“Senza aiuti le epidemie faranno strage di bambini”

Il rischio principale è costituito dall’acqua contaminata, come conferma Diana Bassani, cooperante del Cesvi. «Sabato – racconta – abbiamo distribuito cibo e acqua nel distretto di Nowshera, a due ore di strada da Islamabad. Abbiamo visto campi allagati, case ridotte a mucchi di mattoni accatastati, villaggi trasformati in collinette di fango e carcasse di animali. Il rischio di epidemie è elevatissimo».
L’Onu ha chiesto alla comunità  internazionale di stanziare urgentemente 460 milioni di dollari prevedendo che però sul lungo termine serviranno miliardi per ricostruire villaggi e infrastrutture e per ricostituire i raccolti. «Sinora però è giunto solo il 30% dei fondi richiesti», osserva Giuliano. Secondo la Bassani, «la risposta della comunità  internazionale non è adeguata perché manca consapevolezza delle proporzioni dell’emergenza». Eppure le statistiche snocciolate ieri dal segretario dell’Onu parlano chiaro: 20 milioni di sfollati, 1500 morti, 6 milioni di bambini dispersi, rimasti orfani o ammalatisi, un quinto del territorio nazionale devastato. «Si tratta – ha detto Ban Ki-moon – del più grande disastro mai visto».


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