalla dimensione familiare per guardare al territorio”. Ad esempio Giovanna di Messina ha creato con i ragazzi disoccupati della zona una cooperativa che si occupa di pannelli fotovoltaici; Antonella a Trento ha capito di dover impegnarsi per la mobilità  su quel territorio e sta collaborando a questo scopo con la provincia.

“L’esperienza di Bilanci non fa chiudere le persone nella propria cerchia familiare – aggiunge don Fazzini – ma le apre: la ricerca di giustizia personale si trasforma in impegno politico. In questo momento in cui tutta la politica pare corrotta, qui nasce un nuovo germe, un nuovo modo di fare politica, che parte dalla sete di giustizia. Sentiamo che abbiamo tra le mani un tesoro prezioso: e sono italiani, giovani famiglie del nostro tempo”. Un tempo tormentato, ma nel quale i buoni semi riescono ancora a unirsi e a portare frutto. “Quando permettiamo alle persone di rientrare in se stesse e di recuperare quella sete di giustizia che hanno dentro, esse diventano creative e ne combinano di tutti i colori”. (ep

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