Comuni virtuosi, vince Corchiano dove l’acqua è un bene pubblico

Enti locali classificati secondo le buone pratiche. E a Ponte alle Alpi, la Lega resta ferma al 13 per cento

Daria Lucca - il manifesto Sergio Segio • 29/8/2010 • Buone pratiche e Buone notizie • 268 Viste

ROMA. Parafrasando la sfilata di star più famosa del mondo, diremo che per il premio Comuni a 5 stelle 2010, per la «qualità  e la trasversalità » dei progetti realizzati o messi in cantiere in campo ambientale, the winner is… Corchiano, 3500 anime in provincia di Viterbo, in piena Tuscia. Vincitore assoluto, addirittura, visto che il premio messo in palio dall’Associazione Comuni Virtuosi prevede annualmente un podio per ognuna delle cinque categorie (gestione del territorio, mobilità , rifiuti, stili di vita, impronta ecologica) che una municipalità  deve soddisfare se vuole essere accolta nella compagnia.
Questi soci di una combriccola che più controcorrente non si può sono tutta gente molto concreta eppure molto legata a valori e ideali d’antan. Per esempio, Corchiano ha vinto perché fra l’altro considera l’acqua un bene pubblico e dunque la distribuisce direttamente in piazza, con un apposito erogatore automatico che la microfiltra, declora e refrigera. Finora, sono stati erogati 100 mila litri di acqua a corchianesi e non solo (pare vengano da altri paesi, facendo anche la fila chiacchierando e ridendo), al costo di 5 centesimi per ogni litro e mezzo. Al contempo, è stato calcolato che, dopo un anno, si saranno evitate 200 mila bottiglie di plastica, il che sarà  anche un gesto pratico «contro la guerra» si legge nel progetto che ha vinto, perché meno bottiglie significano meno plastica, meno benzina per trasportarle, meno petrolio. Corchiano è risultato il migliore anche per altre ragioni. Nel giro di un anno, ha abbattuto la percentuale di raccolta differenziata dell’immondizia dal 30 all’85%, grazie a un porta-a-porta che prevede tre raccolte settimanali dell’umido e che, sul versante economico, ha permesso di diminuire i costi dello smaltimento (inquinante) da 15 mila a 2 mila euro al mese.
E come reimpiega, un comune virtuoso, i denari così risparmiati? La risposta di Ezio Orzes, assessore all’ambiente di Ponte nelle Alpi, provincia di Belluno, 8500 abitanti, è immediata: «Nel 2006, prima di cominciare, avevamo 5 persone occupate nel settore, adesso ne abbiamo 11». Ponte nelle Alpi, che a luglio è stato premiato da Legambiente come Comune Riciclone, è passato dal 23 all’86% di differenziata in tre anni: «È un dato senza paragoni in Italia, forse nel mondo. Abbiamo abbattuto dell’88% i costi dello smaltimento».
Per ottenere questi primati, occorrono spinte e azioni convergenti. Innanzitutto, bisogna condividere le scelte: «I cittadini devono essere partecipi. Io personalmente avrò tenuto almeno venti assemblee in altrettante piccole frazioni, perché la comunità  va coinvolta per intero». Ascoltare e tenere in conto le esigenze degli utenti, è il secondo passo. Il terzo, naturalmente, è un alto grado di efficienza nella successiva erogazione del servizio: a Ponte nelle Alpi è stato organizzato un ritiro bisettimanale presso 180 anziani incontinenti. Conclude Orzes: «I cittadini hanno ridotto la bolletta dei rifiuti del 50%, la lista civica di cui faccio parte è stata riconfermata pochi mesi fa, a riprova che il consenso arriva. Il nostro è il solo comune della provincia dove la Lega è rimasta ferma al 13%».
In aggiunta, le buone pratiche sulla raccolta differenziata inducono a un’automatica riduzione dei rifiuti. C’è da chiedersi se le buone pratiche adottate dal comune di Cassinetta di Lugagnano (Milano), che, avendo scelto la crescita zero, cioè nessuna espansione edilizia nel suo territorio, se adottate nel resto del paese, indurrebbero a un’automatica riduzione dei costruttori e un loro reimpiego in settori meno invasivi.

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